Vite indifese in una località ‘protetta’

“Vivere con la paura di essere ucciso è come una lenta sofferenza, si diventa schiavi di sé stessi e alla fine aspetti solo quell’attimo. Io sono già stato sparato e non dimentico il puzzo della polvere da sparo ed il freddo del sangue e quel momento in cui chiusi gli occhi. Conservo quel pantalone blu con quel foro e quel sangue.” Scrive parole piene di coraggiosa paura Gennaro Ciliberto, testimone di giustizia campano, che da mesi subisce atti intimidatori. Chiodi sotto le ruote, rigature alla fiancata della macchina ed avvertimenti di varia natura lasciati sulla sua auto. Un susseguirsi di episodi che hanno preoccupato Ciliberto e aggravati dal fatto che si sono verificati nella località segreta dove vive. “Ho subìto ben 7 atti vandalici da dicembre, tutti denunciati”, ha dichiarato Gennaro Ciliberto che si è rivolto anche al Prefetto della località segreta il quale gli ha garantito che sarebbe intervenuto.
A distanza di alcune settimane dall’ultimo danneggiamento alle auto, tra le strade di quel luogo scelto come sicuro e sconosciuto arrivano anche le minacce e aggressioni di un uomo dall’accento marcatamente campano. Una persona sconosciuta al testimone di giustizia che oltre a inveire contro di lui ha preso a pugni la macchina in cui si trovava Gennaro Ciliberto.

Vivere in località protetta non sempre equivale a vivere al sicuro, protetti. E’ così soprattutto per chi continua, anche da ‘invisibile’, a contribuire con le sue denunce e testimonianze ai processi in corso contro la criminalità organizzata e per reati di corruzione. Chi continua a parlare, insomma, facendo sentire la sua scomoda voce nelle aule dei tribunali e nella pubblica piazza dei social network. E sono diversi i casi di testimoni di giustizia aggrediti e minacciati per le dichiarazioni fatte nelle piazze virtuali, sia tra coloro che vivono in località protette sia tra chi vive nella propria città. Un messaggio chiaro arriva con le minacce: “Hai denunciato e fatto condannare i mafiosi, ora non parlarne più”.

Ma, nonostante le minacce e la paura, il contributo prezioso di questi cittadini continua ad arrivare. Proprio in queste ore, Gennaro Ciliberto ha denunciato rischi di nuovi crolli su un tratto tangenziale di Napoli sul quale ieri si è verificata la caduta di calcestruzzo. “Su quel tratto tangenziale dal Vomero sino ad Agnano tutti gli elementi in corten che reggono le barriere fonoassorbenti sono in serio pericolo di crollo – ha fatto sapere Ciliberto in una lettera alla DDA di Napoli – Un appalto della Turbosider ceduto all’ingegnere Credentino e poi girato e realizzato dai Vuolo con la solita mazzetta di denaro in SAM. Quello che mi preoccupa e che ho ampiamente denunciato è che se dovesse crollare un solo elemento della barriera fonoassorbenti sarebbe una strage visto che sotto a tali elementi vi è una viabilità interna molto fluente e trafficata.”
“Molti elementi non sono fissati in maniera giusta nei cavalcavia e siccome la realizzazione fu eseguita in quota il Vuolo volutamente accortosi dell’errore pose una ‘pezza’ stuccheggiando il punto dell’ancoraggio che non aveva avuto buona presa”, spiega poi Ciliberto per anni responsabile della sicurezza in alcune imprese appaltatrici e divenuto testimone di giustizia, otto anni fa, dopo aver denunciato infiltrazioni camorristiche e corruzione nell’appalto per la costruzione di una pista ciclopedonale a Cinisello Balsamo nell’hinterland milanese.
Dichiarazioni importanti, soprattutto per la sicurezza pubblica, che speriamo non vengano trascurate.

“Mai nessuno dovrebbe vivere nel terrore di essere ucciso mai nessuno dovrebbe scappare dalla propria città e nascondersi lontano, ma non c’è altra possibilità – continua a spiegare a La Lente Gennaro Ciliberto, al quale è stato detto di non uscire di casa – Io vivo da recluso in una ‘gabbia di vetro’ ed ogni giorno in più ringrazio Dio. Io non ho scelto questa vita, io non immaginavo di fare questa fine. Io stranamente ho avuto nuovamente paura e ho reagito come reagisce una preda. Oggi come ieri sopravvivo ed aspetto.”
Gennaro Ciliberto, e chi come lui si mette in gioco ogni giorno con tutta la sua vita, merita di non essere lasciato solo non solo dalle istituzioni ma anche da tutti i cittadini. E’ questo l’importante contributo alla legalità che ogni giorno è possibile dare. Una scorta civica, in difesa anche del nostro futuro.

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10 Pensieri su &Idquo;Vite indifese in una località ‘protetta’

  1. Grazie per l’aggiornamento delle informazioni sull’argomento, sembra insufficiente rinnovare la solidarietà e la stima a Ciliberto, ma sinceramente non vedo altro modo per contribuire alla causa. Mi sento personalmente frustrato e, a parte qualche eccezione, circondato dall’indifferenza nei miei sforzi quotidiani di cercare di migliorare le cose. Le istituzioni sono fatte di persone e non si vedono miglioramenti. Mi auguro che persone più giovani di me riescano dove non sono riuscito io a migliorare la giustizia di questo povero (intellettualmente) paese.

  2. quello che denuncia è grave. Dovrebbe essere segreta invece pare di no. Ma ancor più grave è la denuncia sulla tangenziale di Napoli. Se muore qualche innocente, si cercheranno i colpevoli che rimarranno impuniti.
    Altre parole? Non servono. Bastano quelle di Ciliberto

    • La denuncia non è coperta da segreto istruttorio, queste indicazioni sono sommarie. Servono a segnalare pubblicamente un pericolo, che c’è. E a sollecitare un intervento. I crolli si susseguono anche se non sempre sono di interesse nazionale.
      Grazie delle riflessioni intanto.

    • Sono d’accordo con te. I veri eroi sono persone comuni che ci passano accanto senza troppo rumore, ma che compiono ogni giorno tanti gesti che cambiano in bene la vita loro e di tanti altri. Tocca a noi imparare ad accorgerci di queste persone e non lasciarle sole.
      Grazie della tua riflessione, a rileggerci.

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