La (in)giustizia che condanna gli onesti

“Avevo chiesto di andare a vedere una partita di calcio, ma anche questa volta è stato un No …senza un perché.” La ‘giustizia’ anche stavolta si è pronunciata, togliendo il diritto a una vita normale a un testimone di giustizia. E’ una ‘giustizia’che punisce chi ha difeso la giustizia, che tratta i cittadini più coraggiosi come bambini capricciosi negandogli anche il diritto ad una spiegazione. Stavolta il no ha riguardato la richiesta di assistere alla partita Napoli – Real Madrid, in programma il prossimo 7 marzo allo stadio San Paolo di Napoli. Continua a leggere

Gennaro Ciliberto, testimone di giustizia

Se la disoccupazione è malata di corruzione – La Lente in pillole

Può un testimone di giustizia essere considerato pericoloso dall’ Anas e dal Ministero delle Infrastrutture? Sì, se ha denunciato atti di corruzione e infiltrazioni camorristiche in appalti che portano il loro marchio. Perché la corruzione, come le mafie, non solo crea sprechi economici e insicurezza per la salute e incolumità delle persone, ma aumenta anche la disoccupazione. Continua a leggere

Testimoni di giustizia, diritti e tutele

L’anno che verrà per i testimoni di giustizia – La Lente in pillole

“I testimoni di giustizia sono pronti a manifestare i loro diritti”. A distanza di più di dieci giorni dal sit-in a cui hanno preso parte alcuni testimoni di giustizia provenienti da varie zone d’Italia, in tanti chiedono al nuovo governo le risposte che finora non sono arrivate. A dare voce a questa richiesta è uno degli 80 testimoni di giustizia, Gennaro Ciliberto che anni fa ha denunciato la presenza della camorra in appalti nel nord Italia. Tra i testimoni di giustizia tanti sono gli imprenditori e commercianti vittime di racket, e pesa anche la mancata nomina del presidente della Commissione antiracket. Una nomina attesa dallo scorso luglio. Continua a leggere

Il sindaco gentile – Libri per la Legalità

Il tempo a volte fa giustizia, e restituisce verità, a tante vicende umane. Storie di periferia, locali, storie di valore nazionale che si sono perse nel tempo.
E’ stato scritto con questo intento il libro dello storico e docente universitario Marcello Ravveduto “Il sindaco gentile. Gli appalti, la camorra e un uomo onesto. La storia di Marcello Torre”, edito da Melampo Editore. Un’analisi storica che partendo dalla vita di un uomo, Marcello Torre, padre avvocato e poi sindaco di Pagani (SA), si fa storia d’Italia, quella complessa degli anni della Democrazia Cristiana e quella dell’ascesa di Raffaele Cutolo nella camorra, che ordinerà l’omicidio del sindaco Torre dell’11 dicembre 1980. Continua a leggere

Denunce censurate – La Lente in pillole

Diritto alla libertà: impedito. Diritto a ricominciare, o continuare, a vivere da cittadino con dei diritti: non concesso. Diritto di essere tutelato come persona onesta: negato. Dalle pagine di questo blog vi è stata raccontata spesso la vita ad ostacoli dei testimoni di giustizia, una vita che diventa difficile dopo le loro testimonianze, denunce che hanno permesso l’arresto di pezzi interi di clan e stroncato affari milionari illegali. Denunce preziose, ma talmente libere da mettere paura persino agli organi istituzionali e alle Commissioni d’inchiesta. Continua a leggere

L’onestà di fatto ma non di diritto

Denunciare le mafie a volte non basta. Essere in pericolo di vita per averlo fatto, in certi casi non è sufficiente. Avere tutti i requisiti per essere un testimone di giustizia, ma aver fatto questa scelta di onestà e coraggio prima di una legge che prevede tutele (seppure contraddittorie) per questi uomini e donne, di fatto, ti riconsegna nelle mani della criminalità. E’ quello che è accaduto ad Augusto Di Meo che, dopo essere stato testimone oculare dell’omicidio di Don Peppe Diana, denunciò nel 1994 gli assassini del sacerdote di Casal di Principe. Continua a leggere

Gennaro Ciliberto, testimone di giustizia

Lettere di legalità e coraggio – La Lente in pillole

Parole, cariche di determinazione, dall’inferno. Un inferno vissuto spesso con un “coraggio sporco di paura”, come una volta mi disse Don Giacomo Panizza. Parole cariche di incoraggiamento di chi ha scelto di denunciare la camorra, e lo rifarebbe. Parole cariche di gratitudine per chi conosce il valore della legalità e la sostiene, la incoraggia restando a fianco di chi contrasta le mafie. Continua a leggere

Vita ad ostacoli di un testimone di giustizia

“Devo iniziare una battaglia con la burocrazia. Questo accade ai testimoni di giustizia, uomini e donne invisibili e senza più diritti”. A dirlo è Gennaro Ciliberto, testimone di giustizia che con le sue dichiarazioni coraggiose ha contribuito all’avvio di diverse inchieste contro la camorra che lucra sugli appalti. Gennaro, che come gli altri testimoni di giustizia ogni giorno fa i conti con il senso di abbandono e la mancanza di tutele da parte dello Stato, si è visto bloccare la vendita della sua macchina da Equitalia, per un ostacolo burocratico. Continua a leggere

Napoli, murales imbrattato Falcone e Borsellino

La bruttezza delle mafie non fa paura

“Era dovere”. Così Gennaro Ciliberto, testimone di giustizia campano, spiega cosa lo ha spinto a contrastare il gesto di vandalismo e vile di chi ieri ha imbrattato il murales in via Miano a Napoli raffigurante una nota immagine dei magistrati Falcone e Borsellino. Una foto, scattata dal reporter Tony Gentile, divenuta negli anni simbolo di legalità e lotta alle mafie. Uno stencil, realizzato da un anonimo street artist a pochi passi dal centro della città partenopea, che ieri è stato cancellato con della vernice rossa alla vista dei passanti e nella mente di chi conosceva il valore di quell’immagine.

Un graffio alla bellezza della legalità a cui Gennaro Ciliberto non si è voluto arrendere lanciando un suo contro-messaggio, da testimone di giustizia che ogni giorno da anni sceglie di stare dalla parte della legalità. Un foglio, con l’immagine dei due giudici cancellata da anonimi vandali, su cui rilancia un motti caro a chi lotta da tempo per la legalità: “Il popolo onesto non ha paura. La camorra è una montagna di merda”. Continua a leggere