Suicidi e tabù. Non solo al tempo della Covid-19

“Anziano trovato morto impiccato a Macerata” (Maggio 2021). “14enne si getta dal terrazzo” (Aprile 2021). “Tenta il suicidio gettandosi in acqua, salvata da un agente di Polizia fuori servizio” (Marzo 2021).

Titoli di giornale, notizie e cronache locali che dopo le prime ore facilmente ritornano nell’ombra. Avvenimenti di cui si parla poco, e spesso male. Come avvenuto nel caso recente di Seid Visin, il ragazzo di soli vent’anni di Nocera Inferiore morto suicida lo scorso 4 giugno. Un giovane uomo che si è tolto la vita, impiccandosi. Si è parlato di lui, di origine etiope, che a 7 anni è stato adottato dai suoi genitori. Si è accennato alla sua passione per il calcio, che lo vedeva una promessa dello sport professionista. Si è discusso della lettera, che scrisse nel 2019, dove raccontava le difficoltà, il disagio che negli ultimi anni provava a causa di atteggiamenti e pregiudizi per il colore della sua pelle. Uno sfogo, probabilmente, dolorosamente lucido.

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Il silenzioso cancro dell’anima

Un italiano su tre teme di incapparci. E a soffrirne, spesso in silenzio, sono 4,5 milioni di italiani, soprattutto donne. La paura di non essere capiti e una scarsa informazione hanno trasformato così la depressione in un tabù. Un circolo vizioso che ha contribuito alla diffusione e alla demonizzazione di una malattia, che secondo le stime dell’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, “entro il 2030 costituirà la malattia cronica più diffusa”.
Un’indagine realizzata da Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna, contenuta nel primo Libro bianco sulla depressione pubblicato lo scorso 22 giugno, ha tracciato una mappa di questa malattia poco conosciuta e riconosciuta. Su un campione di 1004 persone tra uomini e donne, la depressione è considerata la seconda malattia più temuta subito dopo i tumori, e precede la paura delle malattie neurodegenerative, del diabete e delle malattie cardiologiche. Continua a leggere