Sit-in diffidato – La Lente in pillole

Niente striscioni, nessun esibizionismo. Questo il tono del sit-in di Gennaro Ciliberto che si è svolto ieri nella Galleria Alberto Sordi, a pochi passi da Palazzo Chigi. Anche i testimoni di giustizia, arrivati ieri mattina per appoggiare la protesta, si mimetizzavano senza problemi nell’andirivieni dei turisti e dei romani. Gli unici a sapere chi fossero erano i giornalisti delle testate televisive che nel corso della mattina li hanno intervistati e, a distanza, governo e commissione centrale.
E’ andato avanti così il sit-in e lo sciopero della fame di protesta di sabato 3 dicembre, con la discrezione di chi è abituato a vivere nell’ombra nonostante abbia fatto e faccia scelte all’insegna dell’onestà. Continua a leggere

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Protesta

#Iniquocompenso, mai più precari

Parlando di diritti negati, non posso esimermi dal parlare di un argomento che mi tocca da vicino. Quello del recente accordo sull’equo compenso ai giornalisti, che condona per legge la precarietà di un’intera categoria. Sì, perché la categoria dei giornalisti è quella che vanta tra i più alti tassi di precarietà al limite della sopravvivenza. Pochi spicci per un articolo, un impegno che porta via tempo e denaro speso in telefonate e benzina.

Un problema che rischia di estendersi anche a chi giornalista non lo è. Ovvero chi ogni giorno legge le notizie e vuole informarsi. Come pensate si possa lavorare serenamente, a volte 24 ore su 24, per 250 euro al mese? Si può svolgere un’inchiesta a queste condizioni e, per la necessità di un pasto quotidiano e di un tetto sotto cui vivere, fare contemporaneamente altri lavori? Voi ci riuscireste? Continua a leggere