Dialoghi con La Lente – 2° Appuntamento

Secondo appuntamento con la rubrica Dialoghi con La Lente. Uno spazio poter ascoltare interviste e dibattiti, anche con autori di libri. Stavolta si parla di donne impegnate in favore di altre donne, con disabilità. E di poesie, perchè capita che l’impegno sociale si coniuga con la poesia, anche come strumento di divulgazione.

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La politica dello stupro – La Lente in pillole

Gli stupratori definiti “quattro coglioni”. Non sono stupratori, ha detto Beppe Grillo in un video parlando dell’accusa di stupro a carico del figlio, perché dal video girato dal gruppo si vedrebbe che sono “ragazzi di 19 anni che si stanno divertendo, in mutande e saltellando”.
La vittima definita consenziente, “perché una persona che viene stuprata la mattina e dopo otto giorni fa la denuncia, è strano …”.

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Segnale mano. Violenza domestica donne

Donne, segnali di aiuto antiviolenza – La Lente in pillole

Un segnale silenzioso per avvisare di una violenza domestica. Nasce in Canada, dalla Canada Women’s Foundation insieme ad altre associazioni in lotta contro la violenza sulle donne in casa.

Il gesto della mano, con il palmo aperto e il pollice chiuso e le dita che si chiudono sul polluce, è un segnale diffuso sui social con l’hashtag #SignalForHelp che invita chi lo dovesse vedere ad avvisare il centro antiviolenza 1522 o le forze dell’ordine.
L’Italia è stata tra le prime a diffondere l’iniziativa. Continua a leggere

Donne e sfide. La lotta per l’empowerment

99 anni e mezzo per colmare il divario mondiale tra uomini e donne. Ben 257 anni per cancellare il gap di genere che riguarda la “partecipazione economica” delle donne alle attività quotidiane. Il dato è stato calcolato dal World Economic Forum, che ha evidenziato anche come il divario nel mercato del lavoro e in termini di opportunità economiche sia per le donne del 42%.
Quando si parla di donne, e dei loro diritti, si ragiona prevalentemente con i numeri nel tentativo di dare forma, concretezza ad un gap prima di tutto culturale.

Il livello del dibattito, e della prassi quotidiana, su temi come l’accesso all’aborto, il ruolo delle donne nell’assistenza familiare, la criminalizzazione della libertà delle donne sul loro corpo – solo per citarne alcuni – sono all’origine del divario economico e lavorativo delle donne tanto in Italia quanto nel resto del mondo.

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Donne in fuga dalla violenza al tempo del Coronavirus – #5 Focus emergenza

“Non mi fa andare neanche a fare la spesa.” La violenza sulle donne, in queste settimane di chiusura in casa per l’emergenza Covid-19, in molti casi ha assunto la forma di vere e proprie privazioni della libertà personale. Lo smartworking obbligatorio o peggio la perdita del lavoro, le scuole chiuse e la chiusura totale di numerose attività e luoghi di ritrovo si sono trasformate per molte donne in una gabbia silenziosa da cui a volte è difficile fuggire anche solo con una telefonata. Continua a leggere

Spazio Donna, l’empowerment femminista contro la violenza sulle donne

Si intravede una palla colorata dalla vetrata che si affaccia su via Antonio Provolo, nel quartiere romano di San Basilio. Lì, a Spazio Donna, si incontrano donne e spesso anche mamme con i loro bambini. Donne, del quartiere e delle zone limitrofe, che qui dal 2016 trovano un luogo di socializzazione e di confronto, da cui a volte parte un percorso di ricostruzione di vita per quante abbiano subìto o continuano a subire violenza maschile. Tra un corso di yoga o tango tra donne, la presentazione di un libro o l’orientamento al lavoro, le donne escono dalla solitudine e iniziano ad autodefinirsi nella società. L’idea di questo centro è di tenere insieme la dimensione di sostegno individuale, quando ce n’è bisogno, con uno spazio di socializzazione in cui c’è tutta una serie di attività che sono gratuite – ci spiegano Federica Festagallo e Giulia Paparelli, che operano nel centro per donne di San Basilio – Continua a leggere

#NonUnaDiMeno, Libere di dire No

Cartelli, striscioni ben arrotolati e qualche scatto, per fissare in un’immagine l’entusiasmo di essere insieme. E’ iniziato così per decine di donne, lo scorso 26 novembre al capolinea Rebibbia della Metro B di Roma, il pomeriggio di mobilitazione contro la violenza di genere e il femminicidio ‘Non Una Di Meno’, giunto in Italia come onda lunga del motto ‘Ni Una Menos’ dello scorso giugno proveniente dall’Argentina. Traducendo la protesta con i colori e le parole delle italiane. Continua a leggere

Lavoro, genere (anche) femminile

“L’eventuale disparità di stipendio tra uomo e donna non dipende dalle norme, ma dagli straordinari. Gli uomini li fanno, mentre le donne preferiscono stare a casa con i propri figli. Diciamo le cose come stanno.” Con queste parole, pronunciate ieri durante le indicazioni di voto su alcune proposte di legge per introdurre modifiche alle leggi regionali n.25/2009 e n.32/2008 sulle quote rosa, il capogruppo della Lega Nord in Regione Lombardia, Massimiliano Romeo, ha liquidato la condizione delle donne nella società e nel lavoro. Ma il suo “intervento politicamente scorretto”, come lo stesso Romeo lo ha poi definito, è di fatto anche culturalmente scorretto. E non fa i conti con la realtà delle donne in Italia. Continua a leggere

Il silenzioso cancro dell’anima

Un italiano su tre teme di incapparci. E a soffrirne, spesso in silenzio, sono 4,5 milioni di italiani, soprattutto donne. La paura di non essere capiti e una scarsa informazione hanno trasformato così la depressione in un tabù. Un circolo vizioso che ha contribuito alla diffusione e alla demonizzazione di una malattia, che secondo le stime dell’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, “entro il 2030 costituirà la malattia cronica più diffusa”.
Un’indagine realizzata da Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna, contenuta nel primo Libro bianco sulla depressione pubblicato lo scorso 22 giugno, ha tracciato una mappa di questa malattia poco conosciuta e riconosciuta. Su un campione di 1004 persone tra uomini e donne, la depressione è considerata la seconda malattia più temuta subito dopo i tumori, e precede la paura delle malattie neurodegenerative, del diabete e delle malattie cardiologiche. Continua a leggere

Violenza Donne

La strage delle innocenti

173 donne uccise nel 2013. Un numero che cresce in silenzio.
Oggi, e non solo, il mio pensiero va in particolare ad una giovanissima donna: Chiara Insidioso Monda in coma dallo scorso febbraio. Picchiata a 19 anni dal suo compagno di 35, e massacrata senza una ragione fino a restare appesa alla vita per un filo. A farlo non un folle. Ma un uomo violento e criminale, su cui adesso pende la possibilità di un rito abbreviato perché “incapace di intendere e di volere”. Alle donne non manca il coraggio di allontanarsi da chi le umilia e le picchia ferocemente. Manca la certezza della pena, la sicurezza di essere tutelate come persone.
Non è un caso che Chiara, come tante altre donne, vengano non solo picchiate ma uccise o ridotte in fin di vita nel momento in cui prendono coraggio, in solitudine, e decidono di chiudere quel capitolo della loro vita. A farle sentire sole è quel pensare che la violenza domestica sia una faccenda privata. E che uno schiaffo “non ha mai ucciso nessuno”. Continua a leggere