Volontari Baobab Experience, Piazzale Maslax Roma

Baobab, l’accoglienza ‘resistente’ dei migranti

E’ stato ribattezzato piazzale Maslax, dedicando quel luogo al giovane somalo richiedente asilo di soli diciannove anni impiccatosi lo scorso marzo a Pomezia. E con la grinta dei volontari e attivisti del gruppo Baobab Experience quel luogo è diventato nelle ultime settimane il rifugio per circa 130 migranti in transito a Roma. Uno spazio dove si sono alternate associazioni che danno assistenza legale, medica e psicologica ai transitanti, e che li aiutano ad ottenere dalla Questura i documenti necessari per ripartire. Continua a leggere

Radio impegno, una notte per la Legalità – La Lente in pillole

“Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene”. Queste parole sono del giudice Paolo Borsellino, di cui tra pochi mesi ricorre il 25° anniversario dell’omicidio per mano di Cosa Nostra.
Le prendo in prestito, umilmente, per proporvi l’ascolto di un programma radiofonico che stanotte dedicherà uno speciale al tema della legalità. E a cui parteciperà anche La Lente di una Cronista per parlare di testimoni di giustizia e beni confiscati. E anche dell’indifferenza che spesso diventa un ostacolo alla tutela della stessa legalità.
Potete seguire la diretta via streaming sul sito di Radio Impegno.it o in diretta Tunein sul canale Radioimpegno, e dall’una fino alle 7 di mattina per chi vive a Roma e nel Lazio in diretta FM su Radio Città Futura 97.7. Per chi non può seguire la diretta notturna, domani sempre dalla pagina della radio è possibile riascoltare e rivedere la puntata di stanotte. Continua a leggere

Roma, ingresso villa confiscata via Kenia 72

La villa confiscata e contesa -Viaggio tra i beni confiscati #4

Ci sono due ville a Roma, confiscate dal 2014 alla mafia e frutto di proventi illeciti da milioni di euro, che continuano a sollevare un vespaio di polemiche. Due ville che secondo i male informati erano tre. Due ville di cui almeno una si diceva avesse all’esterno anche una piscina, che in realtà nessuna delle due abitazioni possiede. Due ville, una abitazione e l’altra accatastata come ufficio, della cui confisca e destinazione sociale gli abitanti della zona hanno saputo per caso, a distanza di tempo. Continua a leggere

Sit-in diffidato – La Lente in pillole

Niente striscioni, nessun esibizionismo. Questo il tono del sit-in di Gennaro Ciliberto che si è svolto ieri nella Galleria Alberto Sordi, a pochi passi da Palazzo Chigi. Anche i testimoni di giustizia, arrivati ieri mattina per appoggiare la protesta, si mimetizzavano senza problemi nell’andirivieni dei turisti e dei romani. Gli unici a sapere chi fossero erano i giornalisti delle testate televisive che nel corso della mattina li hanno intervistati e, a distanza, governo e commissione centrale.
E’ andato avanti così il sit-in e lo sciopero della fame di protesta di sabato 3 dicembre, con la discrezione di chi è abituato a vivere nell’ombra nonostante abbia fatto e faccia scelte all’insegna dell’onestà. Continua a leggere

#NonUnaDiMeno, Libere di dire No

Cartelli, striscioni ben arrotolati e qualche scatto, per fissare in un’immagine l’entusiasmo di essere insieme. E’ iniziato così per decine di donne, lo scorso 26 novembre al capolinea Rebibbia della Metro B di Roma, il pomeriggio di mobilitazione contro la violenza di genere e il femminicidio ‘Non Una Di Meno’, giunto in Italia come onda lunga del motto ‘Ni Una Menos’ dello scorso giugno proveniente dall’Argentina. Traducendo la protesta con i colori e le parole delle italiane. Continua a leggere

Testimoni ed esuli di (in)giustizia

Sono 83 in Italia gli uomini e le donne che hanno scelto di denunciare i soprusi e la violenza delle mafie. Una piccola comunità di cittadini italiani che dopo avere testimoniato, aprendo così le porte del carcere a tanti esponenti della criminalità, da anni lotta per riavere una vita dignitosa. Vite di cui poco si parla, al punto che i testimoni di giustizia (ex imprenditori, commercianti, o semplici onesti cittadini) vengono spesso confusi con i collaboratori di giustizia (meglio noti come “pentiti”) che provengono dalla malavita e hanno deciso di collaborare con la giustizia.

Cittadini resi invisibili, non tanto e non solo dalla scelta coraggiosa di aver detto No alle mafie ma dalle istituzioni incapaci di attuare la legge 45 del ’91, che prevede tutele per il testimone di giustizia e la sua famiglia e anche il diritto ad un lavoro nella pubblica amministrazione. Continua a leggere

CampoRom-container

Campo rom Salone, una ‘riserva’ da cui uscire integrati

Vivono in container sovraffollati, sorvegliati da decine di telecamere. I nomadi del campo di Salone provano a costruirsi ogni giorno la loro quotidianità e normalità, con un impegno nel cassetto: riuscire ad integrarsi. Questa è la vita dei rom che popolano il Campo di Salone nella periferia est di Roma, una delle realtà più contestate e la più conosciuta della Capitale. Un popolo, perennemente ospite, che dopo l’incidente mortale di via Boccea causato da tre giovani rom in fuga rischia di consolidare il male del razzismo e quello, peggiore, del qualunquismo su un intera comunità.
Un articolo di qualche anno fa che resta sempre attuale, un reportage fatto tra i container e le telecamere del Campo rom di Salone.
Uno spunto di riflessione. Una storia da (ri)leggere…

È una vita parallela quella dei nomadi che popolano il campo di via di Salone. Un’area recintata, e sorvegliata 24 ore su 24 da telecamere, dove alcune case-container di pochi metri sono abitate da decine di persone mentre altri container rimasti vuoti vengono abbandonati a se stessi. Continua a leggere

diritti_infanzia

Non chiamatela Scuola

“Non ammesso/a”. Da ieri migliaia di piccoli, potenziali, studenti di scuola materna a Roma hanno avuto la loro sentenza. Per loro non c’è spazio in una delle poche e malconce scuole che popolano le periferie della Capitale. Una scuola, quella dell’infanzia, piena di contraddizioni.

Dove le maestre, come le colleghe della scuola primaria e secondaria, si confrontano con contratti precari e con strutture e luoghi di lavoro fatiscenti. Insegnanti che, nonostante queste premesse, devono avere la lucidità di gestire 25/30 bambini dai 3 ai 5 anni. Mondi dell’infanzia distanti tra loro, per età ed esigenze, che spesso devono convivere in piccole stanzette o in risicati ‘open-space’ dove mancano i più elementari sistemi di sicurezza. Continua a leggere

Mafia non esiste

Roma, un capitale per la mafia

Da qualche giorno a Roma, nella Capitale intoccabile, alcuni si sono resi conto loro malgrado che esistono le mafie. Una realtà che forse per molti, tra comuni cittadini e istituzioni, non era riconoscibile. Perché parla in dialetto romano, perché non è catalogabile sotto un unico nome (‘ndrangheta, camorra, mafia…), perché colmando i tanti spazi vuoti lasciati dalle amministrazioni locali – e non solo – in tanti la sfiorano, ci parlano, le chiedono favori quotidianamente.

E’ lì, pronta a creare posti di lavoro con una telefonata all'”amico” di turno. Pronta a fornire finanziamenti ad aziende del territorio, con la clausola di intascare almeno il 50% del finanziamento stesso pur non partecipando direttamente o apparentemente all’azienda. Tutto caratterizzato sempre da un fiuto per gli affari indiscutibile. Perché quei soldi, frutto di favori, vengono reinvestiti e alimentano numerose attività commerciali e professionali sparse per la Capitale. Continua a leggere

Degrado Settecamini

Il degrado (s)comodo

Parlare di periferie e di degrado, dopo decenni di silenzio, si può. Accade su Tv7 dove ieri sera finalmente si è parlato delle periferie romane degradate, come Settecamini e Torre Angela che ho imparato a conoscere direttamente, mostrando ai romani e agli italiani cosa è il vero degrado. Quello ad esempio di una scuola elementare, da mesi parzialmente chiusa per lavori e dichiarata pericolosa, dove negli spazi ancora accessibili (mai messi in sicurezza) continuano a vivere i piccoli studenti e i docenti. Quella di “aree verdi” ridotte a giungle dalla negligenza delle amministrazioni comunali, e spesso “salvate” e in parte ripulite dalla costruzione dell’ennesima cattedrale nel deserto: palazzine spesso rimaste vuote. E anche il degrado dei parchi per bambini, circondati da sporcizia e spesso distrutti dall’incuria. Qui dove solo la natura, che prende il sopravvento, nasconde le brutture e il degrado. Dove i cittadini da anni si rimboccano le maniche sostituendosi di fatto a servizi pubblici mai forniti, anche se anticipatamente pagati. Qui dove tutto parla di interessi economici neanche tanto mistificati. Continua a leggere