Riflessioni sulla legalità, oltre gli anniversari – La Lente in pillole

23 maggio 1992. 28 anni, tra due giorni. Eppure quest’anno, per la prima volta, sarà un anniversario un po’ diverso, complice lo stop generale imposto dall’emergenza sanitaria del Covid-19.
C’è tempo, da settimane ormai, per riflettere in silenzio, per riscrivere la mappa delle priorità. Si sta capendo, non senza difficoltà, l’importanza di una distribuzione più equa dei diritti, dell’ascolto soprattutto di chi ha sempre fatto il suo dovere pur non ricevendo elogi. E questo ci ha ricordato che fare il proprio dovere è un atto di responsabilità indispensabile, per tutti. Continua a leggere

Cose di Cosa Nostra – Libri per la Legalità

“In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere”. Si chiude con questa famosa citazione, diventata uno dei motti più conosciuti della lotta contro la mafia dopo gli anni delle stragi, il libro del giudice Giovanni Falcone e della giornalista Marcelle Padovani ‘Cose di Cosa Nostra’, edito da Rizzoli. Un testo che oggi all’indomani della morte di uno dei capi di Cosa Nostra, Salvatore Riina, merita di essere letto (o riletto) e approfondito.

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Ammanchi senza controllo – La Lente in pillole

Prelievi, movimenti di soldi, passaggi di denaro da un capo di spesa ad un altro. Spariscono così i soldi dalla cassa del Servizio Centrale di Protezione, fondi destinati a sostenere le esigenze dei testimoni di giustizia e dei collaboratori di giustizia che fanno capo a questa speciale sezione del Viminale. Dopo l’ultimo caso di ammanchi venuto alla luce due anni fa, quando sparirono dalle casse del Ministero dell’Interno 25mila euro, i furti non si sono fermati. Continua a leggere

Testimoni di giustizia, diritti e tutele

La vita oltre la denuncia – La Lente in pillole

Tutto tace, come fin troppo spesso succede sulla condizione di vita dei testimoni di giustizia. Da mesi la legge 3500, dedicata a questa ottantina di italiani invisibili, è ferma alla dogana del Senato. Dopo aver ottenuto l’approvazione della Camera, è finita in fondo alla lista di impegni dei senatori, come scialuppa elettorale in caso di naufragio del Governo. C’è chi intanto aspetta, chi sopravvive. Continua a leggere

L’Italia corrosa dal silenzio e dalla corruzione – La Lente in pillole

Dalle strade ai ponti, dalle passerelle ciclopedonali ai palazzi. L’Italia degli appalti è costantemente corrosa, da Nord a Sud, dalla corruzione. L’aggiudicazione di un appalto, l’apertura di un cantiere sono l’altro vero motore degli affari delle mafie. Mafie ‘silenti’ che da anni hanno esteso la loro rete di affari e che si muovono fin troppo indisturbate e invisibili nella cosiddetta ‘zona grigia’, stringendo patti con politici, dirigenti e amministratori pubblici corrotti. Come dimostrano gli arresti delle ultime ore, quelli tra gli altri di un progettista e di un manager impiegati nel prgetto del Ponte sullo Stretto. Continua a leggere

Lettera dall’inferno della (in)giustizia

Ci sono vite invisibili di cui, bene che vada, ne parlano di tanto in tanto i mezzi d’informazione o le istituzioni. Parlo in questo caso dei testimoni di giustizia, di cui questo blog ha scelto da tempo di voler raccontare la realtà complicata. Ho ricevuto una lettera da uno degli 83 testimoni di giustizia italiani, che chiede di restare nell’anonimato, che vuole raccontare in prima persona la vita e le difficoltà di chi entra nel sistema di protezione. E dei ricatti che si subiscono. Vi invito a leggerla, per capire cosa si cela dietro questa figura dimenticata e trascurata dallo Stato e dall’opinione pubblica. Continua a leggere

I buoni, i brutti e i cattivi dell’antimafia

“Piaccia o non piaccia a noi servono i collaboratori di giustizia. Ai testimoni di giustizia noi dobbiamo molto per l’impegno civile, per il coraggio, per il rischio. Ma i testimoni di giustizia sono per legge dei soggetti che rendono una dichiarazione, dopo lo Stato gli può dare tutto ma loro devono sparire.” A dirlo nel corso del convegno ‘Il processo di mafia 30 anni dopo’ dello scorso 14 ottobre è Maurizio De Lucia, sostituto Procuratore nazionale Antimafia che ha mosso i primi passi nella Procura di Palermo poco prima delle stragi di Capaci e Via D’Amelio. Continua a leggere

Sulla Mafia – Libri per la Legalità

Il potere della parola contro l’omertà.
E’ questa una delle ragioni che hanno animato la scrittrice e sceneggiatrice Dacia Maraini nella costruzione del romanzo-inchiesta ‘Sulla Mafia’, pubblicato qualche anno fa. Uno spaccato della Sicilia dei clan, dei pentiti, dell’omertà che si insinua nella quotidianità che racconta storie umane negate, e oscurate dal negazionismo dell’omertà. A fare da scenografia una Sicilia che la scrittrice ha conosciuto, vivendo tra Bagheria e Palermo, e che racconta nelle sue ombre.
“La lotta alla mafia va fatta su due piani – disse la Maraini durante la presentazione del suo libro – Da un lato la magistratura dall’altro la cultura che deve sporcarsi le mani.”
Un libro sicuramente per la legalità, e anche un libro che suggerisco di (ri)leggere … Continua a leggere

L’onestà di fatto ma non di diritto

Denunciare le mafie a volte non basta. Essere in pericolo di vita per averlo fatto, in certi casi non è sufficiente. Avere tutti i requisiti per essere un testimone di giustizia, ma aver fatto questa scelta di onestà e coraggio prima di una legge che prevede tutele (seppure contraddittorie) per questi uomini e donne, di fatto, ti riconsegna nelle mani della criminalità. E’ quello che è accaduto ad Augusto Di Meo che, dopo essere stato testimone oculare dell’omicidio di Don Peppe Diana, denunciò nel 1994 gli assassini del sacerdote di Casal di Principe. Continua a leggere

L’altra faccia del sistema di protezione

Trasferimento in “località protetta”, “mimetizzazione anagrafica” e la promessa di un’assistenza economica che “assicuri un tenore di vita uguale al precedente”. “Perché? Che ho fatto di male?”, chiese candidamente uno degli 83 testimoni di giustizia quando, in seguito alle sue testimonianze, gli fu proposto di entrare nel programma speciale di protezione. Una misura di tutela scritta inizialmente per i collaboratori di giustizia, i cosiddetti ‘pentiti’, e che il decreto 161/2004 ha cercato di estendere ai testimoni di giustizia. Nonostante questo decreto, “il sistema di protezione, giusto o sbagliato che fosse, è comunque inesorabilmente invecchiato” ha ammesso poi la Commissione Parlamentare Antimafia nella Relazione sul Sistema di Protezione dei Testimoni di giustizia del 21 ottobre 2014. Un sistema non solo invecchiato, ma spesso male applicato. Continua a leggere