Testimoni di giustizia, uomini e donne che hanno sfidato le mafie – Libri per la Legalità

Dei testimoni di giustizia, sulle pagine di questo blog, avete letto storie di costante ingiustizia, di continue mortificazioni subìte nel vedersi privati di ogni diritto e di come, nonostante tutto, questi uomini e donne rimangano esempi di onestà per tutti. Storie di coraggio e di invisibilità che riguardano un’ottantina di cittadini italiani, storie una diversa dall’altra che meritano di essere conosciute una ad una.
Un utile e dettagliato compendio che raccoglie dieci storie, in altrettanti capitoli, di denuncia e legalità lo ha scritto il giornalista Paolo De Chiara con il suo libro ‘Testimoni di giustizia, uomini e donne che hanno sfidato le mafie’, edito da Giulio Perrone nel 2014. Continua a leggere

Radio impegno, una notte per la Legalità – La Lente in pillole

“Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene”. Queste parole sono del giudice Paolo Borsellino, di cui tra pochi mesi ricorre il 25° anniversario dell’omicidio per mano di Cosa Nostra.
Le prendo in prestito, umilmente, per proporvi l’ascolto di un programma radiofonico che stanotte dedicherà uno speciale al tema della legalità. E a cui parteciperà anche La Lente di una Cronista per parlare di testimoni di giustizia e beni confiscati. E anche dell’indifferenza che spesso diventa un ostacolo alla tutela della stessa legalità.
Potete seguire la diretta via streaming sul sito di Radio Impegno.it o in diretta Tunein sul canale Radioimpegno, e dall’una fino alle 7 di mattina per chi vive a Roma e nel Lazio in diretta FM su Radio Città Futura 97.7. Per chi non può seguire la diretta notturna, domani sempre dalla pagina della radio è possibile riascoltare e rivedere la puntata di stanotte. Continua a leggere

Sit-in diffidato – La Lente in pillole

Niente striscioni, nessun esibizionismo. Questo il tono del sit-in di Gennaro Ciliberto che si è svolto ieri nella Galleria Alberto Sordi, a pochi passi da Palazzo Chigi. Anche i testimoni di giustizia, arrivati ieri mattina per appoggiare la protesta, si mimetizzavano senza problemi nell’andirivieni dei turisti e dei romani. Gli unici a sapere chi fossero erano i giornalisti delle testate televisive che nel corso della mattina li hanno intervistati e, a distanza, governo e commissione centrale.
E’ andato avanti così il sit-in e lo sciopero della fame di protesta di sabato 3 dicembre, con la discrezione di chi è abituato a vivere nell’ombra nonostante abbia fatto e faccia scelte all’insegna dell’onestà. Continua a leggere

Lettera dall’inferno della (in)giustizia

Ci sono vite invisibili di cui, bene che vada, ne parlano di tanto in tanto i mezzi d’informazione o le istituzioni. Parlo in questo caso dei testimoni di giustizia, di cui questo blog ha scelto da tempo di voler raccontare la realtà complicata. Ho ricevuto una lettera da uno degli 83 testimoni di giustizia italiani, che chiede di restare nell’anonimato, che vuole raccontare in prima persona la vita e le difficoltà di chi entra nel sistema di protezione. E dei ricatti che si subiscono. Vi invito a leggerla, per capire cosa si cela dietro questa figura dimenticata e trascurata dallo Stato e dall’opinione pubblica. Continua a leggere

Sulla Mafia – Libri per la Legalità

Il potere della parola contro l’omertà.
E’ questa una delle ragioni che hanno animato la scrittrice e sceneggiatrice Dacia Maraini nella costruzione del romanzo-inchiesta ‘Sulla Mafia’, pubblicato qualche anno fa. Uno spaccato della Sicilia dei clan, dei pentiti, dell’omertà che si insinua nella quotidianità che racconta storie umane negate, e oscurate dal negazionismo dell’omertà. A fare da scenografia una Sicilia che la scrittrice ha conosciuto, vivendo tra Bagheria e Palermo, e che racconta nelle sue ombre.
“La lotta alla mafia va fatta su due piani – disse la Maraini durante la presentazione del suo libro – Da un lato la magistratura dall’altro la cultura che deve sporcarsi le mani.”
Un libro sicuramente per la legalità, e anche un libro che suggerisco di (ri)leggere … Continua a leggere

L’onestà di fatto ma non di diritto

Denunciare le mafie a volte non basta. Essere in pericolo di vita per averlo fatto, in certi casi non è sufficiente. Avere tutti i requisiti per essere un testimone di giustizia, ma aver fatto questa scelta di onestà e coraggio prima di una legge che prevede tutele (seppure contraddittorie) per questi uomini e donne, di fatto, ti riconsegna nelle mani della criminalità. E’ quello che è accaduto ad Augusto Di Meo che, dopo essere stato testimone oculare dell’omicidio di Don Peppe Diana, denunciò nel 1994 gli assassini del sacerdote di Casal di Principe. Continua a leggere

Bene confiscato allo Stato – Viaggio tra i beni confiscati #3

Infissi distrutti, muri corrosi e pericolanti, rifiuti e detriti che aumentano a vista d’occhio. Si presenta così, a distanza di un anno da quando ne avevo raccontato, la villa confiscata situata a Rometta Marea sulla riviera nord di Messina.

L’augurio di vedere questa abitazione, tanto contesa e già tanto devastata, consegnata come previsto sulla carta all’Arma dei Carabinieri resta un miraggio. Per quanto ancora non è dato saperlo e, forse, neanche gli stessi Carabinieri ne sono a conoscenza. Continua a leggere

Gennaro Ciliberto, testimone di giustizia

Lettere di legalità e coraggio – La Lente in pillole

Parole, cariche di determinazione, dall’inferno. Un inferno vissuto spesso con un “coraggio sporco di paura”, come una volta mi disse Don Giacomo Panizza. Parole cariche di incoraggiamento di chi ha scelto di denunciare la camorra, e lo rifarebbe. Parole cariche di gratitudine per chi conosce il valore della legalità e la sostiene, la incoraggia restando a fianco di chi contrasta le mafie. Continua a leggere

Il magistrato e la picciridda

“E’ finito tutto”. Così, con lo sguardo perso nel vuoto, il magistrato Antonino Caponnetto commentò il 19 luglio 1992 la notizia dell’omicidio del collega Paolo Borsellino.
La morte di Borsellino lasciò, 24 anni fa, la sua famiglia i colleghi fidati e quella fetta di Sicilia e Italia, che da poco iniziavano a risvegliarsi dal torpore lasciato dalla mafia, disperati e più soli. Un intero popolo restò orfano di un uomo e di un magistrato che negli ultimi 57 giorni di vita, che lo separavano dalla morte del collega e amico Giovanni Falcone, aveva vissuto con la certezza di una condanna a morte a orologeria. Su di lui si concentravano le speranze di chi aveva finalmente trovato un’alternativa all’omertà, alla rassegnazione, alla violenza impunita e alla schiavitù imposte da Cosa Nostra. Tra loro anche una giovane donna di 17 anni, Rita Atria, figlia e sorella di appartenenti ad una cosca di Partanna (Trapani). Continua a leggere

L’altra faccia del sistema di protezione

Trasferimento in “località protetta”, “mimetizzazione anagrafica” e la promessa di un’assistenza economica che “assicuri un tenore di vita uguale al precedente”. “Perché? Che ho fatto di male?”, chiese candidamente uno degli 83 testimoni di giustizia quando, in seguito alle sue testimonianze, gli fu proposto di entrare nel programma speciale di protezione. Una misura di tutela scritta inizialmente per i collaboratori di giustizia, i cosiddetti ‘pentiti’, e che il decreto 161/2004 ha cercato di estendere ai testimoni di giustizia. Nonostante questo decreto, “il sistema di protezione, giusto o sbagliato che fosse, è comunque inesorabilmente invecchiato” ha ammesso poi la Commissione Parlamentare Antimafia nella Relazione sul Sistema di Protezione dei Testimoni di giustizia del 21 ottobre 2014. Un sistema non solo invecchiato, ma spesso male applicato. Continua a leggere