Minori stranieri non accompagnati, il risvolto più drammatico dell’emigrazione

Hanno, per lo più, tra i 15 e i 17 anni. Fuggono dal loro Paese, dalla povertà che li affama e da guerre che uccidono famiglie e futuro. Sono i minori stranieri non accompagnati, che in Italia arrivano con viaggi disperati e di speranza mescolati tra i migranti adulti. Un fenomeno all’interno di un fenomeno più grande, quello delle migrazioni, che coinvolge da sempre anche l’Italia. I numeri dell’ultimo Dossier Immigrazione parlano di una realtà che ha avuto il picco nel 2016, durante le primavere arabe, con oltre 25mila minori non accompagnati soccorsi in mare.

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Mafiosi per nascita

Ci si affilia alle mafie perché cooptati dai clan, che rovistano nelle pieghe dimenticate della società dove l’illegalità viene considerata l’unica risorsa. Ma si viene affiliati alla criminalità anche per nascita. E non perché a deciderlo sia il DNA, ma perché i nati in famiglie di mafie sono destinati ad un imprinting che condizionerà la loro esistenza. Sono figli di uomini o donne che vivono in carcere per una condanna e che vedono solo da dietro le sbarre, o di latitanti o, peggio, di morti ammazzati. Sono fratelli e sorelle di ragazze che si sposano con soggetti appartenenti ad altre famiglie mafiose con lo scopo di rendere più potente il sodalizio mafioso. Sono figli, in particolare, di donne che in quanto madri hanno il compito di trasmettere ai discendenti il modello mafioso, incitando questi ragazzi alla vendetta. Continua a leggere