Sos-fragilità al tempo del Coronavirus – Focus emergenza

#Restiamoacasa. E se proprio dobbiamo uscire facciamolo dando aiuto a chi, in questo momento, è più fragile e invisibile.

E’ questo l’invito che arriva da alcune realtà impegnate sul territorio nazionale, come CRI Croce Rossa Italiana a quanti, oltre che medici infermieri e psicologi, da semplici cittadini vogliano prestare braccia e offrire impegno diventando “Volontari Temporanei”. Si va dalla consegna a domicilio dei pacchi alimentari, dei farmaci e di beni di prima necessità ad anziani e persone vulnerabili, fino all’assistenza presso desk e centrali operative.

Per aderire basta compilare il modulo presente sul sito della Croce Rossa o chiamare il numero verde 800 065510 “per essere ricontattati dal Comitato più vicino”. E’ previsto un corso online di formazione, con “una durata dai 30 ai 120 minuti e divisa per moduli obbligatori (sicurezza e Dispositivi di Protezione Individuale) e non obbligatori (in base all’attività)”, come riportato dalla CRI.

E tra i più vulnerabili, in questo periodo di emergenza infettiva che impone a tutti di non uscire se non per comprovati motivi di necessità, ci sono i senzatetto. Sono loro che, in angoli di strade cittadine per lo più deserte, hanno come unica protezione delle coperte e le tettoie di palazzi e gallerie. Loro che una casa non ce l’hanno sono i più esposti, nelle ultime settimane, non solo al contagio ma anche all’applicazione cieca del D.P.C.M. sul Coronavirus che ha fatto scattare già le prime denunce per alcuni clochard. L’associazione Avvocato di strada Onlus ha lanciato la petizione “Io vorrei restare a casa. Ma se una casa non ce l’ho?”, con la quale chiedono al Presidente del Consiglio, ai Presidenti di Regione e ai Sindaci di intervenire al più presto, perché nessuno venga lasciato solo.

Avvocato di Strada Onlus

Avvocato di Strada Onlus

“Queste persone sono costrette a vivere in strada perché fino ad oggi pochi si interessavano di loro e perché le risorse destinate ai servizi di primaria assistenza e all’emergenza abitativa erano poche o inesistenti – spiega l’Associazione nella petizione – Adesso dobbiamo trovare una soluzione anche per gli ultimi, perché, in questa situazione drammatica, abbiamo compreso che ‘loro’ siamo noi.” Si va dalla richiesta di escludere i senza fissa dimora dalle sanzioni, al sollecitare lo stanziamento di somme che diano ai Comuni la possibilità di offrire spazi e un tetto a questi uomini e donne invisibili, fino alla richiesta ai Sindaci di velocizzare l’iscrizione dei senzatetto nel registro dell’anagrafe, richiesta da tempo avanzata dall’associazione di avvocati volontari. Un traguardo possibile se la comunità più fortunata, quella che ha una casa e un tetto sotto cui rifugiarsi, darà il suo contributo.

Un contributo arrivato immediatamente da chi opera in prima linea per la cura contro il Coronavirus, dai tanti medici virologi e non rimasti accanto ai pazienti, dagli infermieri che sostengono i malati, o da chi in modo meno visibile contribuisce mantenendo puliti gli ambienti ospedalieri.

Un aiuto, a disposizione della collettività, lo forniscono anche psicologi e psicoterapeuti che gratuitamente offrono un servizio di ascolto a chi in questo momento rischia di non farcela a gestire la paura, l’ansia, l’isolamento. E’ quanto sta facendo ad esempio il Codacons, che è possibile contattare via mail all’indirizzo info@codacons.it per essere ricontattati ricevendo un’assistenza dagli psicologi dell’associazione. O la Sipem SoS, società italiana di Psicologia dell’Emergenza, che in alcune Regioni ha messo a disposizione un numero di cellulare per colloqui telefonici rivolti a persone che si trovano in difficoltà emotiva in seguito all’isolamento.

In Lombardia il numero, a cui poter chiamare o inviare un messaggio via Whatsapp per chiedere un aiuto, è 3791898986. In Sardegna è 3791663230 o il numero verde 800197500.

In Veneto, il servizio “inOltre” della Regione, ha messo a disposizione sempre per lo stesso scopo il numero verde 800 334343.

Il Cerip Centro di Ricerca e di Intervento Psicologico dell’Università di Messina ha attivato un servizio via Skype “destinato agli studenti, ai loro familiari e a tutta la cittadinanza” digitando il contatto Skype Cerip Unime.

In Abruzzo, l’Associazione Erga Omnes con i suoi psicologi volontari offre un servizio gratuito di supporto psicologico telefonico. Il servizio è attivo dal lunedì al sabato, dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18, al numero 3298263353.

In Piemonte, a Torino, il Centro Clinico di Psicologia al numero 3807704182 o all’indirizzo mail info@centroclinicopsicologiatorino.it fornisce un colloquio gratuito psicologico individuale e familiare a chi ne ha bisogno.

Una lista che, di volta in volta, vi aggiornerò con nuovi numeri utili da contattare per non sentirsi soli e, peggio, sopraffatti dalla paura della solitudine.

Un’ultima attenzione la voglio dedicare a quelle donne che, costrette in casa, rischiano di continuare a subire violenze in silenzio tra le mura domestiche. L’invito a non fare finta di niente, a non subire rimane anche in questo periodo. E le possibilità di salvarsi, salvando quando ci sono anche i figli, restano invariate. Resta il numero di emergenza da chiamare, il 1522 o i numeri di emergenza delle forze dell’ordine. Inoltre la Casa delle Donne Lucha y Siesta ha attivo un numero di cellulare, 3291221342, che fornisce alle donne ascolto e accompagno H24 e colloqui telefonici. Oppure l’indirizzo mail nonseisola.lucha@gmail.com.

Numeri utili Casa delle donne Lucha y Siesta

Numeri utili Casa delle donne Lucha y Siesta

Non sei sola, ripetono le donne di Lucha alle altre donne in difficoltà. Un motto che se esteso a tutte le zone d’ombra, rese invisibili dall’emergenza e dall’isolamento di queste settimane, renderà più realizzabile la frase che tanti bambini hanno scritto e colorato dall’inizio della quarantena: ‘Andrà tutto bene’. Un auspicio, che è anche un impegno che dipende da tutti.

E se non possiamo aiutare diversamente, ricordiamoci intanto di #restareacasa.

 

16 Pensieri su &Idquo;Sos-fragilità al tempo del Coronavirus – Focus emergenza

  1. il decreto è di certo imperfetto anche secondo me va bene, perché è chiaro. Poi sta negli altri ad applicarlo ed eventualmente mettere ordine. Per cui si colpiscono i più deboli, i clochard, che la loro casa sono le stelle. Non vorrei pensare male ma a volte ho l’impressione che chi applica le regole in modo becero e non conforme allo spirito del decreto lo facciano solo come rivalsa di presunti torti.
    Lodevole è anche l’iniziativa del volontario provvisorio.

  2. Grazie dell’informazione e mi associo all’invito di restare a casa e possibilmente leggere qualche libro in più, magari scegliendolo tra quelli consigliati in questo sito.

  3. Quelle donne …
    Come credo di averti già detto collaboro da anni con telefono Rosa e continua a farlo da casa Non tanto per le telefonate che riceviamo che per assurdo sono diminuite e sono diminuite perché con il loro uomini carnefici in casa non possono neppure telefonare.
    A Roma si sta improvvisamente riscoprendo il problema dei campi rom è la situazione degrado nella quale in questo periodo sono costretti a stare perlopiù in roulottes.
    Quello che temo e non sono sola è il dopo : coronavirus le macerie psicologiche e materiale nelle quali non soltanto i più deboli Ma quelli che ancora in qualche modo ce la facevano finiranno col trovarsi.

    Non sono credente eppure mi viene da dire Che un Dio ci aiuti.

    Ti abbraccio forte
    Shera

    • Grazie intanto del tuo prezioso contributo da collaboratrice di Telefono Rosa. Avevo letto una testimonianza che raccontava della minore affluenza di telefonate, e la cosa deve creare nuova e maggiore attenzione sul tema della violenza sulle donne.
      Per il resto, temo anch’io i risvolti psicologici di ciò che stiamo vivendo. Anche perché non c’è una cultura diffusa che tenga conto della cura e terapia psicologica, per tanti. Direi per tutti. Si sottovaluta l’importanza di un supporto adeguato.
      Circa l’aiuto divino, chissà che non sia l’occasione per tutti, me compresa, per riavvicinarsi a una spiritualità più consapevole e forte.
      Ti abbraccio anch’io. A rileggerci!

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