Diritti sotto scorta

“Saranno le istituzioni competenti a valutare se corra qualche rischio, anche perché mi pare che passi molto tempo all’estero (…) Saviano è l’ultimo dei miei problemi. Gli mando un bacione se in questo momento ci sta guardando. È una persona che mi provoca tanta tenerezza e tanto affetto. Ma è giusto valutare come gli italiani spendono i loro soldi.” Con queste parole il neo ministro dell’Interno Matteo Salvini, nel salotto televisivo di Agorà su Rai Tre, ieri mattina ha fatto sapere a Roberto Saviano e agli italiani che avrebbe valutato se la scorta allo scrittore è necessaria. Come se fosse un privilegio, un premio, che il ministro assegna ai suoi simpatizzanti o toglie, come un capriccio, a chi non condivide le sue decisioni. Un’altra, l’ennesima, azione/affermazione politica, fatta a meno di un mese dalla formazione dell’attuale governo, che vede il capo del Viminale dare in pasto all’opinione pubblica temi delicati, dove in gioco c’è la vita delle persone, diventate carne da audience in questa sua perenne campagna elettorale.

Va infatti precisato che la decisione e valutazione dell’assegnazione delle scorte è un atto ben lontano dai clamori della tv, riservato all’Ucis – Ufficio centrale interforze per la Sicurezza personale, un Dipartimento del Viminale che ha il compito di assegnare le scorte a chi è esposto a pericolo di vita. Lo sanno, tra i tanti giornalisti sotto scorta per le loro inchieste e i magistrati con le loro sentenze scomode, anche i testimoni di giustizia. Loro, spesso più di altri, vivono le loro giornate sotto scorta lontano dai riflettori e del clamore politico e mediatico. Alcuni hanno scelto di rinunciare alla scorta, mentre molti altri se la sono vista negare pur rimanendo oggetto di minacce da parte delle mafie che hanno denunciato.

Di seguito, pubblico la lettera di un testimone di giustizia che vive sotto scorta. Un lettera che si spera arrivi anche al ministro Matteo Salvini, che sempre nella giornata di ieri si è recato con il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti nella villa di lusso confiscata a Roma alla famiglia dei Casamonica. Il primo approccio da ministro dell’Interno ai temi della legalità e del contrasto alle mafie, che non può prescindere dalla tutela di chi le denuncia.

“Noi testimoni di giustizia non essendo famosi viviamo le nostre vite da comuni cittadini anche se purtroppo non lo siamo e mai lo saremo perché le mafie non dimenticano.
Le nostre scorte sono diverse dalla sua, noi non possiamo decidere dove andare e non abbiamo sempre la blindata anche se c’ è scritto sul dispaccio.
A volte ci adattiamo alle circostanze e dobbiamo ubbidire agli ordini.
A noi troppo spesso la solidarietà non ci viene dimostrata nessuna indignazione.
Noi quando chiediamo i nostri diritti lo dobbiamo fare incatenandoci alle prefetture umiliandoci.
Noi testimoni di giustizia siamo stati vittime di ricatti e vendette da parte di una fazione politica e non …..che voleva che questa figura scomparisse.
Noi testimoni di giustizia siamo stati troppo spesso abbandonati alla sorte.
Ho scritto per anni al Dott. Saviano ma non ho mai ricevuto una sola risposta ma non è polemica.
Oggi assistiamo ad uno scontro tra VIP e ad insulti che non fanno certo bene alla legalità.
Io ho la mia ‘miseria’ ho dovuto comprare un giubbotto antiproiettile e un auto protection per assicurare a me e ai miei figli un poco di sicurezza.
Io ho dovuto spendere oltre 10 mila euro per un impianto di videosorveglianza e tutela della proprietà dove viviamo.
Ma io sono un testimone di giustizia non sono un VIP, io quando ho subito minacce mi hanno detto verificheremo.
Ma noi tutti tdg siamo andati nelle aule di tribunale ed abbiamo mandato in galera i criminali.
Io per restare vivo sono esiliato lontano dalla mia terra e mai potrò tornare .
La mia vita non è vita ma resisto per un esempio e per i miei figli .
Ora Dott. Saviano la scorta non si sceglie vero ma nemmeno diventare testimone di giustizia si sceglie .
Da vivo il testimone di giustizia non è nessuno ma se ti uccidono sarai ricordato come un eroe dall’antimafia di Stato.
Ciliberto Gennaro”

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16 Pensieri su &Idquo;Diritti sotto scorta

  1. Orribile il ricatto implicito nella dichiarazione del Ministro degli Interni Matteo Salvini nei confronti di Roberto Saviano da 10 anni in prima linea nella lotta contro le mafie.
    Finirlo un vip mi sembra una piccineria perché di fronte alla morte si è tutti uguali…
    Per fortuna che c’è un Saviano che va ci mette la sua faccia e ci dice e ci ricorda gli orrori dei mafiosi e dei collusi.
    Quando Saviano Come dice il poco informato Ministro degli Interni va all’estero o in America la scorta non lo segue e tra l’altro sono anni che con i proventi dei suoi libri e del suo lavoro Saviano contribuisce con un Quantum alla spesa per la sua cosiddetta incolumità perché abbiamo visto come la scorta non sia mai stata un deterrente come per esempio per un vip come Aldo Moro ho altri due magistrati vip come Falcone e Borsellino…
    Bisognerebbe avere rispetto delle persone e conoscere il valore delle parole che spesso fanno più male.
    Esco lo scoramento di questo signore testimone di giustizia ma prendersela con Saviano…
    Sherabientot

    • Purtroppo, come si può intuire, sono realtà distanti. Seppure caratterizzate dal vivere sotto scorta. Provo a dare la mia interpretazione delle parole del signor Ciliberto: fare luce sulla vita difficile spesso in ombra dei testimoni di giustizia sotto scorta, e quindi la parola vip credo sia per spiegare che di non tutti gli uomini e donne sotto scorta si parla. I testimoni di giustizia hanno il grande merito sociale di aver mandato in carcere uomini di mafia e il loro coraggio è sconosciuto perché silenziato. Non credo si possano fare paragoni quindi, sarebbe togliere dignità a uno o all’altro. Occorre semmai che tutti conoscano la storia umana di Roberto Saviano e anche di tanti altri che hanno dato un contributo alla qualità della nostra società, denunciando.
      Sono esempi entrambi, diversi ma di uguale peso. E il ministro dell’interno Salvini c’è da augurarsi che ne prenda atto. Ne va del nostro futuro, anche di Saviano.
      Grazie delle riflessioni, a rileggerci.

      • Per concludere ognuno di noi chi più chi meno nel suo ambito ha una sua visibilità maggiore o minore ma non per questo si può fare dei paragoni ci vuole più che mai solidarietà.
        Dare l’etichetta di vip a Roberto Saviano e chiedere a lui delle soluzioni è inopportuno.
        Shera

  2. E’ vero Saviano è un VIP e Ciliberto no. E’ vero entrambi combattono le madie sia pure in modi differenti, ma il vivere sotto scorta non è un vivere ma la scorta non è un privilegio ma un cappio al collo.
    Comunque un ministro degli interni che dovrebbe rappresentare tutti gli italiani dovrebbe misurare le parole e gli atti.

  3. Purtroppo sembra che Salvini stia continuando la campagna elettorale e anzi stia già preparando la prossima. La lotta alla criminalità credo sia un’altra cosa rispetto alle sue dichiarazioni e azioni. Ha conquistato le prime pagine dei giornali e cerca di rimanere sempre sotto i riflettori, senza nessuno scrupolo come nel caso di Saviano. Concordo nella protesta ma purtroppo sembra che raccolga consensi.

    • Purtroppo i consensi ci somo e sembrano rispecchiare la volontà e le attese non solo del 17% di elettori che lo hanno votato, ma di un numero di italiani maggiore. Un fenomeno preoccupante, soprattutto per il nuovo modo di pensare di tanti italiani.
      Grazie delle tue riflessioni, Daniele. A rileggerci.

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