Le sfida alla povertà dei bambini di Catania. Con musica e legalità

Ragazzini che portano di nascosto il coltello in tasca e bambini che già a otto anni vengono assoldati per fare le sentinelle a 10 euro l’ora. Tra Adrano, in provincia di Catania, e i quartieri catanesi di Librino e San Cristoforo le famiglie convivono con la povertà che troppo spesso alimenta la criminalità organizzata. Un binomio che vede protagonisti innocenti i bambini e ragazzi di queste periferie, che rischiano di essere destinati alla povertà per tutta la vita.

“Manca la promozione umana per questi ragazzi e le loro famiglie. Ci sono questioni di pari opportunità e di meritocrazia che vengono totalmente abbandonate da questo sistema che dovrebbe tutelarli”, a dirlo è Alfia Milazzo, formatrice diprofessione e presidente della Fondazione La città invisibile, ente no profitche dal 2009 si impegna per il recupero dei bambini e minori a rischio nelle zone ad alto tasso di povertà e criminalità nel catanese. Continua a leggere

Annunci

Beni confiscati, un tesoro inestimabile di legalità da conquistare e difendere

In Calabria, a Lamezia Terme, c’è un palazzo confiscato al clan dei Torcasio dove adesso si fa attività di inclusione per persone emarginate. A Cassino, nei locali confiscati al centro della città alla criminalità organizzata, c’è da alcuni anni un ristorante che mette in tavola piatti realizzati con prodotti legali, raccolti nelle terre confiscate al boss Raffaele Cutolo. A Coazze, in provincia di Torino, lo scorso luglio è stato assegnato al Comune un appartamento confiscato alla camorra, e lì saranno ospitate persone in difficoltà e donne vittime di violenza.

Da Nord a Sud sono migliaia i beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Una mappa italiana del patrimonio delle mafie che, grazie all’intervento della legge Rognoni-La Torre nel 1982, può essere sottratto dallo Stato ai clan e restituito alla comunità attraverso il “riutilizzo sociale del bene”. Continua a leggere

Questione di rispetto – Libri per la legalità

“La dignità non si compra, si conquista e si difende”. Sono le parole di un imprenditore calabrese che sta denunciando in un’aula di tribunale i suoi aguzzini, uomini della ‘ndrangheta reggina che lo minacciavano ed estorcevano. E questo è anche uno dei passaggi del libro ‘Questione di rispetto’, Rubbettino Editore, in cui l’autore il giornalista Giuseppe Baldessarro racconta la storia di Gaetano Saffioti, imprenditore di Palmi e testimone di giustizia dal 2002.

E’ la storia umana e giudiziaria di un uomo che, di fronte alla prepotenza della ‘ndrangheta che lo aveva privato della sua vita e del suo lavoro, denuncia i suoi aguzzini che lo stritolavano con pizzo e minacce. Continua a leggere

Palermo-murales_Falcone-Borsellino

Memoria e impegno. Legalità On/Off – La Lente in pillole

Abbiamo bisogno di ricordare.
Lo dimostrano le tante, troppe forse, parole citazioni flash della memoria che ogni anno, ogni 19 luglio o 23 maggio, si pronunciano. Una processione di commemorazioni che dura al massimo fino alla mezzanotte, trasformando poco dopo questi profondi ideali nella consueta opaca routine fatta di indifferenza e della difesa ad ogni costo del proprio orticello. Una ritualità che indubbiamente allena la memoria, a volte nello sforzo di tenere in vita chi ha dedicato la sua vita a rari valori umani. Continua a leggere

Diritti sotto scorta

“Saranno le istituzioni competenti a valutare se corra qualche rischio, anche perché mi pare che passi molto tempo all’estero (…) Saviano è l’ultimo dei miei problemi. Gli mando un bacione se in questo momento ci sta guardando. È una persona che mi provoca tanta tenerezza e tanto affetto. Ma è giusto valutare come gli italiani spendono i loro soldi.” Con queste parole il neo ministro dell’Interno Matteo Salvini, nel salotto televisivo di Agorà su Rai Tre, ieri mattina ha fatto sapere a Roberto Saviano e agli italiani che avrebbe valutato se la scorta allo scrittore è necessaria. Come se fosse un privilegio, un premio, che il ministro assegna ai suoi simpatizzanti o toglie, come un capriccio, a chi non condivide le sue decisioni. Continua a leggere

#PalestreDiVita

“Perché ti occupi di legalità?”.

Per tutte le volte che mi è stato chiesto.
Per tutte le persone che lo hanno pensato, senza mai chiedermelo.
Per chi mi legge, con attenzione, ad ogni articolo scritto e pubblicato.
Per chi mi legge, e prende le distanze da certi argomenti e dalle mie riflessioni.
Per me, che a volte sono sul punto di dimenticare ciò in cui credo fermamente. E di cui amo parlare, raccontare.
Una riflessione dal blog che è l’altra faccia de La Lente di una Cronista.

Parole & Appunti

Scelgo la legalità da quando quel pomeriggio del 23 maggio mi sono sentita impotente sopraffatta dalla violenza, dalla prepotenza, dall’orrore della mafia.

Scelgo la legalità da quando mi è stata insegnata la bellezza dell’umiltà e del sapersi guadagnare ogni traguardo, senza scorciatoie e senza arroganza. La scelgo da quando ho capito la differenza tra furbizia e onestà, tra fare e delegare.

La legalità è una scelta, un patto con sé stessi e gli altri che va rinnovato ogni momento. È un allenamento quotidiano che alimentato dalla coerenza distingue chi la pratica dagli altri, per la capacità di camminare a testa alta.

Foto: https://www.instagram.com/p/BFv37rBChHj/

View original post

Vite indifese in una località ‘protetta’

“Vivere con la paura di essere ucciso è come una lenta sofferenza, si diventa schiavi di sé stessi e alla fine aspetti solo quell’attimo. Io sono già stato sparato e non dimentico il puzzo della polvere da sparo ed il freddo del sangue e quel momento in cui chiusi gli occhi. Conservo quel pantalone blu con quel foro e quel sangue.” Scrive parole piene di coraggiosa paura Gennaro Ciliberto, testimone di giustizia campano, che da mesi subisce atti intimidatori. Continua a leggere

“La camorra (non) esiste” – La Lente in pillole

Dagli appalti alla droga, dalle armi al racket e usura. Nell’hinterland vesuviano della provincia di Napoli la camorra fa affari, riducendo all’osso l’economia locale. E’ quanto emerso dalle indagini della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, che nelle ultime ore hanno portato all’arresto di 11 persone legate al clan Fabbrocino ad opera dei Carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna.
Imprenditori e commercianti stritolati dalle estorsioni, ma anche sottrazione di un bene sequestrato al clan, sono alcuni dei capi di accusa che descrivono i metodi utilizzati dagli indagati per gestire con metodo mafioso il territorio.

Continua a leggere

Speciali auguri di libertà – La Lente in pillole

Battaglie vinte e sfide da continuare a ingaggiare. Dopo l’approvazione, sofferta, della legge 3500 sui testimoni di giustizia al Senato lo scorso 21 dicembre prima dello scioglimento delle Camere, si affaccia un nuovo anno con una opportunità in più di tutela per chi ha deciso di dire nò alle mafie. Un testo che ha suscitato soddisfazione in molti testimoni di giustizia, e che offre una strada legislativa in più. Più asfaltata, più chiara negli obiettivi e più sicura da percorrere. In attesa che venga concretamente attraversata dalle istituzioni sotto ogni profilo.
Con uno sguardo di fiducia in più verso il futuro, pubblico di seguito la lettera inviata a La Lente da un testimone di giustizia. Di auguri speciali per il Nuovo Anno che inizia, da chi ha vinto tante battaglie. Continua a leggere

La legge orfana del Senato (VIDEO) – La Lente in pillole

“Non andremo via da Roma e dal Palazzo se la 3500 non diventerà legge. I nostri figli hanno pagato a caro prezzo le nostre scelte ed é ora che lo Stato ci dia ciò che per anni ha promesso.” A dirlo è Gennaro Ciliberto, testimone di giustizia campano e vicepresidente dell’Associazione Nazionale Testimoni di Giustizia, che insieme ad altri testimoni oggi si è recato a Roma sotto Palazzo Madama per seguire l’esito dei lavori dell’assemblea. Continua a leggere