“Dove andare per …”, la guida per homeless contro l’invisibilità sociale – La Lente in pillole

Una guida per “continuare a vivere da esseri umani”. Descrive così Antonio Mumolo, avvocato e presidente dell’Associazione Avvocato di Strada ODV, la guida cittadina per le persone senza fissa dimora in distribuzione a Bologna intitolata ‘Dove andare per …’.

Giunta alla 12esima edizione, nelle sue 68 pagine la guida spiega, traducendole in varie lingue, le informazioni per dove mangiare, dormire, lavarsi, ma anche per orientarsi tra sportelli legali, anagrafe, e servizi sanitari in città. Una mappa stampata in 2500 copie e che verrà distribuita gratuitamente nei principali luoghi di transito e sosta delle persone senza dimora come stazioni, dormitori, centri diurni, mense per poveri.

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Disabilità e scuola, risarcimento alla non-inclusione

Storie di inadempienze. Storie di diritti, come quello allo studio, negati di fatto ad alcuni bambini. Storie di disabilità, che ad ogni nuovo inizio di anno scolastico costringono le famiglie a intraprendere battaglie solitarie.

Quella che stavolta vi racconto è una storia in cui, invece, la giustizia finalmente ha dato un po’ di speranza ad una mamma “leonessa” e al suo piccolo Ludovico, un bambino con grave disabilità che necessita di figure assistenziali di supporto in classe.

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Caregivers e il limbo della (dis)continuità assistenziale

Negli ultimi anni si è parlato sempre più di chi sono i caregivers, e anche questo blog si fa puntualmente portavoce delle loro richieste. Sono voci che troppo spesso restano inascoltate, incastrate tra cavilli burocratici e disposizioni inapplicate. Una condizione che dimostra la scarsa vicinanza delle istituzioni alla condizione di un familiare caregiver, fatta di assistenza quotidiana alla persona con disabilità ma anche di difficoltà economiche, essendo costretti a rinunciare al proprio lavoro. Come avviene anche per i genitori di bambini con disabilità grave, o gravissima, che spesso si trovano da soli a dover fronteggiare i costi dell’assistenza e della vita familiare, anche degli altri figli.

È quello che vive sulla propria pelle Stella, una mamma caregiver che assiste la sua bambina Uma con disabilità gravissima, che pur avendo diritto al contributo di continuità assistenziale, recentemente erogato dal Comune di Roma su deliberazione della Giunta regionale del Lazio per sostenere le famiglie nei costi dell’assistenza del familare con disabilità gravissima, non lo ha mai ricevuto.

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La voce sociale del teatro nella pièce “Lo spettacolo delle_”

“La vita ci grida contro, addosso”, recita la voce fuori campo dalla regia. Ed è il teatro a farsi carico di questo urlo inascoltato. Quello della violenza, della prepotenza, quello delle guerre nelle relazioni umane. La guerra decisa da chi ha un’arma in mano puntata contro chi viene umiliato e spogliato, anche della dignità umana. Magari perché immigrato da un angolo sconosciuto del mondo, o semplicemente perché fragile e diverso. Il bene e il male, vittima e carnefice, l’umanità divisa in due finisce per essere portata in scena da due attori, che nel testo teatrale cercano di allestire uno spettacolo.

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Donne e parità di genere ai tempi dell’Agenda 2030

Lavoro, reddito, competenze, tempo e potere. Ruota attorno a queste cinque priorità la parità di genere, e l’empowerment femminile. Una condizione su cui si procede normalmente a passi lenti, e che le crisi internazionali stanno facendo retrocedere.

In Italia tra il 2019 e il 2020 il tasso di occupazione femminile è sceso dal 53,8% al 52,7%, migliaia di posti di lavoro in meno occupati dalle donne. Una perdita pari all’ 1,1% rispetto al tasso di occupazione maschile dello stesso periodo, che ha visto la perdita dello 0,8% di posti di lavoro. Un livello di disoccupazione femminile superiore anche alla media dell’Unione Europea. Una soglia che, nel caso di donne con figli in età prescolare, aumenta ulteriormente.

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Migranti e l’accoglienza resistente dei volontari – La storia di Ali, dal Burkina Faso all’Italia [VIDEO]

Accoglienza e marginalità. Persone migranti che diventano fantasmi.

A Roma, città crocevia quotidiano dei viaggi di migranti e rifugiati, l’accoglienza – quella fattiva – la praticano ogni giorno volontari e attivisti dell’associazione Baobab Experience. Un’esperienza di accoglienza che dal 2015 è un punto di riferimento per le persone migranti, in transito nella Capitale. Un progetto che non si è mai fermato, arreso. Neanche di fronte ai tanti sgomberi dei presidi umanitari in vari punti della città.

L’ultimo lo scorso 14 luglio, il 41esimo sgombero. Quello, forse, definitivo. Che ha disperso migranti e rifugiati, in transito a Roma, rendendoli di fatto invisibili.

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Dialoghi con La Lente – 2° Appuntamento

Secondo appuntamento con la rubrica Dialoghi con La Lente. Uno spazio poter ascoltare interviste e dibattiti, anche con autori di libri. Stavolta si parla di donne impegnate in favore di altre donne, con disabilità. E di poesie, perchè capita che l’impegno sociale si coniuga con la poesia, anche come strumento di divulgazione.

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Scuola e riapertura. Sicurezza last minute

Sono iniziate da oltre un mese le vacanze estive per gli 8,3 milioni (dati MIUR) di studenti italiani. Una normale pausa estiva che arriva dopo un altro anno scolastico caratterizzato per molti dalla DAD, la didattica a distanza.

Una sosta estiva, lunga circa tre mesi, in cui anche il dibattito sulle tante condizioni di inadeguatezza delle scuole si spegne. Salvo riaprirsi, in fretta e furia, poco prima del rientro di bambini e ragazzi nelle aule. Una routine organizzativa che, già prima della pandemia da Covid-19, costringe ogni anno la comunità scolastica, per settimane, ad iniziare la didattica con carenza di insegnanti nelle classi, anche nel ruolo di sostegno a studenti disabili. Un debole dibattito sull’adeguamento delle aule, sulla loro vivibilità per studenti e docenti, sulla sicurezza degli spazi che sono spazi comuni, di condivisione, che con l’emergenza sanitaria resta arenato sulla partenza.

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Siblings, il docufilm sulle storie di fratelli e sorelle speciali dei disabili

“Io per lui ci sarò sempre. E anche lui, nella sua maniera, ci sarà sempre per me”. A parlare è un sibling, ovvero il fratello di una persona disabile. Sono loro che, insieme ai genitori, condividono con il fratello o la sorella disabili il dolore di quella disabilità, e spesso lo fanno in solitudine. Parla di loro, per la prima volta, un docufilm scritto e diretto da Pamela Pompei, “mamma di un alieno e di un sibling” come lei stessa si definisce, che ha raccolto 31 testimonianze di fratelli e sorelle di disabili di età compresa tra i 5 e i 70 anni. Un racconto familiare sulla disabilità, che porta alla luce i tanti momenti di questi fratelli e sorelle alle prese con il fratello/sorella disabile: dalla difficoltà di non poter parlare ‘normalmente’ con il fratello alla consapevolezza di condividere qualcosa di speciale insieme. Fino a scoprire di non essere i soli a vivere una condizione che spesso diventa alienante.

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Suicidi e tabù. Non solo al tempo della Covid-19

“Anziano trovato morto impiccato a Macerata” (Maggio 2021). “14enne si getta dal terrazzo” (Aprile 2021). “Tenta il suicidio gettandosi in acqua, salvata da un agente di Polizia fuori servizio” (Marzo 2021).

Titoli di giornale, notizie e cronache locali che dopo le prime ore facilmente ritornano nell’ombra. Avvenimenti di cui si parla poco, e spesso male. Come avvenuto nel caso recente di Seid Visin, il ragazzo di soli vent’anni di Nocera Inferiore morto suicida lo scorso 4 giugno. Un giovane uomo che si è tolto la vita, impiccandosi. Si è parlato di lui, di origine etiope, che a 7 anni è stato adottato dai suoi genitori. Si è accennato alla sua passione per il calcio, che lo vedeva una promessa dello sport professionista. Si è discusso della lettera, che scrisse nel 2019, dove raccontava le difficoltà, il disagio che negli ultimi anni provava a causa di atteggiamenti e pregiudizi per il colore della sua pelle. Uno sfogo, probabilmente, dolorosamente lucido.

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