Senza lavoro e senza stipendio al tempo del Coronavirus – #4 Focus emergenza

“Se potessi parlare al governo e dimostrargli davvero la mia disperazione, se potessi guardare in faccia i sindacati e spiegargli perché li riempiamo di domande, se potessi far vedere il mio portafogli al capo dell’azienda che mi ha sospesa e non mi ha nemmeno anticipato la cassa integrazione. Se potessi dire alle banche e all’Inps di darci delle risposte, perché brancoliamo nel buio. Se potessi uscire, se potessi manifestare la mia rabbia di essere senza lavoro e senza reddito. Se potessi essere positiva riguardo al futuro, se potessi non sentirmi bloccata, inerme in un’Italia a volte ingiusta e piena di burocrazia. Se potessi far sentire il dolore allo stomaco quando ci danno notizie che ci fanno stare male, se potessi far vedere al mondo come piange un’esclusa dell’internalizzazione e se potessero tutti mettersi al posto di 4000 lavoratori disperati come me, allora potrei dire che finalmente qualcuno ha capito come ci sentiamo.”

A parlare è la signora Liana Feliciotti, una dei 4mila dipendenti di società cooperative che appaltano le pulizie nelle scuole pubbliche, rimasti dallo scorso 1° marzo senza lavoro e senza stipendio. Continua a leggere