Gli Stati Popolari dei precari nel post emergenza – La Lente in pillole [VIDEO]

Tornano i lavoratori in Piazza San Giovanni, a Roma.
A dargli voce nel dopo emergenza sanitaria è la manifestazione Stati Popolari, che lo scorso 5 luglio ha radunato lavoratrici e lavoratori precari e invisibili, categorie rimaste escluse dagli Stati Generali che hanno preceduto l’evento.
In migliaia hanno ascoltato gli interventi dei braccianti del foggiano, in attesa di essere regolarizzati. Sul palco anche le lavoratrici di call center, i precari della Whirlpool di Napoli e delle aziende di Taranto, i riders e i lavoratori della scuola.
Per tutti la richiesta di un piano nazionale di emergenza lavoro nel post Covid-19, come ribadito dall’attivista sindacale Aboubakar Soumahoro. Continua a leggere

Il Teatro resistente al tempo del Coronavirus – #9 Focus emergenza

“A chi manca veramente il teatro? Chi in questo momento, che non sia un lavoratore dello spettacolo dal vivo, dice ‘quando riapre il teatro?’. Sappiamo di essere una marginalità. Occorre quindi farsi sentire durante l’emergenza; si risente della perifericità della cultura in Italia, perché la cultura non viene foraggiata nel giusto modo”. Eduardo Di Pietro, regista del Collettivo LunAzione compagnia teatrale di Napoli, è uno dei tanti artisti che durante i mesi della quarantena ha dovuto sospendere il lavoro e gli spettacoli teatrali dal vivo. Una pausa forzata che ha fatto sparire, soprattutto dagli impegni del governo, un’intera categoria di lavoratori. E con loro la cura della cultura, di cui sono i portavoce e fautori.

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Vite indifese in una località ‘protetta’

“Vivere con la paura di essere ucciso è come una lenta sofferenza, si diventa schiavi di sé stessi e alla fine aspetti solo quell’attimo. Io sono già stato sparato e non dimentico il puzzo della polvere da sparo ed il freddo del sangue e quel momento in cui chiusi gli occhi. Conservo quel pantalone blu con quel foro e quel sangue.” Scrive parole piene di coraggiosa paura Gennaro Ciliberto, testimone di giustizia campano, che da mesi subisce atti intimidatori. Continua a leggere

“La camorra (non) esiste” – La Lente in pillole

Dagli appalti alla droga, dalle armi al racket e usura. Nell’hinterland vesuviano della provincia di Napoli la camorra fa affari, riducendo all’osso l’economia locale. E’ quanto emerso dalle indagini della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, che nelle ultime ore hanno portato all’arresto di 11 persone legate al clan Fabbrocino ad opera dei Carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna.
Imprenditori e commercianti stritolati dalle estorsioni, ma anche sottrazione di un bene sequestrato al clan, sono alcuni dei capi di accusa che descrivono i metodi utilizzati dagli indagati per gestire con metodo mafioso il territorio.

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Napoli, murales imbrattato Falcone e Borsellino

La bruttezza delle mafie non fa paura

“Era dovere”. Così Gennaro Ciliberto, testimone di giustizia campano, spiega cosa lo ha spinto a contrastare il gesto di vandalismo e vile di chi ieri ha imbrattato il murales in via Miano a Napoli raffigurante una nota immagine dei magistrati Falcone e Borsellino. Una foto, scattata dal reporter Tony Gentile, divenuta negli anni simbolo di legalità e lotta alle mafie. Uno stencil, realizzato da un anonimo street artist a pochi passi dal centro della città partenopea, che ieri è stato cancellato con della vernice rossa alla vista dei passanti e nella mente di chi conosceva il valore di quell’immagine.

Un graffio alla bellezza della legalità a cui Gennaro Ciliberto non si è voluto arrendere lanciando un suo contro-messaggio, da testimone di giustizia che ogni giorno da anni sceglie di stare dalla parte della legalità. Un foglio, con l’immagine dei due giudici cancellata da anonimi vandali, su cui rilancia un motti caro a chi lotta da tempo per la legalità: “Il popolo onesto non ha paura. La camorra è una montagna di merda”. Continua a leggere