PsicoPoetica, è nato il mio libro

Poesie, con indole da giornalista.
Sì è possibile, lo dimostro in questo libro un pò insolito.
Sono stata una caregiver, e qui racconto anche le emozioni di quella condizione. Perchè aiutando e sostenendo chi aiuta un familiare malato o disabile, si creano condizioni di vita migliori anche, e soprattutto, per chi ha bisogno di assistenza.

Grazie a chi vorrà leggere queste pagine, e vi aspetto con le vostre sensazioni e pareri!

Parole & Appunti

“Scrivi, continua a scrivere. Magari un libro”, mi ripeteva mia madre ultimamente. Ed io ho mantenuto una promessa.

Dopo tante incertezze, e forse insicurezze, ora sono felice di presentarvi questo mio libro. Un progetto editoriale un po’ insolito, dove ci sono poesie e storie di ripartenza da sé stessi, che attraverso questo blog ho capito sempre più che possono essere non solo condivise, ma condivisibili. La poesia, fatta di luci e ferite, ricorda a noi stessi che siamo umani, e nella lettura collettiva che siamo simili, nella nostra umanità.


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9 Pensieri su &Idquo;PsicoPoetica, è nato il mio libro

  1. Ti ho dedicato una recensione che riassumo come segue.
    Se fossi stato un letterato famoso mi sarebbe piaciuto scrivere una prefazione. Ma non lo sono e mi rammarico di non poter supportare adeguatamente una persona di talento.
    Sono un semplice lettore, conscio dei propri limiti, e ritego che la bellezza letteraria sia una caratteristica soggettiva. Pertanto il mio parere, per quanto non autorevole, abbia una sua vallidità propria.
    Immagino di seguire il percorso di un lettore qualsiasi, che curiosando tra gli scaffali di una libreria, si imbatte in PsicoPoetica, lo prende in mano, legge il nome dell’ autrice … una perfetta sconosciuta. Il titolo è strano, un po’ ermetico, lo gira e legge la quarta di copertina. Le parole come terapia … se potessi suggerire qualcosa a questa persona gi direi che, in fondo, basterebbe questa semplice frase per convincerlo a comprarlo. Sono convinto che anche Massio Recalcati, illustre psicoanalista e scrittore, sarebbe d’accordo, dato che nella sua opera A libro aperto esprime grosso modo gli stessi concetti.
    Se potessi lo esorterei a proseguire nella lettura di questo libro, suggerendo di provare a liberarsi dei ricordi di scuola, del dovere di studiare, delle paure delle verifiche e delle interrogazioni. Potrei paragonare la Poesia ad un libro di fotografie, in cui è bello soffermarsi nella contemplazione dei dettagli.
    Passare dalla redazione di articoli di cronaca alla poesia non è un passaggio scontato e l’autrice ha compiuto un lungo processo di trasformazione interiore. Alcune poesie credo sono testimonianze di questa metamorfosi, con l’abbandono dell’espressioni in prosa e la ricerca del verso poetico, l’essenza delle emozioni e del significato.
    Sembra di capire che l’elaborazione del lutto per la perdita della madre sia stato un avvenimento determinante e sarebbe stata opportuna una dedica esplicita.
    La sua teoria riguardo alla capacità terapeutica dell’attività di scrivere, sarebbe da apprendere ed imitare. Rimedio semplice alla sofferenza e antidoto contro la solitudine e la depressione. Nonostante tratti argomenti ostici, l’autrice riesce a trasmettere serenità, a coinvolgere il lettore nella condivisione delle emozioni, a confrontarsi su esperienze dolorose che, purtroppo, tutti dobbiamo affrontare.
    In ogni caso va ammirato il coraggio e la determinazione della scrittrice nell’affrontare tutte le difficoltà inerenti alla pubblicazione. A lei l’augurio che l’attività di promozione dell’opera abbia successo.

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