Beni confiscati, un tesoro inestimabile di legalità da conquistare e difendere

In Calabria, a Lamezia Terme, c’è un palazzo confiscato al clan dei Torcasio dove adesso si fa attività di inclusione per persone emarginate. A Cassino, nei locali confiscati al centro della città alla criminalità organizzata, c’è da alcuni anni un ristorante che mette in tavola piatti realizzati con prodotti legali, raccolti nelle terre confiscate al boss Raffaele Cutolo. A Coazze, in provincia di Torino, lo scorso luglio è stato assegnato al Comune un appartamento confiscato alla camorra, e lì saranno ospitate persone in difficoltà e donne vittime di violenza.

Da Nord a Sud sono migliaia i beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Una mappa italiana del patrimonio delle mafie che, grazie all’intervento della legge Rognoni-La Torre nel 1982, può essere sottratto dallo Stato ai clan e restituito alla comunità attraverso il “riutilizzo sociale del bene”. Continua a leggere

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Civico Sociale

Il sapore della legalità – Viaggio tra i beni confiscati #1

C’è una strada a Cassino dove il seme della legalità ha fatto germogliare lavoro e prospettive sociali per un gruppo di giovani e ragazzi volenterosi. Lì, in via Aligerno a pochi passi dal centro e dall’Università di Cassino, due beni confiscati alla camorra sono rinati come trattoria della legalità ‘Civico Sociale’ e come sartoria sociale ‘Il Laboratorio del Rovescio’. Spazi che danno lavoro e futuro a chi parte svantaggiato e dove i frutti di aziende che operano su beni confiscati diventano le materie con cui si preparano i piatti principali, nella cucina della trattoria.

Che sapore ha la legalità? L’ho voluto provare un paio di settimane fa. Continua a leggere