Roma, manifestazione La Scossa dei terremotati

Voci dalle città di macerie, ‘La Scossa dei terremotati’

Striscioni, cartelli, cuori rossi con i nomi dei borghi distrutti dal terremoto. Gli abitanti del centro Italia ferito hanno portato così la loro scossa al cuore fino a Roma, fino a sotto il Parlamento. Senza neanche disturbare il già caotico centro storico romano, in migliaia si sono riuniti ieri mattina a piazza SS. Apostoli mettendosi in marcia tra i vicoli verso piazza Montecitorio.
Chi con felpe con stampati i nomi di alcuni dei 131 comuni e frazioni colpiti dal terremoto, chi con la fascia tricolore sul petto, in tanti hanno fatto sentire la loro voce. “Siamo tutti primi cittadini oggi” dice una delle partecipanti alla manifestazione ‘La Scossa dei terremotati’ organizzata da un Comitato Spontaneo di cittadini. Continua a leggere

Lavoro, genere (anche) femminile

“L’eventuale disparità di stipendio tra uomo e donna non dipende dalle norme, ma dagli straordinari. Gli uomini li fanno, mentre le donne preferiscono stare a casa con i propri figli. Diciamo le cose come stanno.” Con queste parole, pronunciate ieri durante le indicazioni di voto su alcune proposte di legge per introdurre modifiche alle leggi regionali n.25/2009 e n.32/2008 sulle quote rosa, il capogruppo della Lega Nord in Regione Lombardia, Massimiliano Romeo, ha liquidato la condizione delle donne nella società e nel lavoro. Ma il suo “intervento politicamente scorretto”, come lo stesso Romeo lo ha poi definito, è di fatto anche culturalmente scorretto. E non fa i conti con la realtà delle donne in Italia. Continua a leggere

Gli sciacalli del terrorismo – La Lente in pillole

Tornano le ore del dolore inspiegabile, di una guerra che si avverte sta accadendo solo dopo ogni bollettino di morte, di una guerra che colpisce volutamente gli innocenti, inermi. La follia meditata che abbatte a colpi di pistola o kalashnikov la normalità, che sembra essere il vero obiettivo da eliminare e straziare ad ogni atto terroristico. Una guerra distante dai nostri canoni, con due blocchi che si contrappongono – Isis contro il mondo. A tratti una guerra civile, che cova le sue cellule malate in città lontane dai nascondigli nei deserti del Medio Oriente e che si insinua tra le pieghe fragili e spesso solitarie della società plagiando, reclutando e inneggiando alla morte come valore. Cellule “impazzite” che ancora non si è grado di scandagliare e prevenirne le mosse. Continua a leggere