“Caro figlio mio, papà è un testimone di giustizia”

Essere padri, ed essere testimoni di giustizia. Le scelte di chi denuncia, diventando testimone di giustizia, coinvolgono non solo la persona ma anche tutto il nucleo famigliare. Bambini inclusi, a volte dalla nascita.

Vi invito a leggere questa lettera di un testimone di giustizia campano rivolta al figlio, nel suo primo giorno di scuola. Un’occasione per fare luce sulle vite silenziose, e silenziate, di decine di famiglie italiane. Uomini e donne, famiglie comprese che in alcuni casi vivono in località protetta, che continuano a testimoniare la loro scelta e a denunciare in solitarie aule di tribunale. Persone vittime ancora di troppa indifferenza, e di impegni istituzionali rimasti promesse, che in alcuni casi li isolano e troppo spesso li privano anche della dignità.

Una lettera aperta, e umana, per riflettere. E non spegnere la voce di questi cittadini. Continua a leggere

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Questione di rispetto – Libri per la legalità

“La dignità non si compra, si conquista e si difende”. Sono le parole di un imprenditore calabrese che sta denunciando in un’aula di tribunale i suoi aguzzini, uomini della ‘ndrangheta reggina che lo minacciavano ed estorcevano. E questo è anche uno dei passaggi del libro ‘Questione di rispetto’, Rubbettino Editore, in cui l’autore il giornalista Giuseppe Baldessarro racconta la storia di Gaetano Saffioti, imprenditore di Palmi e testimone di giustizia dal 2002.

E’ la storia umana e giudiziaria di un uomo che, di fronte alla prepotenza della ‘ndrangheta che lo aveva privato della sua vita e del suo lavoro, denuncia i suoi aguzzini che lo stritolavano con pizzo e minacce. Continua a leggere

Diritti sotto scorta

“Saranno le istituzioni competenti a valutare se corra qualche rischio, anche perché mi pare che passi molto tempo all’estero (…) Saviano è l’ultimo dei miei problemi. Gli mando un bacione se in questo momento ci sta guardando. È una persona che mi provoca tanta tenerezza e tanto affetto. Ma è giusto valutare come gli italiani spendono i loro soldi.” Con queste parole il neo ministro dell’Interno Matteo Salvini, nel salotto televisivo di Agorà su Rai Tre, ieri mattina ha fatto sapere a Roberto Saviano e agli italiani che avrebbe valutato se la scorta allo scrittore è necessaria. Come se fosse un privilegio, un premio, che il ministro assegna ai suoi simpatizzanti o toglie, come un capriccio, a chi non condivide le sue decisioni. Continua a leggere

Vite indifese in una località ‘protetta’

“Vivere con la paura di essere ucciso è come una lenta sofferenza, si diventa schiavi di sé stessi e alla fine aspetti solo quell’attimo. Io sono già stato sparato e non dimentico il puzzo della polvere da sparo ed il freddo del sangue e quel momento in cui chiusi gli occhi. Conservo quel pantalone blu con quel foro e quel sangue.” Scrive parole piene di coraggiosa paura Gennaro Ciliberto, testimone di giustizia campano, che da mesi subisce atti intimidatori. Continua a leggere

“La camorra (non) esiste” – La Lente in pillole

Dagli appalti alla droga, dalle armi al racket e usura. Nell’hinterland vesuviano della provincia di Napoli la camorra fa affari, riducendo all’osso l’economia locale. E’ quanto emerso dalle indagini della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, che nelle ultime ore hanno portato all’arresto di 11 persone legate al clan Fabbrocino ad opera dei Carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna.
Imprenditori e commercianti stritolati dalle estorsioni, ma anche sottrazione di un bene sequestrato al clan, sono alcuni dei capi di accusa che descrivono i metodi utilizzati dagli indagati per gestire con metodo mafioso il territorio.

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Speciali auguri di libertà – La Lente in pillole

Battaglie vinte e sfide da continuare a ingaggiare. Dopo l’approvazione, sofferta, della legge 3500 sui testimoni di giustizia al Senato lo scorso 21 dicembre prima dello scioglimento delle Camere, si affaccia un nuovo anno con una opportunità in più di tutela per chi ha deciso di dire nò alle mafie. Un testo che ha suscitato soddisfazione in molti testimoni di giustizia, e che offre una strada legislativa in più. Più asfaltata, più chiara negli obiettivi e più sicura da percorrere. In attesa che venga concretamente attraversata dalle istituzioni sotto ogni profilo.
Con uno sguardo di fiducia in più verso il futuro, pubblico di seguito la lettera inviata a La Lente da un testimone di giustizia. Di auguri speciali per il Nuovo Anno che inizia, da chi ha vinto tante battaglie. Continua a leggere

La legge orfana del Senato (VIDEO) – La Lente in pillole

“Non andremo via da Roma e dal Palazzo se la 3500 non diventerà legge. I nostri figli hanno pagato a caro prezzo le nostre scelte ed é ora che lo Stato ci dia ciò che per anni ha promesso.” A dirlo è Gennaro Ciliberto, testimone di giustizia campano e vicepresidente dell’Associazione Nazionale Testimoni di Giustizia, che insieme ad altri testimoni oggi si è recato a Roma sotto Palazzo Madama per seguire l’esito dei lavori dell’assemblea. Continua a leggere

Isolato dall’autismo e dallo Stato – La Lente in pillole

Di testimoni di giustizia e della loro vita si parla ancora poco. Di questa comunità di meno di ottanta persone si conoscono solo limitate vicende, e ad alcune questo blog ha cercato di dare voce. Eppure ci sono realtà che restano relegate a questioni private dei testimoni. Come nel caso dei familiari più vicini del testimone di giustizia, mogli o mariti e figli, che dal primo momento condividono cambiamenti, limitazioni e, in alcuni casi, continui trasferimenti da una località all’altra per ragioni di sicurezza. Questo fa sì che anche loro rientrino nello status di testimoni, anche se a volte con tutele ridotte. Continua a leggere

“Ho denunciato e ho vinto la mafia”

20 anni di scelte coraggiose, dalla denuncia contro i boss di Brancaccio a Palermo che lo avevano schiavizzato con le continue richieste di pizzo e quella forse più decisiva, vivere da uomo libero la sua condizione di testimone di giustizia.
Innocenzo Lo Sicco, imprenditore edile palermitano, rivendica le sue scelte e il diritto non solo di camminare a testa alta e a viso scoperto, ma anche di far sapere che chi denuncia le mafie “Ha vinto”. Continua a leggere

Legalità disorganizzata

3000 euro sprecati. Tremila euro. Questo è il prezzo di una legalità disorganizzata. Soldi provenienti dalle casse, già impoverite da perenni ammanchi, dell’amministrazione del servizio centrale di protezione, e quindi denaro pubblico, che si sono rivelati una spesa inutile.
A denunciarlo un testimone di giustizia, Gennaro Ciliberto, che da 8 anni vive in regime di speciale sistema di protezione e che dal 2014 partecipa a numerosi processi in veste di testimone per continuare a denunciare illeciti. Continua a leggere