Percorsi di ‘ordinaria follia’

“Grazie per l’attenzione che ci date!”. Erano emozionati e commossi ad ogni intervista gli atleti delle ultime Paralimpiadi di Rio. Dodici giorni di sport, di competizione ma anche di comunicazione sulle condizioni della disabilità, sia con immagini che musica. “Il nostro simbolo è il calabrone – ha spiegato in quei giorni il presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Luca Pancalli – Come nella frase di Albert Einstein (“La struttura alare del calabrone, in relazione al suo peso, non è adatta al volo, ma lui non lo sa e vola lo stesso”, ndr), anche i nostri atleti superano i loro ostacoli fisici”.
Quella finestra mediatica, temporanea ma potente nelle sue immagini, ha dimostrato come le barriere architettoniche si possano superare bypassando le barriere mentali. Quelle di una presunta normalità, che di fronte alle differenze diventa silenzio e indifferenza. Continua a leggere

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Lettera dall’inferno della (in)giustizia

Ci sono vite invisibili di cui, bene che vada, ne parlano di tanto in tanto i mezzi d’informazione o le istituzioni. Parlo in questo caso dei testimoni di giustizia, di cui questo blog ha scelto da tempo di voler raccontare la realtà complicata. Ho ricevuto una lettera da uno degli 83 testimoni di giustizia italiani, che chiede di restare nell’anonimato, che vuole raccontare in prima persona la vita e le difficoltà di chi entra nel sistema di protezione. E dei ricatti che si subiscono. Vi invito a leggerla, per capire cosa si cela dietro questa figura dimenticata e trascurata dallo Stato e dall’opinione pubblica. Continua a leggere

I buoni, i brutti e i cattivi dell’antimafia

“Piaccia o non piaccia a noi servono i collaboratori di giustizia. Ai testimoni di giustizia noi dobbiamo molto per l’impegno civile, per il coraggio, per il rischio. Ma i testimoni di giustizia sono per legge dei soggetti che rendono una dichiarazione, dopo lo Stato gli può dare tutto ma loro devono sparire.” A dirlo nel corso del convegno ‘Il processo di mafia 30 anni dopo’ dello scorso 14 ottobre è Maurizio De Lucia, sostituto Procuratore nazionale Antimafia che ha mosso i primi passi nella Procura di Palermo poco prima delle stragi di Capaci e Via D’Amelio. Continua a leggere

‘Missing’, i migranti senza traccia

Numeri al posto dei nomi. Questa è la sorte degli immigrati morti e non ancora riconosciuti a cui è stata data sepoltura in varie località italiane. Uomini, donne, bambini inghiottiti dall’invisibilità e da politiche europee ferme all’idea che i flussi migratori siano un’emergenza. Mentre i numeri fanno i conti con l’attualità e la storia di tutti i giorni.
Più di 6600 persone morte, tra il 2015 e la prima metà del 2016, nel tentativo di attraversare il Mediterraneo, senza contare i decessi non registrati. “La maggior parte di questi cadaveri sono sepolti senza identificazione, (…) e migliaia di famiglie dei Paesi d’origine dei migranti sono ignare della sorte dei loro cari”. Continua a leggere

L’onestà di fatto ma non di diritto

Denunciare le mafie a volte non basta. Essere in pericolo di vita per averlo fatto, in certi casi non è sufficiente. Avere tutti i requisiti per essere un testimone di giustizia, ma aver fatto questa scelta di onestà e coraggio prima di una legge che prevede tutele (seppure contraddittorie) per questi uomini e donne, di fatto, ti riconsegna nelle mani della criminalità. E’ quello che è accaduto ad Augusto Di Meo che, dopo essere stato testimone oculare dell’omicidio di Don Peppe Diana, denunciò nel 1994 gli assassini del sacerdote di Casal di Principe. Continua a leggere

La bibbia laica di Ciampi

Carlo Azeglio Ciampi è stato definito da molti il ‘Presidente di tutti’. E’ stato sicuramente l’uomo di Stato capace di rispolverare alcuni valori, primo tra tutti il patriottismo. Un amore per la Patria che lui visse in prima persona, durante la seconda guerra mondiale, come strada che conduce alla liberazione dalle dittature. Un sentimento che lui ha trasmesso agli italiani durante il suo mandato di Presidente della Repubblica (1999 – 2006) con la convinzione di chi ha visto nascere la Repubblica italiana e con l’entusiamo, toscano, di chi conosce la fatica di lottare per le libertà e se ne fa portatore.
Dieci anni fa scrissi un articolo su quella che Ciampi definì, ormai al termine del suo mandato presidenziale, una “bibbia laica”: la Costituzione. All’epoca feci un rapido ‘vox populi’ ipotizzando un referendum costituzionale.
Un momento storico da (ri)leggere, magari alla luce dell’imminente, reale stavolta, referendum costituzionale del prossimo ottobre. Continua a leggere

Gennaro Ciliberto, testimone di giustizia

Lettere di legalità e coraggio – La Lente in pillole

Parole, cariche di determinazione, dall’inferno. Un inferno vissuto spesso con un “coraggio sporco di paura”, come una volta mi disse Don Giacomo Panizza. Parole cariche di incoraggiamento di chi ha scelto di denunciare la camorra, e lo rifarebbe. Parole cariche di gratitudine per chi conosce il valore della legalità e la sostiene, la incoraggia restando a fianco di chi contrasta le mafie. Continua a leggere

L’altra faccia del sistema di protezione

Trasferimento in “località protetta”, “mimetizzazione anagrafica” e la promessa di un’assistenza economica che “assicuri un tenore di vita uguale al precedente”. “Perché? Che ho fatto di male?”, chiese candidamente uno degli 83 testimoni di giustizia quando, in seguito alle sue testimonianze, gli fu proposto di entrare nel programma speciale di protezione. Una misura di tutela scritta inizialmente per i collaboratori di giustizia, i cosiddetti ‘pentiti’, e che il decreto 161/2004 ha cercato di estendere ai testimoni di giustizia. Nonostante questo decreto, “il sistema di protezione, giusto o sbagliato che fosse, è comunque inesorabilmente invecchiato” ha ammesso poi la Commissione Parlamentare Antimafia nella Relazione sul Sistema di Protezione dei Testimoni di giustizia del 21 ottobre 2014. Un sistema non solo invecchiato, ma spesso male applicato. Continua a leggere

Caporalato, tutto il nero della holding criminale

“Lo sfruttamento non c’è. Se c’è riguarda poche decine di lavoratori stranieri su un totale di 1.000/1.200 ed anche 1.500 occupati a stagione. Un numero irrisorio. E non ci sono neanche i caporali, e tantomeno i caporali collusi con la delinquenza locale”. Questo sostiene un imprenditore di Palazzo San Gervasio, in provincia di Potenza, che gestisce un’impresa locale di dimensioni medio piccole in cui la produzione di pomodoro rientra tra le ‘mission’ aziendali. Dichiarazioni contraddette dalla confessione di un ex caporale, Francis, le cui parole sono raccolte nell’ultimo Rapporto sul caporalato di Flai Cgil. Continua a leggere

Vita ad ostacoli di un testimone di giustizia

“Devo iniziare una battaglia con la burocrazia. Questo accade ai testimoni di giustizia, uomini e donne invisibili e senza più diritti”. A dirlo è Gennaro Ciliberto, testimone di giustizia che con le sue dichiarazioni coraggiose ha contribuito all’avvio di diverse inchieste contro la camorra che lucra sugli appalti. Gennaro, che come gli altri testimoni di giustizia ogni giorno fa i conti con il senso di abbandono e la mancanza di tutele da parte dello Stato, si è visto bloccare la vendita della sua macchina da Equitalia, per un ostacolo burocratico. Continua a leggere