Giuseppe Antoci, l’uomo che non si piegò a Cosa Nostra — L’intervista —

Quando lo raggiungiamo telefonicamente, Giuseppe Antoci ci dice che è in macchina con la sua scorta. In questi giorni di presentazione del libro ‘La mafia dei pascoli’, scritto con il giornalista Nuccio Anselmo, Antoci sta portando in tutta Italia un pezzo di storia della mafia che ha fatto affari milionari sulle terre del Parco dei Nebrodi in Sicilia. Una vicenda che, nel libro e nella realtà, negli ultimi anni si è intrecciata con la vita dello stesso Antoci, ex presidente del Parco dei Nebrodi. Lui, ideatore del Protocollo Antoci della legalità, non si sente un eroe né vuole esserlo. Semmai considera gli uomini della sua scorta “eroi fino in fondo”, da quando la notte tra il 16 e il 17 maggio 2016 proprio loro con il vice questore, Daniele Manganaro, gli hanno salvato la vita impedendo che l’attentato di mafia a lui destinato andasse in porto. Continua a leggere

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La mafia dei pascoli – Libri per la Legalità

Ottantaseimila ettari di area naturale protetta, con una biodiversità che la rende unica al mondo: è anche questo il Parco naturale dei Nebrodi in Sicilia. E qui, per decenni, migliaia di ettari di terreno hanno foraggiato una mafia antica e spietata che ha monopolizzato, nel silenzio generale, i bandi comunali per l’affitto dei terreni arricchendosi con i fondi europei, destinati a rilanciare il territorio e a sostenere i giovani a fare impresa nella propria terra. A scoperchiare questa rete di affari, che vedeva coinvolti nomi importanti della mafia locale e di tutta la Sicilia, è Giuseppe Antoci nominato nel 2013 presidente del Parco dei Nebrodi. La sua storia, umana e professionale, il suo impegno divenuto un Protocollo che porta il suo nome, esteso poi a tutto il territorio nazionale, e l’attentato mafioso nel maggio 2016 sventato dagli uomini della scorta, queste vicende sono descritte e portate alla luce nel libro ‘La mafia dei pascoli’, edito da Rubbettino Editore e scritto a quattro mani dallo stesso Giuseppe Antoci e dal giornalista messinese Nuccio Anselmo. Continua a leggere

Pontificando sullo Stretto – La Lente in pillole

Decenni di pontificazioni. Di lusinghiere promesse e progetti all’avanguardia, capaci di tenere in piedi i sacchi vuoti dei governi da sinistra a destra che hanno attraversato l’ultimo secolo. Investimenti con cifre da capogiro che si sono rivelate puntualmente un raggiro.
Siciliani e calabresi, soprattutto chi vive nelle due città separate dallo Stretto – Messina e Reggio Calabria -, hanno da sempre memoria di qualcuno che si è detto ‘interessato a costruire il Ponte sullo Stretto’. Un Ponte che per anni è stato per molti l’altra Fata Morgana dello Stretto di Messina, al punto da animare un legittimo e necessario dibattito tra i cittadini favorevoli e quelli contrari a questa opera. Continua a leggere

Bene confiscato allo Stato – Viaggio tra i beni confiscati #3

Infissi distrutti, muri corrosi e pericolanti, rifiuti e detriti che aumentano a vista d’occhio. Si presenta così, a distanza di un anno da quando ne avevo raccontato, la villa confiscata situata a Rometta Marea sulla riviera nord di Messina.

L’augurio di vedere questa abitazione, tanto contesa e già tanto devastata, consegnata come previsto sulla carta all’Arma dei Carabinieri resta un miraggio. Per quanto ancora non è dato saperlo e, forse, neanche gli stessi Carabinieri ne sono a conoscenza. Continua a leggere

VillaConfiscata_AlgaAzzurra

Le tante vite di una villa confiscata – Viaggio tra i beni confiscati #2

“Abbiamo una discarica, qui accanto”.
I vandali, poi la messa in vendita ‘forzata’ della villa, e ancora il sequestro e la confisca al nuovo proprietario, Pietro Sturniolo arrestato nel 2009 nell’operazione Alcatraz perché ritenuto il capo di un’organizzazione che gestiva lo spaccio di droga proveniente dalla Calabria nel quartiere Mangialupi e nell’intera zona sud di Messina.
Quella confiscata nel dicembre del 2009 è una villa sul mare, con vista sul promontorio di Milazzo e sulle isole Eolie, con una posizione appartata, su cui termina la piccola strada privata di un complesso residenziale, ‘Alga Azzurra’, nel comune di Rometta Marea (Messina).

Una casa che, dopo alcuni anni di proprietà ad un ingegnere messinese che l’aveva scelta come residenza estiva, iniziò ad intercettare l’interesse di vari soggetti. I vandali prima, i clan locali poco dopo. Continua a leggere