Minori stranieri non accompagnati, il risvolto più drammatico dell’emigrazione

Hanno, per lo più, tra i 15 e i 17 anni. Fuggono dal loro Paese, dalla povertà che li affama e da guerre che uccidono famiglie e futuro. Sono i minori stranieri non accompagnati, che in Italia arrivano con viaggi disperati e di speranza mescolati tra i migranti adulti. Un fenomeno all’interno di un fenomeno più grande, quello delle migrazioni, che coinvolge da sempre anche l’Italia. I numeri dell’ultimo Dossier Immigrazione parlano di una realtà che ha avuto il picco nel 2016, durante le primavere arabe, con oltre 25mila minori non accompagnati soccorsi in mare.

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I bambini e ragazzi morti di guerra

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Di fronte a dei bambini e innocenti strappati alla vita non esistono bandiere. Né guerre che giustifichino la loro morte. Anche quando a contendersi da secoli dei diritti, e una terra su cui piantare quelle bandiere, sono Israele e Palestina.

La morte di tre ragazzi israeliani di 19 e 16 anni, la cui notizia è stata diffusa meno di 24 ore fa, ha colpito fortemente (come è normale che sia) lo Stato israeliano, che oltre a dichiarare lutto nazionale ha sancito che “Hamas è responsabile e la pagherà”. Ma lasciando sullo sfondo per stavolta la questione politica e storica che attanaglia da troppo tempo due popoli e due religioni, resta la tragedia di altri giovani o bambini strappati alla vita.

Nel caso dei tre ragazzi israeliani, la loro morte si è ridotta a strumento per l’ennesimo e preoccupante ultimatum. Contemporaneamente, in Palestina, continuano a morire di guerra migliaia di bambini anche di pochi anni massacrati senza una ragione. Continua a leggere