Volontari Baobab Experience, Piazzale Maslax Roma

Baobab, l’accoglienza ‘resistente’ dei migranti

E’ stato ribattezzato piazzale Maslax, dedicando quel luogo al giovane somalo richiedente asilo di soli diciannove anni impiccatosi lo scorso marzo a Pomezia. E con la grinta dei volontari e attivisti del gruppo Baobab Experience quel luogo è diventato nelle ultime settimane il rifugio per circa 130 migranti in transito a Roma. Uno spazio dove si sono alternate associazioni che danno assistenza legale, medica e psicologica ai transitanti, e che li aiutano ad ottenere dalla Questura i documenti necessari per ripartire. Continua a leggere

Il Capodanno del ‘Primo Marzo 2010’

Sono passati sei anni da quando è stata inaugurata la prima giornata dedicata agli immigrati. Il Primo Marzo del 2010 rappresentò un manifesto dello sciopero meticcio che voleva sconfiggere il razzismo ai danni degli immigrati, uomini e donne inseriti spesso nel tessuto sociale italiano come lavoratori nei campi da Nord a Sud o come badanti, capaci di sanare i buchi del Welfare italiano. Ma anche bambini e ragazzi, figli di immigrati, seconde generazioni di nuovi italiani a caccia di integrazione. Italia, Francia, Spagna e Grecia furono i Paesi coinvolti nell’iniziativa. Gli stessi che oggi sono alle prese con la principale emergenza europea: l’approdo sempre più consistente di immigrati in fuga da terre lacerate dalla guerra.

In questi anni molto è cambiato sia nel modo di guardare alla ‘questione migranti’, italiana ed europea, sia per la nuova dimensione che ha assunto questa realtà. Si è rivestita di dolore, per i morti e per la sorte di migliaia di persone lontane solo geograficamente da noi. Stiamo, che ci piaccia o meno, imparando a capire che l’immigrazione è una condizione storica che non possiamo gestire sempre e solo come un’emergenza.
Con enorme fatica si sta iniziando a guardare ai migranti non come invasori ma come vittime di un sistema che li vede ancora schiavi. Schiavi della guerra e della povertà, schiavi del bisogno di fuggire anche a costo della vita, schiavi della censura nel loro Paese e spesso anche nelle terre di approdo, nella ‘libera’ Europa. In questi anni gli immigrati, anche quelli inghiottiti dalla criminalità e dal mar Mediterraneo, sono diventati un pezzo della nostra storia, e noi della loro.
Vi propongo allora un articolo di qualche anno fa sulle manifestazioni organizzate per il Primo Marzo.
Una realtà da comprendere, tutt’ora, e da (ri)leggere … Continua a leggere