Roma, manifestazione La Scossa dei terremotati

Voci dalle città di macerie, ‘La Scossa dei terremotati’

Striscioni, cartelli, cuori rossi con i nomi dei borghi distrutti dal terremoto. Gli abitanti del centro Italia ferito hanno portato così la loro scossa al cuore fino a Roma, fino a sotto il Parlamento. Senza neanche disturbare il già caotico centro storico romano, in migliaia si sono riuniti ieri mattina a piazza SS. Apostoli mettendosi in marcia tra i vicoli verso piazza Montecitorio.
Chi con felpe con stampati i nomi di alcuni dei 131 comuni e frazioni colpiti dal terremoto, chi con la fascia tricolore sul petto, in tanti hanno fatto sentire la loro voce. “Siamo tutti primi cittadini oggi” dice una delle partecipanti alla manifestazione ‘La Scossa dei terremotati’ organizzata da un Comitato Spontaneo di cittadini. Continua a leggere

#NonUnaDiMeno, Libere di dire No

Cartelli, striscioni ben arrotolati e qualche scatto, per fissare in un’immagine l’entusiasmo di essere insieme. E’ iniziato così per decine di donne, lo scorso 26 novembre al capolinea Rebibbia della Metro B di Roma, il pomeriggio di mobilitazione contro la violenza di genere e il femminicidio ‘Non Una Di Meno’, giunto in Italia come onda lunga del motto ‘Ni Una Menos’ dello scorso giugno proveniente dall’Argentina. Traducendo la protesta con i colori e le parole delle italiane. Continua a leggere

Il Capodanno del ‘Primo Marzo 2010’

Sono passati sei anni da quando è stata inaugurata la prima giornata dedicata agli immigrati. Il Primo Marzo del 2010 rappresentò un manifesto dello sciopero meticcio che voleva sconfiggere il razzismo ai danni degli immigrati, uomini e donne inseriti spesso nel tessuto sociale italiano come lavoratori nei campi da Nord a Sud o come badanti, capaci di sanare i buchi del Welfare italiano. Ma anche bambini e ragazzi, figli di immigrati, seconde generazioni di nuovi italiani a caccia di integrazione. Italia, Francia, Spagna e Grecia furono i Paesi coinvolti nell’iniziativa. Gli stessi che oggi sono alle prese con la principale emergenza europea: l’approdo sempre più consistente di immigrati in fuga da terre lacerate dalla guerra.

In questi anni molto è cambiato sia nel modo di guardare alla ‘questione migranti’, italiana ed europea, sia per la nuova dimensione che ha assunto questa realtà. Si è rivestita di dolore, per i morti e per la sorte di migliaia di persone lontane solo geograficamente da noi. Stiamo, che ci piaccia o meno, imparando a capire che l’immigrazione è una condizione storica che non possiamo gestire sempre e solo come un’emergenza.
Con enorme fatica si sta iniziando a guardare ai migranti non come invasori ma come vittime di un sistema che li vede ancora schiavi. Schiavi della guerra e della povertà, schiavi del bisogno di fuggire anche a costo della vita, schiavi della censura nel loro Paese e spesso anche nelle terre di approdo, nella ‘libera’ Europa. In questi anni gli immigrati, anche quelli inghiottiti dalla criminalità e dal mar Mediterraneo, sono diventati un pezzo della nostra storia, e noi della loro.
Vi propongo allora un articolo di qualche anno fa sulle manifestazioni organizzate per il Primo Marzo.
Una realtà da comprendere, tutt’ora, e da (ri)leggere … Continua a leggere