Campagna vaccinale

Disabilità e genitori caregivers. Il vaccino, o a mamma o a papà

7.708.889 vaccini somministrati in tutta Italia, di cui 2.443.394 hanno ricevuto già la seconda dose. Una campagna vaccinale anti-Covid19 che è andata estendendosi alle persone più a rischio, riscoprendo di recente anche la categoria dei caregivers inseriti tra coloro a cui spetta con urgenza il vaccino, a tutela dei familiari con disabilità gravi o gravissime che non possono vaccinarsi.

Un passo avanti, a cui è seguita una marcia indietro.

Alcune settimane fa vi ho raccontato la storia di Stella, mamma di una bambina con una malattia rara e disabile gravissima, che aveva scritto una lettera al Ministro della Salute, Roberto Speranza, chiedendo di includere i genitori e familiari caregivers tra le persone da vaccinare con più urgenza. Poi una bella notizia: Stella e suo marito sono stati vaccinati. Un importante traguardo in una Regione, il Lazio, che per gestione e quantità di vaccini fatti sta diventando da esempio per altre Regioni. Tutto prosegue fino al documento, pubblicato in queste ore dalla Regione Lazio, su “Aggiornamento indicazioni somministrazione vaccinazione all’accompagnatore/caregiver principale dei soggetti con codice esenzione C02, C05”, in cui si precisa che “per tali assistiti è prevista la vaccinazione al solo accompagnatore /caregiver principale di età non inferiore ai 18 anni”. Un solo familiare, genitore, quindi.

Resta così il rischio di contagio dei familiari conviventi, genitori caregivers che, tra l’altro, “si occupano dell’assistenza del proprio caro h24, i quali hanno il sacrosanto diritto di alternarsi nella cura (gravosa e debilitante) del proprio caro” come puntualizza in un comunicato la FIRST – Federazione Italiana Rete Sostegno e Tutela diritti delle persone con disabilità.

Le famiglie di caregivers non si spiegano il motivo di questa rivalutazione che segue ad una nota regionale precedente in cui si stabiliva che, in caso di bambini disabili di età inferiore ai 16 anni, la vaccinazione andava estesa “ai genitori, caregivers e conviventi”.

A fronte di tanti vaccini già fatti e di una gestione considerata virtuosa, anche nella Regione Lazio sono tanti i casi di vaccini inutilizzati, e quindi andati sprecati. E cresce ovunque la lista delle persone “in panchina”. Intanto, i caregivers continuano ad essere una categoria poco riconosciuta sui rischi che un’eventuale contagio potrebbe causare.

La preoccupazione della Federazione FIRST è anche che questa decisione possa estendersi alle altre Regioni.

Di seguito potete leggere il comunicato completo della Federazione, dove si chiede di rivalutare queste decisioni. Per la salute di bambini disabili e fragili, che hanno come unico vaccino la presenza e assistenza di entrambi i genitori.

“Ribadiamo inoltre la necessità di vaccinare anche gli assistenti domiciliari che svolgono il proprio lavoro a stretto contatto con questi bambini non autosufficienti.”

 

“Il Coordinamento FIRST Regione Lazio, apprende con stupore e grande preoccupazione le nuove disposizioni della Regione Lazio relative alla vaccinazione dei caregivers delle persone con disabilità.

Nella Nota prot.U.00229387  “Vaccinazione anti-SARS-CoV2/COVID 19. Aggiornamento indicazioni somministrazione vaccinazione all’accompagnatore/caregiver principale dei soggetti con codice esenzione C02, C05” si precisa infatti che: “per tali assistiti è prevista la vaccinazione al solo accompagnatore /caregiver principale di età non inferiore ai 18 anni”.

Nel documento Nazionale approvato l’11 marzo 2021  “Raccomandazioni ad interim sui gruppi target della vaccinazione anti SARS-CoV-2/Covid 19” si legge: “Nel caso di minori che rientrano nella definizione di estremamente vulnerabilie che non possono essere vaccinati per mancanza di vaccini indicati per la loro fascia di età, vaccinare i relativi genitori/tutori/affidatari”

Nella Nota prot. 162075 (immediatamente successiva alle raccomandazioni) “Ulteriori indicazioni ad interim per la vaccinazione anti SARS-CoV-2: disabili gravissimi ai sensi del Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali del 26 settembre 2016” la Regione Lazio ribadisce che: “Per le persone di età inferiore a 16 anni è prevista la vaccinazione dei genitori, caregivers e conviventi.”

Purtroppo ancora una volta dobbiamo sottolineare che la disabilità infantile, categoria prioritaria che va tutelata dal rischio infezione vaccinando i caregivers/familiari e assistenti che convivono con queste persone a stretto contatto, non è presa in superiore e preminente considerazione.

Sottolineiamo la gravità di quanto stabilito nella Nota aggiornata in cui si stabilisce la vaccinazione del solo accompagnatore/caregivers principale. Fermo restando che il “caregivers principale” non esiste ma che invece esistono i familiari caregivers, ovvero coloro che si occupano dell’assistenza del proprio caro h24, i quali hanno il sacrosanto diritto di alternarsi nella cura (gravosa e debilitante) del proprio caro, riteniamo senza fondamento alcuno la vaccinazione di uno soltanto dei caregivers.

Ribadiamo inoltre la necessità di vaccinare anche gli assistenti domiciliari che svolgono il proprio lavoro a stretto contatto con questi bambini non autosufficienti.

Si vuole sottolineare inoltre come per un minore con disabilità, eventi traumatici come l’infezione da COVID19, oltre alla difficoltà dello stesso di comunicare sintomi, bisogni, malesseri, oltre all’impossibilità di essere allontanato dai propri cari, comprometterebbe ulteriormente il quadro diagnostico andando incontro a danni “irreversibili”.

Si ribadisce ancora una volta l’importanza della vaccinazione anti-SARS-CoV2/COVID 19 per entrambi i caregivers i quali, se contagiati, costituirebbero un serio rischio per il familiare minore con disabilità e se bisognosi di ricovero non sarebbero più in grado di fornire le cure vitali al proprio figlio non autosufficiente, cure che soltanto loro possono offrirgli h24.

La FIRST chiede quindi che vengano immediatamente rivalutate le indicazioni per la Vaccinazione anti-SARS-CoV2/COVID 19, garantendo la somministrazione del vaccino ad entrambi i familiari caregivers, agli altri familiari conviventi ed  anche agli assistenti domiciliari del minore con disabilità.”

Vaccino anti-Covid persone con disabilità (Foto: Anffas)

Vaccino anti-Covid persone con disabilità (Foto: Anffas)

14 Pensieri su &Idquo;Disabilità e genitori caregivers. Il vaccino, o a mamma o a papà

  1. Data l’iniziale carena dei vaccini potevano esserci delle giustificazioni, ma con il passare del tempo mi sembra che le carenze organizative evideniano sempre di più lacune e ritardi intollerabili. Le disposiioni in se sono assurde e dilatano i tempi ulteriormente e sulla gestione dei vaccini non vengono rieriti i sistemi di controllo adottati. Grazie per la tempestività degli aggiornamenti e la consueta qualità dell’informazione. Un caro saluto.

    • Le lacune ancora ci sono nella gestione della campagna Vaccinale. Preoccupa ancora di più la retromarcia, che rischia di ingolfare la copertura per le categorie più fragili.
      Grazie delle considerazioni, Daniele.
      Un caro saluto anche a te. E a rileggerci!

  2. Il sistema non funziona per il motivo che più sulla qualità, leggi categorie a rischio. professioni o altro, si tende a quantificare i numeri senza seguire un filo logico. Le ASL fanno quello che i politici comandano e chinano il capo.
    Hai fatto bene a sottolineare queste incongruenze e pericolose retromarce.

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