Siblings, il docufilm sulle storie di fratelli e sorelle speciali dei disabili

“Io per lui ci sarò sempre. E anche lui, nella sua maniera, ci sarà sempre per me”. A parlare è un sibling, ovvero il fratello di una persona disabile. Sono loro che, insieme ai genitori, condividono con il fratello o la sorella disabili il dolore di quella disabilità, e spesso lo fanno in solitudine. Parla di loro, per la prima volta, un docufilm scritto e diretto da Pamela Pompei, “mamma di un alieno e di un sibling” come lei stessa si definisce, che ha raccolto 31 testimonianze di fratelli e sorelle di disabili di età compresa tra i 5 e i 70 anni. Un racconto familiare sulla disabilità, che porta alla luce i tanti momenti di questi fratelli e sorelle alle prese con il fratello/sorella disabile: dalla difficoltà di non poter parlare ‘normalmente’ con il fratello alla consapevolezza di condividere qualcosa di speciale insieme. Fino a scoprire di non essere i soli a vivere una condizione che spesso diventa alienante.

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Suicidi e tabù. Non solo al tempo della Covid-19

“Anziano trovato morto impiccato a Macerata” (Maggio 2021). “14enne si getta dal terrazzo” (Aprile 2021). “Tenta il suicidio gettandosi in acqua, salvata da un agente di Polizia fuori servizio” (Marzo 2021).

Titoli di giornale, notizie e cronache locali che dopo le prime ore facilmente ritornano nell’ombra. Avvenimenti di cui si parla poco, e spesso male. Come avvenuto nel caso recente di Seid Visin, il ragazzo di soli vent’anni di Nocera Inferiore morto suicida lo scorso 4 giugno. Un giovane uomo che si è tolto la vita, impiccandosi. Si è parlato di lui, di origine etiope, che a 7 anni è stato adottato dai suoi genitori. Si è accennato alla sua passione per il calcio, che lo vedeva una promessa dello sport professionista. Si è discusso della lettera, che scrisse nel 2019, dove raccontava le difficoltà, il disagio che negli ultimi anni provava a causa di atteggiamenti e pregiudizi per il colore della sua pelle. Uno sfogo, probabilmente, dolorosamente lucido.

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Circo e falsa ripartenza. L’altro lockdown dei circensi [VIDEO]

Le gradinate smontate e accatastate. Lo chapiteau, il grande tendone del circo, ripiegato in un rimorchio di camion.

Da un anno, oltre 5mila artisti circensi sono senza lavoro. Una comunità invisibile di lavoratori dello spettacolo viaggiante rimasta ferma nel Comune dell’ultima esibizione.

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Alzheimer e caregivers, La lotta invisibile per i vaccini e per la dignità

È chiamata la malattia invisibile. E, in oltre un anno di pandemia, è già sparita dai programmi sanitari del ministero e soprattutto dall’elenco delle priorità del Piano Vaccinale. Si tratta delle demenze e delle malattie neurodegenerative, tra le quali l’Alzheimer è la più diffusa.

A fronte di tanta indifferenza e invisibilità, i numeri riportati dall’ISS – Istituto Superiore di Sanità parlano di un morbo sempre più diffuso nella popolazione. I dati più recenti stimano che coinvolga, solo in Italia, oltre un milione di persone “di cui circa 600mila con demenza di Alzheimer”, a cui si aggiungono i circa 3 milioni di familiari e caregivers coinvolti nell’assistenza alla persona malata. Una comunità di pazienti e famiglie chiuse nella solitudine di cui poco si parla, per paura e per mancanza di consapevolezza sulla malattia.

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La politica dello stupro – La Lente in pillole

Gli stupratori definiti “quattro coglioni”. Non sono stupratori, ha detto Beppe Grillo in un video parlando dell’accusa di stupro a carico del figlio, perché dal video girato dal gruppo si vedrebbe che sono “ragazzi di 19 anni che si stanno divertendo, in mutande e saltellando”.
La vittima definita consenziente, “perché una persona che viene stuprata la mattina e dopo otto giorni fa la denuncia, è strano …”.

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Dialoghi con La Lente – Primo appuntamento

Stress da pandemia e supporto psicologico. Nell’ultimo anno sono aumentate le richieste di aiuto e sostegno per contrastare lo stress dovuto alla pandemia da Covid-19.

Vi segnalo una nuova rubrica, che sarà trasmessa oggi alle 18.30 sulla pagina Facebook del blog.

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Campagna vaccinale

Disabilità e genitori caregivers. Il vaccino, o a mamma o a papà

7.708.889 vaccini somministrati in tutta Italia, di cui 2.443.394 hanno ricevuto già la seconda dose. Una campagna vaccinale anti-Covid19 che è andata estendendosi alle persone più a rischio, riscoprendo di recente anche la categoria dei caregivers inseriti tra coloro a cui spetta con urgenza il vaccino, a tutela dei familiari con disabilità gravi o gravissime che non possono vaccinarsi.

Un passo avanti, a cui è seguita una marcia indietro. Continua a leggere

Segnale mano. Violenza domestica donne

Donne, segnali di aiuto antiviolenza – La Lente in pillole

Un segnale silenzioso per avvisare di una violenza domestica. Nasce in Canada, dalla Canada Women’s Foundation insieme ad altre associazioni in lotta contro la violenza sulle donne in casa.

Il gesto della mano, con il palmo aperto e il pollice chiuso e le dita che si chiudono sul polluce, è un segnale diffuso sui social con l’hashtag #SignalForHelp che invita chi lo dovesse vedere ad avvisare il centro antiviolenza 1522 o le forze dell’ordine.
L’Italia è stata tra le prime a diffondere l’iniziativa. Continua a leggere

Artigianato e made in Italy (Foto: Anna Giuffrida)

Artigiani al tempo della Covid-19. Made in Italy senza sostegno [VIDEO]

La paura di chiudere bottega e la necessità di riorganizzare la professione, con l’aiuto dello Stato.

Designer, stilisti, orafi. Creativi dei materiali. Sono gli artigiani e piccoli imprenditori, professionisti del Made in Italy, che in questo anno di chiusure delle fiere di settore e dei negozi hanno visto ridurre il fatturato anche dell’80%. Continua a leggere

Donne e sfide. La lotta per l’empowerment

99 anni e mezzo per colmare il divario mondiale tra uomini e donne. Ben 257 anni per cancellare il gap di genere che riguarda la “partecipazione economica” delle donne alle attività quotidiane. Il dato è stato calcolato dal World Economic Forum, che ha evidenziato anche come il divario nel mercato del lavoro e in termini di opportunità economiche sia per le donne del 42%.
Quando si parla di donne, e dei loro diritti, si ragiona prevalentemente con i numeri nel tentativo di dare forma, concretezza ad un gap prima di tutto culturale.

Il livello del dibattito, e della prassi quotidiana, su temi come l’accesso all’aborto, il ruolo delle donne nell’assistenza familiare, la criminalizzazione della libertà delle donne sul loro corpo – solo per citarne alcuni – sono all’origine del divario economico e lavorativo delle donne tanto in Italia quanto nel resto del mondo.

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