Volontari Baobab Experience, Piazzale Maslax Roma

Baobab, l’accoglienza ‘resistente’ dei migranti

E’ stato ribattezzato piazzale Maslax, dedicando quel luogo al giovane somalo richiedente asilo di soli diciannove anni impiccatosi lo scorso marzo a Pomezia. E con la grinta dei volontari e attivisti del gruppo Baobab Experience quel luogo è diventato nelle ultime settimane il rifugio per circa 130 migranti in transito a Roma. Uno spazio dove si sono alternate associazioni che danno assistenza legale, medica e psicologica ai transitanti, e che li aiutano ad ottenere dalla Questura i documenti necessari per ripartire. Continua a leggere

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Migranti, malati (e morti) di solitudine

Di immigrazione si muore, e questa in parte è una realtà nota. Si parla spesso di chi muore di stenti durante un durissimo e lungo calvario attraverso le rotte del Mediterraneo. Si discute e si commemora chi muore annegato in mare, sempre durante quelle traversate, cadendo o spinto giù da barconi malandati e sovraccarichi di passeggeri ridotti a merce umana. Continua a leggere

Le politiche che appaltano fabbriche di clandestinità

9.359, è il numero dei migranti e richiedenti asilo che sono approdati in Italia dall’inizio dell’anno fino allo scorso 5 febbraio (dati Oim, Organizzazione mondiale per le migrazioni). Una cifra che supera i dati dello stesso periodo nel 2016 (6.030) e che naturalmente esclude le migliaia di uomini donne e bambini senza nome morti nel canale di Sicilia, e di cui le famiglie non sapranno più nulla. Continua a leggere

‘Missing’, i migranti senza traccia

Numeri al posto dei nomi. Questa è la sorte degli immigrati morti e non ancora riconosciuti a cui è stata data sepoltura in varie località italiane. Uomini, donne, bambini inghiottiti dall’invisibilità e da politiche europee ferme all’idea che i flussi migratori siano un’emergenza. Mentre i numeri fanno i conti con l’attualità e la storia di tutti i giorni.
Più di 6600 persone morte, tra il 2015 e la prima metà del 2016, nel tentativo di attraversare il Mediterraneo, senza contare i decessi non registrati. “La maggior parte di questi cadaveri sono sepolti senza identificazione, (…) e migliaia di famiglie dei Paesi d’origine dei migranti sono ignare della sorte dei loro cari”. Continua a leggere