Radio impegno, una notte per la Legalità – La Lente in pillole

“Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene”. Queste parole sono del giudice Paolo Borsellino, di cui tra pochi mesi ricorre il 25° anniversario dell’omicidio per mano di Cosa Nostra.
Le prendo in prestito, umilmente, per proporvi l’ascolto di un programma radiofonico che stanotte dedicherà uno speciale al tema della legalità. E a cui parteciperà anche La Lente di una Cronista per parlare di testimoni di giustizia e beni confiscati. E anche dell’indifferenza che spesso diventa un ostacolo alla tutela della stessa legalità.
Potete seguire la diretta via streaming sul sito di Radio Impegno.it o in diretta Tunein sul canale Radioimpegno, e dall’una fino alle 7 di mattina per chi vive a Roma e nel Lazio in diretta FM su Radio Città Futura 97.7. Per chi non può seguire la diretta notturna, domani sempre dalla pagna della radio è possibile riascoltare e rivedere la puntata di stanotte. Continua a leggere

La (in)giustizia che condanna gli onesti

“Avevo chiesto di andare a vedere una partita di calcio, ma anche questa volta è stato un No …senza un perché.” La ‘giustizia’ anche stavolta si è pronunciata, togliendo il diritto a una vita normale a un testimone di giustizia. E’ una ‘giustizia’che punisce chi ha difeso la giustizia, che tratta i cittadini più coraggiosi come bambini capricciosi negandogli anche il diritto ad una spiegazione. Stavolta il no ha riguardato la richiesta di assistere alla partita Napoli – Real Madrid, in programma il prossimo 7 marzo allo stadio San Paolo di Napoli. Continua a leggere

Don Panizza vive sotto scorta

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I veri eroi sono le persone semplici, che con responsabilità fanno ogni giorno il proprio dovere. Per se stessi e per gli altri. Ho avuto a volte la possibilità di parlare con alcuni di questi uomini e donne ‘normali’. Uno di loro è Don Panizza, un coraggioso sacerdote che vive con i suoi ragazzi ‘speciali’ in un bene confiscato alla ‘ndrangheta. Una storia di legalità, che merita di essere conosciuta e (ri)letta…

 

Non chiamateli preti antimafia. Sono sacerdoti, uomini testimoni di una Chiesa capace di dire no alla prepotenza delle mafie.

Una criminalità combattuta con il Vangelo, e a volte anche stando immobili su una carrozzina. Con questi insoliti strumenti don Giacomo Panizza e la sua comunità per disabili affrontano da anni la ‘ndrangheta e le sue pressioni. Lui è un bresciano, da quasi 40 anni a fianco dei disabili ed emarginati dalla società, a cui è stato assegnato un bene confiscato alla ‘ndrangheta dei Torcasio per gestire la comunità ‘Progetto Sud’ a Lamezia Terme. Un impegno sociale, poco gradito al clan, che ha messo nel mirino l’attività del sacerdote. Continua a leggere