Scuola, una legge inclusiva per gli assistenti alla disabilità – La Lente in pillole [VIDEO]

Si è svolta nella Sala Capranichetta a Roma, a pochi passi da Montecitorio, la presentazione del disegno di legge che punta ad internalizzare gli assistenti all’autonomia e comunicazione nel Miur.
A partecipare al tavolo della conferenza le federazioni e associazioni firmatarie della proposta di legge, che stabilizzerebbe la condizione contrattuale di 54mila lavoratori precari con l’accesso alla professione tramite concorso su base regionale. Continua a leggere

Gli Stati Popolari dei precari nel post emergenza – La Lente in pillole [VIDEO]

Tornano i lavoratori in Piazza San Giovanni, a Roma.
A dargli voce nel dopo emergenza sanitaria è la manifestazione Stati Popolari, che lo scorso 5 luglio ha radunato lavoratrici e lavoratori precari e invisibili, categorie rimaste escluse dagli Stati Generali che hanno preceduto l’evento.
In migliaia hanno ascoltato gli interventi dei braccianti del foggiano, in attesa di essere regolarizzati. Sul palco anche le lavoratrici di call center, i precari della Whirlpool di Napoli e delle aziende di Taranto, i riders e i lavoratori della scuola.
Per tutti la richiesta di un piano nazionale di emergenza lavoro nel post Covid-19, come ribadito dall’attivista sindacale Aboubakar Soumahoro. Continua a leggere

I precari dello spettacolo nel post emergenza – La Lente in pillole [VIDEO]

Dopo numerosi eventi di protesta nelle principali città italiane, tornano in piazza per una manifestazione nazionale a Roma i lavoratori dello spettacolo dal vivo.
Attori, registi, musicisti e cantanti, ma anche le maestranze, tra cui i tecnici audio e video e le sarte di scena.
Lavoratori provenienti da tutta Italia che l’emergenza sanitaria ha reso ancora più precari, e che restano in attesa di risposte dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, presieduto da Dario Franceschini. Continua a leggere

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Buon lavoro, a tutti

Buona festa dei lavoratori a chi non lavora, è disoccupato. A chi è precario, e oggi deve lavorare. A chi si sente vecchio, perché il mercato del lavoro lo ha pensionato senza riconoscergli una pensione.

Buon 1° maggio a chi oggi celebra un giorno di festa, e anche a chi non si è mai chiesto perché lo si festeggia.

Buon Primo Maggio a quella fetta d’Italia che oggi sceglie di parlare dell’inaugurazione dell’Expo 2015. Continua a leggere

tesserino giornalista

Diritti in Ordine

Ho pagato. Oggi, con instancabile puntualità, ho consegnato 108 euro – cento otto euro – al Mio Ordine dei Giornalisti del Lazio. La quota associativa, richiesta annualmente, per non esercitare da abusivi la professione di giornalisti. Ho pagato, e da oggi sono nuovamente giornalista o almeno posso di nuovo dire di esserlo.

Lo sono anche da precaria o disoccupata. Lo sono anche dopo che un giornale che riceve fondi pubblici per l’editoria, come “La Discussione – Quotidiano fondato da Alcide De Gasperi” (chissà cosa ne penserebbe De Gasperi del suo giornale, oggi), mette alla porta i collaboratori esterni per “scelte economiche superiori”. Lo sono anche quando chiedendo sostegno e solidarietà al Mio Ordine ricevo significativi silenzi. O quando mi sento dire che i liberi(!) professionisti della categoria non hanno diritto all’assegno di disoccupazione. E lo sono anche quando mi concedo il lusso di pensare che per il Mio Ordine sono, al momento, una collega da sostenere. Come è successo oggi. Continua a leggere

Precari Istat sciopero

Precariato Istat a scadenza

Hanno ancora il fiato sul collo. Come tutti i precari, d’altronde. Ed essere precari della pubblica amministrazione non li ha tutelati più di altri. Così a distanza di più di un anno da quando avevo parlato con alcuni di loro, i precari dell’Istat continuano a non sapere cosa ne sarà del loro contratto perennemente in scadenza. Gli incontri, le tavole rotonde sono proseguite: l’ultimo incontro significativo dello scorso 31 ottobre ha di fatto imposto nuovi confronti tra l’amministrazione e i sindacati (qui il resoconto dalla giornata). 373 contratti agonizzanti per i quali nessuno è riuscito, e ha voluto, concretamente trovare una cura. Anche economica. Perché il timore, che segue alle tante promesse, è anche quello che non ci siano soldi sufficienti a prorogare i contratti fino al 31 dicembre 2020. Vite sospese, che nel frattempo mandano ugualmente avanti con professionalità interi settori dell’ Istituto di Statistica italiano. Una vicenda ancora attuale, da (ri)leggere… Continua a leggere

O fai un figlio o lavori: i rischi della precarietà

Essere lavoratori precari, precarizza anche il resto della vita. Le scelte, le ambizioni, i progetti di vita. Per questi silenziosi eroi quotidiani (che oscillano continuamente tra il desiderio di avere un lavoro che gli garantisca una vita serena e la necessità di fare anche altri lavori per riuscire a sopravvivere) decidere di sposarsi è già una scelta coraggiosa, ma avere dei figli è addirittura un azzardo. In questo articolo che vi ripropongo sono contenuti i dati raccolti un anno fa da Cgil su un aspetto della precarietà poco conosciuto, dati preoccupanti che a distanza di un anno non sono migliorati. La causa è la mentalità che circola in tante aziende, italiane in primis, spesso più preoccupate dello status coniugale e familiare del/della candidato/a che delle sue capacità professionali. Una scelta di vita, personale, che per il datore di lavoro rappresenta spesso un pericolo da cui difendersi con contratti ansiogeni (per il lavoratore) della durata anche di un mese o con azioni di mobbing, punitive.

Ma il coraggio di non piegarsi a questi ricatti illeciti viene anche premiato, come raccontano alcuni genitori di cui ho ascoltato le diverse storie. Una realtà da conoscere e da (ri)leggere…

 

Desiderare un figlio, nell’era del precariato, è un lusso. E soprattutto un azzardo.

È così per i tanti datori di lavoro che negano l’assunzione o non rinnovano il contratto alle lavoratrici incinta. A dirlo sono i dati raccolti dal LAB della Cgil che puntano i riflettori sull’esercito invisibile dei precari, divisi tra lavoro e diritto alla genitorialità. Continua a leggere

La seconda estate calda degli esodati

Sono spariti dai canali dell’informazione, dai programmi di governo e, quasi del tutto, dai dibattiti da marciapiede. Eppure negli ultimi tre anni la lista degli esodati non ha smesso di allungarsi. Per versare a questi pensionati precari la meritata retribuzione, nelle ultime settimane si è consumata l’ultima guerra tra poveri, a distanza. Quella tra esodati e pensionati, costretti a confrontarsi con l’eterna coperta corta del governo. Una coperta logora, finita in brandelli dopo l’ultima esternazione del ministro del lavoro Poletti che si era dichiarato favorevole all’introduzione di un prelievo dalle pensioni a favore dei futuri esodati. Ma dopo il polverone, è riapparso il deserto. Nessun intervento decisivo, nessuna sicurezza per chi approderà in questa categoria invisibile. La precarietà, in Italia, non ha età. Me ne ha parlato mesi fa un esodato, uno dei tanti over-precari che non molla. Un’altra storia da (ri)leggere…

 

Inizialmente dovevano essere 65mila, ma recenti stime parlano di 350mila persone. Un censimento impreciso sulla popolazione degli esodati italiani, che si è tradotto in una disorganica attenzione al problema. Continua a leggere