La Capitale da bonificare. L’ex fabbrica di penicillina Leo [VIDEO]

Via Tiburtina, civico 1041. Risulta registrata ancora qui la sede dell’ex fabbrica di penicillina LEO di Roma. Un edificio ormai fatiscente che occupa un’area di oltre 4 ettari nella periferia est della Capitale. Uno degli scheletri in cemento che si incontrano nella zona, nota come Tiburtina Valley.

Ieri e oggi

Da colosso farmaceutico, che alla fine degli anni ’40 portò a Roma e in Italia posti di lavoro e la produzione della preziosa penicillina, a stabile in disuso e posto sotto sequestro perchè inagibile e fonte di inquinamento.
Un edificio che negli ultimi vent’anni di abbandono è andato deteriorandosi. Un degrado a cui si sono aggiunti i rischi per la salute pubblica. Dell’ex complesso industriale, infatti, rimangono all’interno parti in amianto e rifiuti di fabbrica, tra cui reagenti chimici e residui di produzione.

Nonostante vari sopralluoghi e due perizie, manca ancora la bonifica di questa fabbrica di veleni.

 

[Il reportage video completo e le interviste ai cittadini del Comitato Nuova Penicillina, sul canale Youtube del blog]

12 Pensieri su &Idquo;La Capitale da bonificare. L’ex fabbrica di penicillina Leo [VIDEO]

  1. Ma ci vuole tanto a farne un posto di gioco per bimbi. Ora non conosco la geografia del luogo né tanto meno se è collegato con mezzi di trasporto o se vicino ci sono abitazioni, ma fare un quartiere di locali, un posto per aggregarsi, in previsione di tempi migliori, risulta così difficile?
    A Milano ogni angolo viene recuperato e diventa di tendenza, caspita non lo può fare una città come Roma? Ma dai questi politici si siedono sulle poltrone e l’unica cosa che riescono a fare è rimanerci incollati senza risolvere niente!!

    • Lo stabile che vedi è nella periferia di Roma, circondato da diversi quartieri per lo più popolari. E a Roma quartiere popolare significa assenza di servizi, per non parlare del problema del diritto alla casa che crea enormi difficoltà a tante famiglie.
      La zona di per sé non è isolata, dato che ha proprio davanti la fermata di vari autobus, e quasi tutti portano al capolinea metro di Rebibbia distante meno di un chilometro.
      Purtroppo Roma è piena di spazi dimenticati, e a volte anche pericolosi. Guardare a Milano sarebbe un buono spunto, su tante cose.
      Grazie del contributo di riflessioni. A rileggerci!

      • Peccato, perché sviluppare una città mettendo a nuovo spazi già utilizzati o in disuso, ovviamente con delle costruzioni che guardano al futuro, la renderebbero oltre appetibile dal punto di vista imprenditoriale, ma creerebbero anche tanti posti di lavoro.
        Guarda pensare quartieri come Citylife, il quartiere Isola di Milano ( che erano nel nulla) dei posti di tendenza e meravigliosi! Ti assicuro che rivalutando così una città come Milano, questa ha iniziato a brillare accanto a tante altre città europee senza sentirsi la Cenerentola della situazione. Siamo troppo miopi. Peccato perché Roma è ROMA!

      • Sono d’accordo con te, è un peccato. E qui si aggiunge anche la questione salute pubblica che dovrebbe accelerare gli impegni e i tempi di azione. Invece nulla. Troppi i luoghi insalubri e degradati, incastrati tra procedimenti che vincolano quegli immobili e una gestione comunale che si disinteressa delle richieste dei cittadini. Anche questo è Roma, la Capitale. Purtroppo.

      • Lo stesso problema di tutte le grandi città… ovviamente nella capitale si amplifica… qui a Torino partiamo bene tante volte e poi ci perdiamo per strada… a Milano ultimamente hanno fatto belle cose. Ne ho parlato in un post. Devo tornare a Roma il per continuare ad esplorarla

      • Queste realtà purtroppo sono tipiche di tante grandi città. Come racconti per Torino. Roma, rispetto ad altre, è anche mastodontica. E le periferie restano spesso schiacciate, tra i vari organi istituzionali che dovrebbero intervenire.

      • Milano sta facendo un bel lavoro, dovrebbe prendere spunto tutte le città importanti di Italia!! Poi Roma caspita con la sua storia, con tutto il suo patrimonio non può ridursi così

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