Pontificando sullo Stretto – La Lente in pillole

Decenni di pontificazioni. Di lusinghiere promesse e progetti all’avanguardia, capaci di tenere in piedi i sacchi vuoti dei governi da sinistra a destra che hanno attraversato l’ultimo secolo. Investimenti con cifre da capogiro che si sono rivelate puntualmente un raggiro.
Siciliani e calabresi, soprattutto chi vive nelle due città separate dallo Stretto – Messina e Reggio Calabria -, hanno da sempre memoria di qualcuno che si è detto ‘interessato a costruire il Ponte sullo Stretto’. Un Ponte che per anni è stato per molti l’altra Fata Morgana dello Stretto di Messina, al punto da animare un legittimo e necessario dibattito tra i cittadini favorevoli e quelli contrari a questa opera. Continua a leggere

Un Papa tedesco si interroga(va) sull’Olocausto

La parola del giorno è Memoria.

Una memoria che spesso sembra corta, limitata, e che procede a singhiozzo. Che a volte viene negata, uccidendo per la seconda volta il valore della vita. Lo sterminio di milioni di uomini, donne e bambini morti nei campi di concentramento oggi viene ricordato soprattutto con il genocidio degli ebrei che si consumò nel secolo scorso. In pochi ricordano che l’orrore delle torture, degli esperimenti umani, delle camere a gas, fu perpetrato anche su rom e sinti, su omosessuali e trans, su disabili fisici e psichici, o ‘semplicemente’ su dissidenti. Forse perché nessuno di loro può più fare memoria della loro storia (l’ultimo superstite gay Rudolf Brazda, rinchiuso in un campo dove indossava il tristemente noto ‘triangolo rosa’ destinato agli omosessuali, è morto cinque anni fa). O forse perché la memoria viene graffiata dallo scandalo che alcune diversità ci suscitano.
E parlando di scandalo, in questa giornata della Memoria, voglio proporvi la lettura di un mio articolo di quasi dieci anni fa. Quando da poco più di un anno si era insediato in Vaticano un Papa tedesco, Joseph Ratzinger, che tra i suoi non frequenti viaggi apostolici decise di programmare una visita al campo di Auschwitz. Fu il secondo e, finora, ultimo Papa a visitare il campo polacco, e fu lui a farsi domande che scossero il mondo cattolico e non solo.

Un pezzo di storia, su cui riflettere, da (ri)leggere… E di cui fare anche memoria. Continua a leggere

Patriottismo e bandiere a scadenza

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Qualche settimana, e sono sparite. Sono le bandiere tricolore dell’Italia, impegnata fino a ieri nei Mondiali di calcio in Brasile, rapidamente ritirate dalle finestre di tanti grigi e monotoni palazzi di periferia. Quasi con vergogna, per il risultato calcistico mancato, e con disinteresse per questo oggetto. Lo stesso disinteresse che fino ad un mese fa caratterizzava le giornate di tanti tifosi della Nazionale e che oggi, con assoluta e (in)giustificata naturalezza, prende il posto del tifo calcistico. E con le bandiere spariti, ahiloro!, anche i venditori ambulanti agli angoli delle strade, che per l’occasione avevano messo da parte le cassette di ciliegie, già ritornate sui furgoncini a prezzi competitivi. Continua a leggere