Famiglie e lavoratori usurati – Le fragilità in emergenza

“ ‘Hai bisogno di denaro? Quanto hai bisogno?’ Si presentano così di solito gli usurai, e dopo un’ora, forse meno, la persona ha i soldi. E ha risolto, sembra, momentaneamente, il problema. Il problema invece è che il conto lo pagheranno dopo, lo pagheranno nel tempo”. Questo è il racconto comune a molte vittime di usura che Ignazio Barbuscia, presidente dell’Associazione Baccarato – Fondo per la Solidarietà e l’Antiusura Onlus di Roma, riassume parlando di un reato che l’emergenza sanitaria per Covid- 19 ha alimentato. L’unico fenomeno criminale che durante la pandemia e la quarantena non ha subito rallentamenti, e sul quale l’unica stima in numeri la offrono proprio le associazioni a cui si rivolge sia chi vive una condizione di sovraindebitamento sia chi è già finito nella rete degli usurai.
“Rispetto all’anno scorso, in questi ultimi tre mesi il lavoro della nostra associazione è aumentato del 50%. Facciamo in media, all’anno, 110 o 120 ascolti di persone, e attualmente a causa del Coronavirus già superiamo le 160 persone accolte – riferisce il dottor Barbuscia – I bisogni sono aumentati parecchio, e non tutti possono accedere agli aiuti previsti dallo Stato o dalla Regione. C’erano delle difficoltà per molte persone già prima del Covid, e altre si sono aggiunte a causa della pandemia. Noi seguiamo le famiglie, che sono toccate particolarmente da questa condizione, ma anche i commercianti, gli artigiani, i lavoratori autonomi e le piccole imprese. Tutti si sono trovati e si trovano in grosse difficoltà”.

Indebitamento (Foto: CNN)

Indebitamento (Foto: CNN)

Le famiglie, in questa fase transitoria del post pandemia, sono quelle che più fanno i conti con il rischio di sovraindebitarsi. Dietro le attività commerciali e professionali a rischio chiusura c’è un nucleo familiare, che convive con le conseguenze di quella precarietà. Famiglie, esposte spesso anche all’aggravarsi di fenomeni come il gioco d’azzardo, collaterali al post quarantena e alle fragilità da emergenza sanitaria, famiglie che in questa fase rischiano di finire nelle mani degli strozzini.
Un’eventualità che ha spinto numerose fondazioni e associazioni, tra cui la Caritas Ambrosiana, a chiedere alle Commissioni Giustizia, al Parlamento e al Governo una modifica urgente della legge 3/2012, inserendo le norme sul sovraindebitamento già approvate nel recente Codice della crisi d’impresa e d’insolvenza, che avrebbe dovuto modificare proprio la legge del 2012. Un codice della crisi che doveva entrare in vigore il prossimo 15 agosto, data poi rinviata di oltre un anno, fino al primo settembre 2021. “Nell’ambito della pesante crisi socio-economica, effetto della pandemia, stiamo assistendo ad un aumento del tasso di disoccupazione generale, a un repentino deterioramento delle condizioni reddituali dei privati e alla conseguente (e già rilevata a livello di prime stime) crescita dei c.d. crediti problematici – si legge nella premessa del comunicato di Caritas Ambrosiana – Le nuove disposizioni in materia di sovraindebitamento dei consumatori e delle famiglie (o, per meglio dire, dei debitori non fallibili), contenute nel Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCI) avrebbero potuto offrire strumenti adeguati di contenimento del fenomeno, comportando un netto miglioramento degli strumenti giuridici oggi utilizzabili e il superamento di numerose questioni al momento di dubbia interpretazione da parte dei giudici”.

Rallentamenti e slittamenti che pesano su chi non è più riuscito a sollevare la saracinesca e riavviare l’attività. E che hanno difficoltà ad accedere al credito delle banche. “In questo periodo abbiamo operato in due direzioni, sia dando una mano per l’accesso ai fondi della Regione Lazio che ha destinato una parte a fondo perduto a queste categorie, e siamo riusciti ad aiutare 54 tra piccoli imprenditori e commercianti. Poi con l’attività classica di ascolto delle persone, che vengono da noi e ci raccontano le loro situazioni debitorie, e con le quali facciamo un piano per uscire da situazioni di indebitamento e dalle difficoltà dovute alle conseguenze di essere come si dice ‘cattivi pagatori’ – spiega Ignazio Barbuscia – Noi siamo nati proprio per la prevenzione contro l’usura e il sovraindebitamento, ma arrivano da noi anche persone che sono state sotto usura. Se hanno già denunciato, noi le aiutiamo in questa fase dandogli una mano, perché dopo la denuncia le persone si sentono ancora più sole. Se invece non hanno denunciato, noi le portiamo alla denuncia. Altrimenti non escono da quell’inferno”.

“Chi fa ricorso all’usura vede lì per lì come persona ‘amica’ chi nel momento di difficoltà lo ha aiutato. E non si rende conto che quello che considera ‘amico’ lo porterà quasi sempre alla morte economica”

Una decisione, quella di denunciare, fondamentale per non finire nella rete di silenzio e minacce che gli usurai dopo il primo mancato pagamento degli interessi rivolgono alle vittime. Usura che arriva puntuale, spesso come seconda minaccia dopo un’estorsione. “Ad esempio, un commerciante che abbiamo aiutato è stato contattato da una persona che lui fornisce, e recatosi all’appuntamento gli hanno fatto trovare l’usuraio, come dire ‘se tu ritiri la denuncia, noi siamo pronti e disponibili ad aiutarti’. Ma se si finisce sotto usura si è un po’ finiti – ribadisce con fermezza, il presidente Barbuscia – Se devo pagare al 31 del mese e non ci sono riuscito l’usuraio applica le penali, e sono proprio queste penali che dopo fanno aumentare notevolmente il tasso di usura. Soldi presi al 10% mensile facilmente arrivano al 20% mensile, perché si sommano queste penali. Abbiamo trovato persone con un tasso d’interesse usuraio che superava il 750%”. E aggiunge: “Chi fa ricorso all’usura vede lì per lì come persona ‘amica’ chi nel momento di difficoltà lo ha aiutato. E non si rende conto che quello che considera ‘amico’ lo porterà quasi sempre alla morte economica. Penso che l’usurato debba fare i conti con il fatto che queste minacce continueranno, spesso sia alla vittima che alla famiglia e alla sua attività”.
Si tratta infatti di “reati sentinella”, che indicano la presenza sul territorio della criminalità organizzata. Come nel caso della città di Roma, passando dal litorale fino ai Castelli, dove il fenomeno è in aumento. Tra i clan a capo dell’attività la famiglia Casamonica, che ha superato i guadagni di altri cosiddetti “cravattari”.  Lo scorso mese di giugno proprio i Casamonica sono stati al centro di un’operazione della Polizia di Stato, che ha eseguito numerosi arresti e sequestrato 20 milioni di euro al clan del quartiere la Romanina.

All’usura, soprattutto nei mesi della pandemia e del post emergenza sanitaria, si è sostituito poi un ulteriore fenomeno: l’acquisto delle attività commerciali, di solito a cifre irrisorie. Una pratica che, in un momento di mancanza di liquidità e quindi di impossibilità a pagare le rate di usura, diventa la più praticabile per tanti piccoli imprenditori e commercianti. Ma anche la più conveniente per le mafie che, accaparrandosi facilmente le attività commerciali, possono riciclare denaro e ripulire i proventi di attività criminali.

“Non entrate mai sotto usura perché è l’inizio della fine per la vostra attività, per i vostri beni, per la famiglia. Se avete fatto il passo uscitene subito fuori, e denunciate. Rivolgetevi alle forze dell’ordine di Polizia, Carabinieri, o alle Prefetture”

Tra settori in ripresa e altri ancora bloccati, o fermi al lockdown, cosa ci si deve aspettare nei prossimi mesi?
“Per adesso la situazione non è positiva, c’è però una piccola ripresa. Agosto passerà tra ferie e altro, vedremo tra settembre e ottobre cosa accadrà. Tutto dipende dalla situazione dei contagi. Se non dovesse esserci una ripresa notevole del contagio e quindi un ulteriore lockdown, io sono ottimista perché in primavera dovrebbero, speriamo, essere operativi i fondi dell’Unione Europea per il rilancio delle infrastrutture messi a disposizione dell’Italia. E questo dovrebbe dare una forte iniezione di fiducia a tanti, a tutti”, commenta con convinzione Ignazio Barbuscia.

Resta, in ogni caso, l’importanza della denuncia per chi sta vivendo l’impoverimento da sovraindebitamento o il cappio dell’usura. Con la certezza di non essere lasciato solo. Lo ribadisce il presidente Barbuscia dell’Associazione Baccarato onlus, con un messaggio chiaro e fermo: “Non entrate mai sotto usura perché è l’inizio della fine per la vostra attività, per i vostri beni, per la famiglia. Se avete fatto il passo uscitene subito fuori, e denunciate. Rivolgetevi alle forze dell’ordine di Polizia, Carabinieri, o alle Prefetture. Andate a vedere i siti delle varie associazioni che ci sono sul territorio. Le persone non saranno lasciate sole, in un modo o nell’altro le persone saranno seguite. E aiutate a trovare una soluzione”.

 

— Ai link che seguono è possibile visualizzare, e scaricare, l’elenco dei referenti delle associazioni antiracket e delle fondazioni antiusura riconosciute dal ministero che si trovano nei principali Comuni italiani. E i recapiti per contattarli. —

Associazioni antiracket: https://www.interno.gov.it/sites/default/files/allegati/associazioni_aggiornato_maggio2020.pdf

Fondazioni antiusura: https://www.interno.gov.it/sites/default/files/allegati/fondazioni_antiracket_maggio2020.pdf

Lotta a racket e usura (Foto: web)

Lotta a racket e usura (Foto: web)

10 Pensieri su &Idquo;Famiglie e lavoratori usurati – Le fragilità in emergenza

  1. Come sempre ti dimostri “sul pezzo”, con un’espressione del gergo giornalistico. Sono drammi più che mai d’attualità, perché la crisi di liquidità non ha ancora raggiunto il suo apice e dubito sugli aiuti finanziari da parte dello Stato. Questo autunno ritengo passeremo un periodo cruciale a causa del rischio elevato di ulteriori blocchi e chiusure di attività. Non sono ottimista ma pronto a dare il mio contributo. Grazie per le informazioni e i contatti preziosi.

    • Grazie delle parole e delle riflessioni, Daniele. Diciamo che ottimisti o meno, conta che l’emergenza sanitaria non si riproponga. È quello l’ago della bilancia, ed è un’incognita ancora.
      A rileggerci!

  2. Pingback: Famiglie e lavoratori usurati – Le fragilità in emergenza — LA LENTE DI UNA CRONISTA – Evaporata

  3. un articolo su problematiche di solito eluse dai politici, perché non portano voti e possono destabilizzare il loro bacino elettorale.
    Articolo forte e coraggioso su un fenomeno mai estinto ma che trae vigore dalle crisi economiche e dalle ludopatie.

  4. Triste primato per ora documentato per somma pagata da una persona per usura, vicenda inserita in un importante fatto di cronaca locale, spetta invece al commerciante di Caserta Cavalier Nuzzo Giuseppe che, a fronte di una decina di milioni richiesti per una temporanea mancanza di liquidità, tra il 1984 e il 1990 pagò agli usurai più di 3 miliardi e mezzo di lire con il conseguente fallimento della sua attività, la messa a ipoteca e vendita della casa. Pagamento questo che non bastò ancora agli usurai i quali tentarono di rifarsi anche sui beni della famiglia del commerciante tramite minacce e intimidazioni. La vicenda si concluse solo quando a seguito di una faida per il controllo del territorio da parte del -clan Magliulo attivo in quel periodo in Campania al quale il commerciante ignaro aveva chiesto il prestito, venne attirata l’attenzione degli inquirenti che procedettero con le indagini e i processi anche grazie alle denuncie del commerciante stepapa’questo solo per far riflettere che se si ha bisogno si deve rivolgere sempre allo stato ,perche lo stato e’ il papa’ di tutti .

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...