Cosa nostra S.p.A. Il patto economico tra criminalità organizzata e colletti bianchi – Libri per la Legalità

La mafia esiste. Cosa nostra esiste. Anche dopo le stragi del 1992.

Ha cambiato volto, ha stretto nuovi accordi e studiato nuove strategie di affari. È meno visibile, meno militare e violenta di quella che aveva firmato le stragi fino al ’92. Resta sempre presente nel tessuto sociale, infiltrata nei quartieri dove ancora è visibile. Ma si è spinta oltre, stringendo accordi con i colletti bianchi sia dello Stato che dell’imprenditoria. Diventando, di fatto, pari ad una società per azioni. Di questa nuova Cosa nostra, delle sue dinamiche interne e di come riconoscerla parla il libro “Cosa nostra SpA”, scritto da Sebastiano Ardita magistrato componente del Csm, Consiglio superiore della magistratura, ed edito da Paper First casa editrice della società Editoriale il Fatto.

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Famiglie e lavoratori usurati – Le fragilità in emergenza

“ ‘Hai bisogno di denaro? Quanto hai bisogno?’ Si presentano così di solito gli usurai, e dopo un’ora, forse meno, la persona ha i soldi. E ha risolto, sembra, momentaneamente, il problema. Il problema invece è che il conto lo pagheranno dopo, lo pagheranno nel tempo”. Questo è il racconto comune a molte vittime di usura che Ignazio Barbuscia, presidente dell’Associazione Baccarato – Fondo per la Solidarietà e l’Antiusura Onlus di Roma, riassume parlando di un reato che l’emergenza sanitaria per Covid- 19 ha alimentato. L’unico fenomeno criminale che durante la pandemia e la quarantena non ha subito rallentamenti, e sul quale l’unica stima in numeri la offrono proprio le associazioni a cui si rivolge sia chi vive una condizione di sovraindebitamento sia chi è già finito nella rete degli usurai. Continua a leggere

Riflessioni sulla legalità, oltre gli anniversari – La Lente in pillole

23 maggio 1992. 28 anni, tra due giorni. Eppure quest’anno, per la prima volta, sarà un anniversario un po’ diverso, complice lo stop generale imposto dall’emergenza sanitaria del Covid-19.
C’è tempo, da settimane ormai, per riflettere in silenzio, per riscrivere la mappa delle priorità. Si sta capendo, non senza difficoltà, l’importanza di una distribuzione più equa dei diritti, dell’ascolto soprattutto di chi ha sempre fatto il suo dovere pur non ricevendo elogi. E questo ci ha ricordato che fare il proprio dovere è un atto di responsabilità indispensabile, per tutti. Continua a leggere

Gotha. Il legame indicibile tra ‘ndrangheta, massoneria e servizi deviati – Libri per la Legalità

Dalla prima guerra di ‘ndrangheta alla creazione de La Santa, passando per il summit di Montalto fino ad arrivare alla seconda guerra di ‘ndrangheta. Le vicende storiche, e giudiziarie, della più attiva organizzazione criminale italiana sono a molti sconosciute e, in alcuni casi, sono rimaste irrisolte. Anche questo ha contribuito, negli ultimi 50 anni, a far crescere gli affari e il predominio della ‘ndrangheta fuori dai confini prima calabresi e dopo italiani, invadendo il mercato illegale internazionale. Di questo cinquantennio, e oltre, e del mutamento di strategie messe in atto in quegli anni dai boss della ‘ndrangheta parla il libro “Gotha – Il legame indicibile tra ‘ndrangheta, massoneria e servizi deviati”, scritto dal giornalista Claudio Cordova edito da Paper First, casa editrice della società editoriale Il Fatto. Continua a leggere

Denunce senza scorta e silenzi istituzionali

“Per anni mi sono nascosto, ho cambiato nove città e credevo di poter ricominciare a vivere”. Si è sfogato con queste parole Gennaro Ciliberto, testimone di giustizia campano, dopo aver appreso della revoca della scorta che negli ultimi anni lo ha protetto. Una decisione che arriva proprio dopo la puntata del programma ‘Report’ dello scorso 9 dicembre, in cui Ciliberto rinnova le denunce di corruzione e infiltrazioni mafiose in appalti, pubblici e privati, per la realizzazione di tratti stradali e autostradali. Denunce che in nove anni non ha mai smesso di fare nelle aule dei tribunali, su richiesta della magistratura. Una scelta che ha portato lui e la sua famiglia in località protetta e che gli ha imposto una nuova identità, ma da cui non ha mai fatto passi indietro nonostante le minacce subìte negli anni. Continua a leggere

“Caro figlio mio, papà è un testimone di giustizia”

Essere padri, ed essere testimoni di giustizia. Le scelte di chi denuncia, diventando testimone di giustizia, coinvolgono non solo la persona ma anche tutto il nucleo famigliare. Bambini inclusi, a volte dalla nascita.

Vi invito a leggere questa lettera di un testimone di giustizia campano rivolta al figlio, nel suo primo giorno di scuola. Un’occasione per fare luce sulle vite silenziose, e silenziate, di decine di famiglie italiane. Uomini e donne, famiglie comprese che in alcuni casi vivono in località protetta, che continuano a testimoniare la loro scelta e a denunciare in solitarie aule di tribunale. Persone vittime ancora di troppa indifferenza, e di impegni istituzionali rimasti promesse, che in alcuni casi li isolano e troppo spesso li privano anche della dignità.

Una lettera aperta, e umana, per riflettere. E non spegnere la voce di questi cittadini. Continua a leggere

Da bene confiscato ad alloggio per padri separati in difficoltà – Viaggio tra i beni confiscati #5

Da appartamento frutto di proventi della criminalità organizzata a casa alloggio per papà separati. A Fonte Nuova, comune dell’hinterland est di Roma, il progetto ConTesto Papà prevede di offrire una soluzione abitativa a quei padri, residenti a Roma o nell’Area della Città Metropolitana, che dopo la separazione vivono situazioni di disagio economico e che, in mancanza di una sistemazione adeguata, vedono compromesso il loro rapporto con i figli. Un progetto, ideato dalla cooperativa sociale onlus La Lanterna di Diogene, che ha vinto il bando lanciato dalla Regione Lazio nell’ottobre 2017 “per l’assegnazione in concessione d’uso, a titolo gratuito, di beni immobili confiscati alla criminalità organizzata”. Un appartamento di circa 100 metri quadrati dove alloggeranno due nuclei monogenitoriali, due papà, che potranno anche ospitare i propri figli per dodici mesi prorogabili per altri sei mesi. Continua a leggere

Giuseppe Antoci, l’uomo che non si piegò a Cosa Nostra — L’intervista —

Quando lo raggiungiamo telefonicamente, Giuseppe Antoci ci dice che è in macchina con la sua scorta. In questi giorni di presentazione del libro ‘La mafia dei pascoli’, scritto con il giornalista Nuccio Anselmo, Antoci sta portando in tutta Italia un pezzo di storia della mafia che ha fatto affari milionari sulle terre del Parco dei Nebrodi in Sicilia. Una vicenda che, nel libro e nella realtà, negli ultimi anni si è intrecciata con la vita dello stesso Antoci, ex presidente del Parco dei Nebrodi. Lui, ideatore del Protocollo Antoci della legalità, non si sente un eroe né vuole esserlo. Semmai considera gli uomini della sua scorta “eroi fino in fondo”, da quando la notte tra il 16 e il 17 maggio 2016 proprio loro con il vice questore, Daniele Manganaro, gli hanno salvato la vita impedendo che l’attentato di mafia a lui destinato andasse in porto. Continua a leggere

La mafia dei pascoli – Libri per la Legalità

Ottantaseimila ettari di area naturale protetta, con una biodiversità che la rende unica al mondo: è anche questo il Parco naturale dei Nebrodi in Sicilia. E qui, per decenni, migliaia di ettari di terreno hanno foraggiato una mafia antica e spietata che ha monopolizzato, nel silenzio generale, i bandi comunali per l’affitto dei terreni arricchendosi con i fondi europei, destinati a rilanciare il territorio e a sostenere i giovani a fare impresa nella propria terra. A scoperchiare questa rete di affari, che vedeva coinvolti nomi importanti della mafia locale e di tutta la Sicilia, è Giuseppe Antoci nominato nel 2013 presidente del Parco dei Nebrodi. La sua storia, umana e professionale, il suo impegno divenuto un Protocollo che porta il suo nome, esteso poi a tutto il territorio nazionale, e l’attentato mafioso nel maggio 2016 sventato dagli uomini della scorta, queste vicende sono descritte e portate alla luce nel libro ‘La mafia dei pascoli’, edito da Rubbettino Editore e scritto a quattro mani dallo stesso Giuseppe Antoci e dal giornalista messinese Nuccio Anselmo. Continua a leggere

Dall’omertà ai social – Libri per la Legalità

Le parole sono importanti. Ma anche il linguaggio, spesso silenzioso di gesti e azioni, serve a comprendere realtà che nei secoli hanno saputo cambiare pelle, come la mafia, la ‘ndrangheta e la camorra adattandosi ai cambiamenti della società. Dal silenzio dell’omertà, tipica di una parte dei mafiosi già nell’ottocento, alla esposizione mediatica dei nostri giorni sui social network, la mafia non ha smesso di insinuarsi nel tessuto sociale. Una mafia mutevole e spesso invisibile, sempre a caccia di consensi e relazioni. A raccontare questo aspetto poco conosciuto del fenomeno mafioso è il professore Enzo Ciconte nel suo libro ‘Dall’omertà ai social. Come cambia la comunicazione della mafia’, edito da Edizioni Santa Caterina.

Il libro, in un viaggio che parte nell’ottocento per approdare nel presente, fa chiarezza su alcuni luoghi comuni ed equivoci storici che in certi casi hanno influito sulla diffusione della cultura mafiosa o ne hanno rafforzato il consenso e il potere. Continua a leggere