Libri Emergenti

Uno spazio dedicato ai libri consigliati, anche per i temi trattati. Uno spazio che ospita recensioni di libri di scrittrici e scrittori emergenti, e non solo. Perchè la cultura e la lettura libera restano il migliore antidoto all’indifferenza.

Buona lettura!

All’ombra dell’oleandro rosa – copertina libro

Natura ed arte: “Una simbiosi di bellezza”

“All’ombra dell’oleandro rosa” di Elena Ungaro

[di Pina D’Alatri, già docente e critica letteraria per riviste e testate giornalistiche]

Il romanzo di Elena Ungari  tende a sottolineare, fin dall’incipit, due aspetti fondamentali del testo: la ricerca del divino nel mondo della natura ed una ricerca di sé che la protagonista Vicky conduce, per emergere da un mondo soffocato dalla melma dell’egoismo e dell’indifferenza. Queste finalità indurranno quest’ultima a percorrere sia un itinerario naturalistico in luoghi misteriosi, quasi inviolati e spesso perturbanti ma anche un itinerario dell’anima. La Sicilia diventa luogo di rigenerazione, luogo di riflessione, luogo in cui religione e mitologia si sfiorano. Il simbolo che aiuta a decriptare il testo è proprio “l’oleandro rosa”, un albero lussureggiante nei colori ma,nello stesso tempo, proprio di un habitat modesto. E’ un mondo semplice e puro, quello che la protagonista, la pittrice Vicky cerca: un mondo in cui ritrovare quel sé perduto, schiacciato sotto un  piede indifferente. Ella fa appello, con tutte le sue forze, al lettore “navigante” e gli rivela un segreto per sopravvivere “alle maree” del mondo: “un braccio legato all’albero maestro per via delle sirene”, “l’altro sopra agli occhi per godersi la vastità dell’orizzonte”. Vicky, con il suo pennello, saprà riprodurre un mondo reale, un po’ appannato dalla commozione ma limpido e pulito; ha trovato una panacea nella bellezza che appaga l’anima e concede una rinascita. La Sicilia diventa un banco di prova per la sua crescita artistica ed umana; ella deve rigenerarsi, deve ritrovare il filo della vita che si è spezzato temporaneamente: in Sicilia tutto è possibile. Biagio e Rosetta, due onesti e generosi siciliani, aiuteranno la giovane inglese a ricostruire il suo io ed a consolidarsi. Ella riprende il pennello e ricostruisce il suo immaginario: saprà rendere, nelle sue tele, la magia dei luoghi ed il loro messaggio universale. Biagio, il suo mentore, la rende edotta e lei decide  di andare alla ricerca di quei luoghi affascinanti di cui lui le ha parlato. Da Taormina si sposta a Siracusa,  per ritrovare la Fonte Aretusa ed il Fiume Alfeo che desidera  riportare sulle sue tele. Le “fauli” di Biagio sono innumerevoli e confortano la sua solitudine. Anche Richard le ritorna nei pensieri e le basta una sua telefonata per porla in tentazione ma, in realtà, è proprio Biagio, di nuovo, a salvarla: Richard verrà dopo, lei deve recuperare il bello e trasmetterlo agli altri. Il suo è un percorso catartico, Biagio ha  luogo dentro di lei: l’oleandro rosa testimone di tanti colloqui, non può parlare ma Victoria ormai è cresciuta e sa che Biagio, anche da un mondo lontano, sarà il suo mentore. La mostra dedicata a lui avrà il successo che merita, Victoria  è ormai cresciuta, è ormai una donna che sa scegliere e capire. La panchina, sotto l’oleandro rosa, non sarà mai più  vuota, basterà guardarla bene per ritrovare il sorriso di Biagio.


Tina Taliercio - Nell'aria, stanotte
Nell’aria, stanotte – copertina libro

“Nell’aria, stanotte” di Tina Taliercio

[di Pina D’Alatri, già docente e critica letteraria per riviste e testate giornalistiche]

Nell’aria, stanotte (Graus Edizioni, Napoli 2022 pagg. 189), è un interessante e poliedrico romanzo della scrittrice partenopea Tina Taliercio. L’autrice che è anche traduttrice, redattrice e pubblicista, affronta una complessa tematica: quella del ruolo della donna in una società spesso offuscata da pregiudizi e pressoché insensibile di fronte alle forti tematiche femminili.

Il testo pullula di personaggi che si intrecciano, incontrandosi e scontrandosi in un mondo competitivo e vorace. Il “fil rouge” che lo assembla è quello della contraddittorietà del mondo contemporaneo, conturbato da un forte malessere esistenziale. Gli spunti meditativi sono molteplici e spesso tali da indurre il lettore a voler approfondire meglio le varie tematiche emergenti. Il tema di fondo che si coglie, dopo una lettura molto minuziosa, è che solo la solidarietà fra gli uomini risulta un’arma vincente poiché non attacca né di taglio né di punta. La linea che separa il bene dal male, è curva e non sempre ben definita. Il malessere che offusca l’animo ne è la causa più rilevante. Gli psicologi lo definiscono “mal di vivere” ed i Francesi “ennui”. I numerosi personaggi che animano il testo sono per lo più sfaccettati, duplici, contraddittori e tarati ma non mancano individui puri e generosi che fanno dono di sé agli altri, senza nulla chiedere. Uno di questi è la protagonista del libro: Lisa, una giovane curiosa, attenta, desiderosa di conoscere, di sapere e di dare agli altri il meglio di sé. Conrad, ombroso e dissociato, mira a plagiarla, ad usarla come oggetto di piacere per soddisfare i suoi biechi istinti, senza attribuirle alcun valore se non quello di “donna da letto” da tradire e vilipendere.

Scappa dalla vita di lei, cercando un altro oggetto del desiderio, ne rientra solo per tormentarla e per reclamare una paternità che non dovrebbe competergli. Lisa può fare a meno di lui, ha una famiglia alle sue spalle, pronta a proteggerla, ad accogliere il nuovo nato condividendo con lei ogni sorta di necessità. La mamma, il patrigno, il fratello, la cognata: un mondo che si alimenta di amore, di rispetto e di abnegazione. Ella ha anche molti amici che la stimano e qualcuno che la ama in silenzio. Non mancano le difficoltà e talvolta anche le incomprensioni ma Lisa trae forza modellandosi sulla madre, donna di encomiabili virtù e sul marito di lei, Jeremy, che affronta con dignità e coraggio il fine vita.

Il messaggio del libro, a questo punto è molto forte. Gli sbandamenti, la noia, il sesso, la brama di denaro, tutto è annullato dalla ferrea legge della natura: la morte è dietro di noi, pronta a ghermirci. L’autrice affida a Lisa il compito di fare da banditrice dei valori che sostengono quel carrozzone sgangherato che è la vita. Ella imparerà a scegliere, per lei e per il figlio, le persone capaci di amore e di solidarietà. Ricostruirà la sua vita con chi le è più affine per carattere e per cultura. La scuola della vita le ha insegnato a discernere e a non fidarsi delle apparenze.

Il messaggio dell’autrice induce a profonde riflessioni etiche; le tematiche trattate sono moralmente profonde. I paesaggi mozzafiato che focalizzano realtà geografiche diverse, tendono ad evidenziare come il mondo, anche a latitudini differenti, sia sostanzialmente simile. Trionfa il bene, solo se la volontà degli uomini ne è predisposta. Anche i paesaggi inducono ad una profonda riflessione sul divino. Nella postfazione fa capolino l’autrice che conduce i lettori all’interno di luoghi diversi ma non divergenti e tutti di grande fascino. Il messaggio finale si focalizza su un argomento spinoso, doloroso ed alienante: la morte indotta. “Solo nell’oscurità puoi vedere le stelle” (Martin Luther King JR).”

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