Donne e sfide. La lotta per l’empowerment

99 anni e mezzo per colmare il divario mondiale tra uomini e donne. Ben 257 anni per cancellare il gap di genere che riguarda la “partecipazione economica” delle donne alle attività quotidiane. Il dato è stato calcolato dal World Economic Forum, che ha evidenziato anche come il divario nel mercato del lavoro e in termini di opportunità economiche sia per le donne del 42%.
Quando si parla di donne, e dei loro diritti, si ragiona prevalentemente con i numeri nel tentativo di dare forma, concretezza ad un gap prima di tutto culturale.

Il livello del dibattito, e della prassi quotidiana, su temi come l’accesso all’aborto, il ruolo delle donne nell’assistenza familiare, la criminalizzazione della libertà delle donne sul loro corpo – solo per citarne alcuni – sono all’origine del divario economico e lavorativo delle donne tanto in Italia quanto nel resto del mondo.

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Marica Roberto_teatro

Dalle morti bianche, “Rinascerò”

Le chiamavano ‘morti bianche’, ma oggi non ci si ricorda più neanche il significato di questa macabra definizione. L’opinione pubblica ha fatto scendere un pesante sipario su queste realtà. Il teatro, invece, ha scelto di alzarlo. E parlarne.

“Uno cade, puf, muore, uno cade, puf, rimane infortunato, l’altro cade, puf e basta”, recita la nota di regia dell’attrice Marica Roberto. E’ quanto accade ogni giorno, in campi di pomodori, in cantieri, ma anche sulle strade o sui palcoscenici. Ovunque. In qualsiasi posto si lavora può capitare di cadere, di infortunarsi e in certi casi persino morire. Un diritto, il lavoro, che priva tanti del diritto alla vita e alla salute.
Una lista, quella dei lavoratori senza tutele, che periodicamente si allunga e di cui nessuno si (pre)occupa.
Alcune di queste storie silenziose, confinate a fatti personali, sono arrivate sul palco di un teatro la scorsa settimana, il Teatro dell’Angelo a Roma, raccontandosi con la forza musicale e coreografica del tango, con i suoni metallici dei ponteggi e con la forza interpretativa di Marica Roberto. Continua a leggere