La voce sociale del teatro nella pièce “Lo spettacolo delle_”

“La vita ci grida contro, addosso”, recita la voce fuori campo dalla regia. Ed è il teatro a farsi carico di questo urlo inascoltato. Quello della violenza, della prepotenza, quello delle guerre nelle relazioni umane. La guerra decisa da chi ha un’arma in mano puntata contro chi viene umiliato e spogliato, anche della dignità umana. Magari perché immigrato da un angolo sconosciuto del mondo, o semplicemente perché fragile e diverso. Il bene e il male, vittima e carnefice, l’umanità divisa in due finisce per essere portata in scena da due attori, che nel testo teatrale cercano di allestire uno spettacolo.

Parte da queste premesse, dal palco di un accogliente Teatro Trastevere nel cuore di Roma, la pièce “Lo spettacolo delle _”, in scena fino al 19 aprile, scritta e diretta dalla regista e attrice messinese Marica Roberto. Un teatro sociale che porta la sua firma, come in altre preziose pagine da “Renaceré_Rinascerò” a “La Fata Morgana, fantasia su un mito”, con un testo che anche stavolta risuona di umanità perchè sceglie di soffermarsi sulle zone in ombra della realtà.

In qualità di regista Marica Roberto guida i due bravi attori in scena, Jonathan Lazzini e Marco Mavaracchio, che con trascinante intensità si fanno interpreti dei vari dolori umani. I loro corpi si scolpiscono sotto i colpi di dialoghi anche feroci, si fanno bambini, emarginati perché stranieri, piuttosto che corpi feriti vittime di relazioni tossiche.

Lo spettacolo, ancora a sipario chiuso, vede i due protagonisti, “due figure tragicomiche”, alle prese con un televisore dal monitor imbrattato di rosso sangue. Da quell’immaginario tubo catodico arrivano frammenti di vita reale, fatti di lacrime e solitudini, violenza e guerre. Vicende umane di cui, ormai a sipario aperto, gli attori, in azione su un palco scarno, si fanno carico.

“In scena solo un appendiabiti, come chi si veste e si sveste continuamente di panni diversi, o sempre uguali, in un loop drammatico”, spiega la regista Marica Roberto.  A dettare le emozioni nello spettatore sono le parole, recuperate dalla realtà tutta umana che discute di guerre, di immigrazione, di sesso e violenze, e i ritmi serrati dei dialoghi in scena. Prima uno, poi l’altro, saranno vittime della violenza di linguaggio, della violenza della prepotenza, della violenza di un’arma, una pistola, capace da sola di capovolgere ruoli ed equilibri.

Una narrazione senza tempo, che fa stare scomodo il pubblico accomodato sulle poltroncine di velluto del teatro. Fiato sospeso, qualche amara risata, e brividi a riattivare la sensibilità del pubblico su tematiche a cui la quotidiana narrazione può dare assuefazione.

Un testo teatrale potente che nel 2019 ha ricevuto la Menzione d’Onore al Concorso per autori teatrali “Il Teatro in cerca d’Autore” promosso Ponte di Carta, con la seguente motivazione: “Il ritmo e l’intensità narrativa sono il punto forte di questo testo che strizza l’occhio in più punti al Godot di beckettiana memoria (…) Il testo scorre veloce in un saliscendi di situazioni paradossali che però non sfociano nell’assurdo, ma offrono al pubblico un significato ben più concreto e reale”.

"Lo spettacolo delle _", Teatro Trastevere
“Lo spettacolo delle _”, sul palco del Teatro Trastevere

E anche lo spettatore prende, infondo, parte al tempo sospeso dello spettacolo, alla continua inversione dei ruoli che ci ricorda che siamo tutti umani. E il titolo dell’opera scelto da Marica Roberto lo evoca fino al culmine finale di pietà umana dello spettacolo, lasciando aperte tante possibili conclusioni. Un messaggio di speranza che la regista nella sua opera, consegna al pubblico al termine di questo spettacolo, che racconta la Vita e l’umanità fatta di contrastanti emozioni. Un po’ come il teatro, che “porta addosso il carico del mondo” come spiega la stessa regista.

[Nota a margine: Ritornare ad assistere ad uno spettacolo teatrale è emozionante, pensando ai tanti mesi che hanno visto chiusi i cancelli dei teatri, e con essi le luci spente, il sipario fermo, le assi del palco silenziose. Gli attori bloccati, senza voce e senza “casa”. Ritornare dopo oltre due anni, e farlo con questo spettacolo, mi ha reso entusiasta e grata. E dopo un’ora intensa di emozioni, che attraversavano platea e palco, all’uscita dal teatro ho sentito, e poco dopo ho visto passare sul marciapiede davanti al teatro, un gruppo di ragazzini allegri intento a cantare questo motivetto: “Auguri di Buona Pasqua, e felice Rinascita”. Una casualità, che vale la pena cogliere. Come le suggestioni che offre sempre il teatro, e ieri sera in particolare quest’opera. E allora, invito tutti a tornare più di prima a teatro, per salvarlo. E per salvarci, soprattutto. E intanto vi auguro Buona Pasqua, e Buona Rinascita.]

19 Pensieri su &Idquo;La voce sociale del teatro nella pièce “Lo spettacolo delle_”

  1. è un peccato non abitare a Roma o nelle sue vicinanze perché, creso, lo spettacolo teatrale merita di essere visto.
    Gli ingredienti ci sono tutti: temi, sviluppi e bravura di tutti.
    Pasqua e Pasquetta se ne sono andati ma gli auguri te li faccio lo stesso.
    Un sorriso

  2. Mi spuace Tanto di essere arrivata in ritardo ma i miei auguri te li faccio ugualmente Pasqua nel suo senso di rinascita e di Pace.
    Conosco ovviamente il teatro Trastevere, ma devo confessarti che ancora non sono andata a teatro né al cinema.

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