L’Italia corrosa dal silenzio e dalla corruzione – La Lente in pillole

Dalle strade ai ponti, dalle passerelle ciclopedonali ai palazzi. L’Italia degli appalti è costantemente corrosa, da Nord a Sud, dalla corruzione. L’aggiudicazione di un appalto, l’apertura di un cantiere sono l’altro vero motore degli affari delle mafie. Mafie ‘silenti’ che da anni hanno esteso la loro rete di affari e che si muovono fin troppo indisturbate e invisibili nella cosiddetta ‘zona grigia’, stringendo patti con politici, dirigenti e amministratori pubblici corrotti. Come dimostrano gli arresti delle ultime ore, quelli tra gli altri di un progettista e di un manager impiegati nel prgetto del Ponte sullo Stretto. Continua a leggere

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beni confiscati

La “roba” delle mafie e il riscatto della confisca

Portare assistenza alle categorie deboli, dove prima vigeva la legge del più forte. Portare lavoro e dignità, dove era l’illegalità a selezionare chi far lavorare e chi no. Esercitare il valore della memoria degli onesti, nei luoghi in cui si facevano affari sporchi con il sangue anche di quegli onesti. Si respira questa aria pulita, bonificata, quando si entra in un bene confiscato alle mafie e restituito alla collettività.

E nonostante siano ancora troppi i beni confiscati e lasciati spesso marcire perché inutilizzati (55mila beni confiscati in Italia, per un valore di 7 miliardi di euro, come precisa Don Luigi Ciotti di Libera), ci sono tanti appartamenti, terreni, aziende che sono stati dati in gestione ad associazioni e consorzi. Come l’appartamento in via Santa Marcellina, nella periferia di Milano, confiscato alle mafie e che dal 2003 accoglie l’associazione Vittime del Dovere. Continua a leggere