L’Italia corrosa dal silenzio e dalla corruzione – La Lente in pillole

Dalle strade ai ponti, dalle passerelle ciclopedonali ai palazzi. L’Italia degli appalti è costantemente corrosa, da Nord a Sud, dalla corruzione. L’aggiudicazione di un appalto, l’apertura di un cantiere sono l’altro vero motore degli affari delle mafie. Mafie ‘silenti’ che da anni hanno esteso la loro rete di affari e che si muovono fin troppo indisturbate e invisibili nella cosiddetta ‘zona grigia’, stringendo patti con politici, dirigenti e amministratori pubblici corrotti. Come dimostrano gli arresti delle ultime ore, quelli tra gli altri di un progettista e di un manager impiegati nel prgetto del Ponte sullo Stretto. Accordi da miliardi di euro da spartire, come sottolinea un testimone di giustizia che nel 2008 denunciò la corruzione all’interno di un appalto per la realizzazione di una passerella ciclopedonale a Cinisello Balsamo (Mi). “Era il 2010 quando personaggi della camorra partenopea presero contatti con alti dirigenti dell’allora Impregilo nella sede di Milano. – spiega Gennaro Ciliberto, ex responsabile alla sicurezza nel cantiere Impregilo di Cinisello Balsamo – Furono chiamati da un alto dirigente che poi andò a gestire un macro lotto sulla Sa-Rc da un miliardo e settecento milioni di euro. Il tutto finalizzato ad accaparrarsi parte dei lavori di carpenteria per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina”.

Appalti truccati e acquisiti con la connivenza di amministratori pubblici compiacenti, partner mafiosi del vero sodalizio su cui possono contare oggi le mafie di tutta Italia. “Purtroppo la regola della corruzione continua e la figura del direttore dei lavori è troppo spesso il collante tra l’appalto e l’infiltrazione mafiosa. – continua Ciliberto – In quegli anni ho visto come la corruzione e la camorra comandavano in ‘Autostrada’, e a conti fatti sembra che sia stato il solo a vedere e a denunciare. Oggi credo con molta certezza che in molti sanno ma che nessuno denuncia, e tutto ciò è linfa per la camorra e i corrotti. Rolex, soldi, escort sono parte di quel maledetto mondo degli appalti che troppo spesso rivaluta i corrotti facendogli fare anche carriera”. In questa terra di confine, spesso labile, tra legale e illegale la denuncia di chi è dentro i cantieri diventa determinante. Pochissimi però scelgono di denunciare, lasciando che la criminalità organizzata lucri su servizi e strutture pubbliche. Strade destinate a crollare, ponti e palazzi a rischio crollo. La mafia fa affari non offre servizi, lucra sulla salute e vita delle persone anche di quanti credono che questa gli dia ‘protezione’. “Quando decisi di denunciare la corruzione e le infiltrazioni della camorra nelle grandi opere autostradali credevo che qualcosa potesse cambiare che quel modus operandi non era la regola. Ma invece mi sbagliavo, alla fine ho salvato molte vite umane, ho fatto annullare appalti milionari, ho fatto scoprire anomalie costruttive che mai sarebbero venute alla luce senza le mie denunce, ma il prezzo che ho pagato non ha limite” aggiunge Gennaro Ciliberto.

“Sono anni che chiedo un incontro con il Ministro Del Rio ma più del silenzio ad oggi nulla. Quando gridavo agli appalti truccati in molti mi dissero che non avrei mai più lavorato, perché chi parla viene punito e non solo dalla camorra. Fui escluso a vita dal mondo dei lavori pubblici, marchiato come infame e traditore, isolato e costretto a vivere lontano per sempre dalla mia terra. Nascosto per ragioni di sicurezza e per poter continuare a vivere una vita non mia”.
Chissà se possiamo considerare corrotti, conniventi, anche quelli che impediscono e scoraggiano la denuncia della corruzione.

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15 Pensieri su &Idquo;L’Italia corrosa dal silenzio e dalla corruzione – La Lente in pillole

  1. Purtroppo i centocinquanta anni di storia d’Italia sono contraddistinti dalla mancanza di trasparenza e giustizia che impedisce il funzionamento di un reale libero mercato. Una classe dirigente incapace e corrotta, aureferenziata, che non accetta nessun ricambio impedisce lo sviluppo del paese. Sono i soliti commenti che si aggiungono alle tue puntuali e continue denunce. Chi vuole cambiare viene emarginato o a volte persino ucciso, spero che il tuo impegno porti a qualche risultato

  2. ” Chi vuole cambiare viene emarginato o a volte persino ucciso, ” .
    ” Sono anni che chiedo un incontro con il Ministro Del Rio ma più
    del silenzio ad oggi nulla. ”
    Queste sono le parole di Daniele Colombo tuo lettore come me e
    di Gennaro Ciliberto testimone di (in ) Giustizia, da cui traspare tutto il senso d’ impotenza e di amarezza per lo stato attuale dei
    fatti. Ma , in che stato viviamo ???!!!???…. Uno stato che esiste solo esclusivamente per attingere denari e ancora denari per i “suoi ” scopi tramite le tasse e balzelli varii , ed anche quando
    sono ” una tantum” divengono ” una semper ” !!!. Infatti ,ogni tanto
    scopriamo di finanziare , con i nostri soldi , finalità che più non esistono . Non siamo Cittadini , ma Sudditi di una Monarchia Assoluta asservita all’ interesse specifico di pochi corrotti che fanno
    ” INCIUCIO ” con questa o quella mafia .
    ‘E UNO SCHIFO !!!!.
    Ormai , in campo internazionale ci ridono in faccia , anche i clandestini , pardon ” rifugiati politici ” , ci rinfacciano questo …..!!!
    Asseriscono infatti che non abbiamo Titolo per lamentarci , anzi, neanche di parlare , Dimenticando che NOI siamo a Casa nostra .
    Che fare??? . Si può fare qualcosa ???
    Sinceramente aspetto che qualcuno si faccia avanti , ma temo che
    non esiste o magari è già morto prima di nascere !!!. CIAO ! e Complimenti vivissimi per i motivi che tu sai !!!…

    • Comprendo la tua reazione, Cesare. È quella di chi sente la parola ‘corruzione’ e si sente giustamente vittima di questo sistema. Provo a riflettere sulle tue due domande, sul “si può fare qualcosa?”. Ripeto che secondo me molto dipende anche dai nostri atteggiamenti, dalle scelte di ogni singola persona. E dal non fare sentire soli, e un po’ fuori luogo, gli onesti e chi ha la dignità di dire no ai sistemi corruttivi. E grazie del tuo apprezzamento.

  3. una volta la corruzione era sotterranea adesso si prastica lla luce del sole con la bendizione di politici e politicanti. I soldi non puzzano dicevano gli antichi romani. In effetti è così. Basterebbe poco. Un sistema dei controlli efficiente e forse a molti, non a tutti sia ben chiaro ma almeno il 70% dei casi sarebbe evitato, sarebbero più cauti.

  4. Come dice @newwhitebear il peggio è che tutto accade alla luce del sole. Qualche decennio fa, le trastole si facevano di nascosto fuori dai palazzi…oggi è tutto molto più senza remore. Come dicono i vecchi saggi napoletani “hann perz ‘o scuorn”! Non c’è più vergogna ne dignità!

    • Questa “sfacciataggine” , chiamiamola così, è anche dovuta ad anni e anni di reati impuniti, di prassi illegali diventate parte del sistema. Un sistema adesso totalmente usurato dalla corruzione. Adesso, ormai, tocca smantellare non solo la corruzione ma la mentalità corrotta che circola nei palazzi, che fa parte del modo di vivere e arricchirsi attuale. Grazie delle riflessioni, Lois.

  5. Dovremmo resettare la devastazione etica e morale per ripartire dai fondamenti della legalità! Grazie a te per mantenere attive determinate aree di memoria…anche perché molte volte la loro astuzia nasce dalle nostre dimenticanze.

    • E noi stiamo imparando da loro, ad essere più furbi e non dimenticare. La legalità è fatta di regole, semplici infondo, che vanno tenute sempre a mente e rispettate. La fatica è rinunciare all’idea che debbano essere gli altri a sopportare questo onere delle regole.

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