Disabilità e scuola, risarcimento alla non-inclusione

Storie di inadempienze. Storie di diritti, come quello allo studio, negati di fatto ad alcuni bambini. Storie di disabilità, che ad ogni nuovo inizio di anno scolastico costringono le famiglie a intraprendere battaglie solitarie.

Quella che stavolta vi racconto è una storia in cui, invece, la giustizia finalmente ha dato un po’ di speranza ad una mamma “leonessa” e al suo piccolo Ludovico, un bambino con grave disabilità che necessita di figure assistenziali di supporto in classe.

“Un segnale incoraggiante, che può dare indicazioni per il futuro ad altri enti locali. Per un inizio della scuola senza esclusioni, o peggio violazioni di diritti umani”

Dopo due anni di richieste inascoltate, di mancanze istituzionali che hanno costretto questa mamma di Taranto, Fabiola Molendini, a “sostare davanti la scuola per sopperire lei alle figure che altri avrebbero dovuto garantire”, lo scorso 1 settembre il Tribunale di Taranto ha condannato il Comune di Manduria ad un risarcimento di oltre 11mila euro, per il danno esistenziale prodotto.

Un segnale incoraggiante, che può dare indicazioni per il futuro ad altri enti locali. Per un inizio della scuola senza esclusioni, o peggio violazioni di diritti umani.

La Federazione First che ha affiancato in questa battaglia mamma Fabiola, e che ha accolto con soddisfazione l’intervento e la sentenza del giudice, ribadisce che “non può essere chiunque a gestire questi servizi delicatissimi dentro questi Comuni, occorrono competenze elevate proprio in materia di disabilità e legislazione sull’inclusione scolastica, senso di umanità e di umiltà, che se non si possiedono è bene che siamo collocate altrove”.

A seguire la lettera/testimonianza della FIRST su questa vicenda.

“Oggi vogliamo condividere un risultato straordinario ottenuto da una nostra caparbia, determinata e leonessa mamma Fabiola Molendini che a noi si è affidata per ottenere un po’ di giustizia in danno di un Ambito Territoriale 7, il cui Comune Capofila è Manduria;

Per chi non lo sapesse questo Comune e i Comuni collegati a questo Ambito territoriale sono noti per un record che possiamo definire caso unico in Italia, quello cioè di eseguire solo parzialmente le disposizioni contenute nel PEI con riferimento alle figure assistenziali di supporto e poi anche i provvedimenti del Giudice, in particolare per la CAA che nonostante le plurime ordinanze di condanna ad erogare al piccolo Ludovico questa figura professionale non HANNO MAI ESEGUITO IL PROVVEDIMENTO!!

Ebbene sono due anni di fila che questo Ente, per ben due volte condannato, non assegna tale figura professionale, fondamentale al piccolo Ludovico, oltre ad assegnare in modo irrisorio le altre figure che il bimbo necessità anche solo per andare a scuola;

Sappiamo che tale grave violazione dei diritti umani e di discriminazione, oltre ad arrecare un danno enorme e incalcolabile al bambino, ha costretto questa mamma coraggiosa e combattiva, che lavora, a sostare davanti la scuola per sopperire lei alle figure che altri avrebbero dovuto garantire.

Ma per fortuna viviamo in un mondo dove la giustizia prima o poi arriva e quando arriva è inesorabile a segnalare a tali Enti insensibili che non si può giocare allegramente con i diritti e le esigenze di un minore con grave disabilità come purtroppo è il piccolo Ludo.

Ed allora qualche giorno fa il Tribunale di Taranto non solo ha rigettato il reclamo proposto dal detto ambito territoriale, contro un provvedimento di primo grado che li aveva condannati ad erogare le figure necessarie all’alunno, confermando integralmente il provvedimento di primo grado.

Ma soprattutto è notizia del primo settembre che un altro Giudice del Tribunale di Taranto ha pesantemente condannato il Comune di Manduria ad un risarcimento corposo di oltre 11.000,00 mila euro, quale danno esistenziale, oltre ad una sostanziosa condanna alle spese!!

Rilevanti sotto l’aspetto tecnico- giuridico sono le argomentazioni sostenute dal Tribunale che ha accolto integralmente tutte, nessuna esclusa, le argomentazioni proferite dalla difesa della Molendini;

“Il valore risarcitorio del danno esistenziale che il giudice dei diritti soggettivi, quale è il Tribunale, esalta e valorizza nella sua concreta dimensione, in quanto il danno risarcibile non può essere irrisorio quando colpisce un bambino con disabilità grave”

In primis il verificarsi della condizione discriminatoria in cui un Ente pone un minore tutte quelle volte che non eroga un servizio per il bimbo essenziale e vitale a scuola;

In secondo luogo, perché non assume alcuna rilevanza la norma contenuta nell’ art. 3 dlgs 66/2017, invocata da controparte, della possibilità di erogazione del servizio nei limiti delle risorse di bilancio, perché tale disposizione entra in contrasto con la tutela dei diritti fondamentali dell’alunno con disabilità, quindi ai fini pratici tale disposizione si può considerare tanquam non essent, come ho più volte sottolineato in altri contesti, ma qui è importante il richiamo che il giudice Ordinario fa alle sentenze sia della Corte Costituzionale che delle Sezioni Unite che rendono inutile quella giustificazione, sovente falsa!!

Il valore risarcitorio del danno esistenziale che il giudice dei diritti soggettivi, quale è il Tribunale esalta e valorizza nella sua concreta dimensione, in quanto il danno risarcibile non può essere irrisorio quando colpisce un bambino con disabilità grave, anzi deve essere valutato ancora con maggiore rilevanza e gravità, come ha ben fatto il Giudice Ordinario del Tribunale di Taranto e come invece spesso non fanno come si deve i Giudici degli interessi legittimi che sono i TAR;

Disabilità e ritorno a scuola (Foto: web)
Disabilità e ritorno a scuola (Foto: web)

Questa decisione personalmente mi conferma ancora di più la necessità che questa delicata materia di tutela dei diritti fondamentali dei minori con disabilità venga attribuita ad unico Giudice che non può essere quello naturale dei diritti soggettivi, quale è sempre stato il Giudice Ordinario, completamente un’altra storia.

Infine qualche considerazione:

la prima un grazie a questa mamma coraggio che ha sempre lottato come una leonessa per suo figlio… da sola… nonostante in quel territorio di bambini a cui non vengono erogare le assistenze dovute ne esistono molti .. ma solo LEI ha il coraggio di andare avanti fino in fondo;

La seconda:

siamo fieri come FIRST di averla supportata e mai fatta sentire sola contro poteri molto ottusi e diciamo pure raramente visti nel panorama nazionale, considerando che hanno nel tempo persino rifiutato quell’apporto conoscitivo di competenze che noi gli abbiamo fornito e che loro non hanno mai voluto seguire;

La terza amara considerazione:

Non può essere chiunque a gestire questi servizi delicatissimi dentro questi Comuni, occorrono competenze elevate proprio in materia di disabilità e legislazione sull’inclusione scolastica, senso di umanità e di umiltà, che se non si possiedono è bene che siamo collocate altrove. Ho dovuto constatare purtroppo che vi era una carenza conoscitiva, ad esempio anche solo su cosa è la CAA e su come arrivare alla selezione di personale di alta competenza, notevole e non c’è stato verso negli anni di consigliarli come fare…

“Non può bastare la sostanziosa somma che sono stati condannati a pagare, perché non esiste somma quantificabile che possa determinare quel livello di pregiudizio sociale, scolastico, relazionale, di autonomia, di inclusione, di istruzione che è stato inferto a questo bimbo”

I danni che questa situazione ha arrecato ad un bambino in condizione di grave disabilità come il piccolo Ludo, sono incalcolabili perché sono anni che questo bimbo viene privato di figure indispensabili per lui e vedere descrivere dal GLO nella redazione del PEI, quale livello di pregiidizio quelle assenze hanno determinato, è un pugno dritto nello stomaco.

Pensi che non sia possibile far vivere queste elevatissime condizioni di pregiudizio ad un bambino così fragile e indifeso, ed invece sei costretto a toccare con mano che ci sono persone in Italia che con il loro gravissimo inadempimento e le scuse puerili e ridicole della falsa carenza di risorse, argomento giustamente stracciato dal Giudice, sono in grado quel danno irreparabile di farlo, senza neppure rendersi conto del livello di sofferenza che a quel bimbo hanno arrecato;

Ed allora non può bastare la sostanziosa somma che sono stati condannati a pagare, perché non esiste somma quantificabile che possa determinare quel livello di pregiudizio sociale, scolastico, relazionale, di autonomia, di inclusione, di istruzione che è stato inferto a questo bimbo, occorre altro;

Occorre vivere in un sistema dove tutto questo non sia possibile e quando ciò dovesse verificarsi occorre studiare un sistema dove possa esistere una responsabilità diretta e personale immediata già sanzionabile con il provvedimento di accoglimento di chi non ha erogato quel servizio, allora forse avremo molto meno ingiustizie da affrontare;

La FIRST ha fatto la sua parte a sostegno di questo bimbo e di questa mamma leonessa, non è stata mai lasciata sola un attimo e per quel che serve almeno queste decisioni le daranno un po’ di giustizia e speriamo un po’ di sollievo, nella speranza che il prossimo anno scolastico di Ludo non sia come gli ultimi due!!”

15 Pensieri su &Idquo;Disabilità e scuola, risarcimento alla non-inclusione

  1. Casi come questo che hai descritto ce ne sono molti in Italia ma spesso i genitori piuttosto che affrontare lunghe battaglie legali preferiscono sopperire di persona. Questo non solo è ingiusto ma anche terribilmente umiliante per chi oltre a dover sopportare una grave disabilità non riesce a completare il suo percorso scolastico.
    Bene ha fatto la FIST a supportare questa madre per far rispettare dei diritti presenti nella nostra costituzione.
    Mi complimento ancora una volta con te perché porti allo scoperto questi casi di palese ingiustizia

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