Legalità disorganizzata

3000 euro sprecati. Tremila euro. Questo è il prezzo di una legalità disorganizzata. Soldi provenienti dalle casse, già impoverite da perenni ammanchi, dell’amministrazione del servizio centrale di protezione, e quindi denaro pubblico, che si sono rivelati una spesa inutile.
A denunciarlo un testimone di giustizia, Gennaro Ciliberto, che da 8 anni vive in regime di speciale sistema di protezione e che dal 2014 partecipa a numerosi processi in veste di testimone per continuare a denunciare illeciti.I fatti risalgono all’ultima convocazione ad un’udienza fissata lo scorso 3 ottobre a Roma. Un impegno costato 3mila euro di cui 2100 euro di viaggio aereo, per Ciliberto e due uomini della scorta. Un costo anche in termini di sicurezza, per chi intraprende un viaggio al solo scopo di fare nuove e utili denunce.

“Accade in questa Italia che un testimone di giustizia sotto programma di protezione con una scorta di 3° livello venga totalmente abbandonato”, afferma Gennaro Ciliberto in una lettera indirizzata al Procuratore Capo della DNA, Franco Roberti, e al Procuratore Capo di Roma, Giuseppe Pignatone. Ventiquattro ore di ritardi e attese, di digiuno e protezioni ridotte con auto non blindate per gli spostamenti. “Cronistoria di una giornata infernale”, come l’ha definita Gennaro Ciliberto, che culmina con il suo arrivo nel Tribunale di Roma il giorno dell’udienza.
“Nonostante le varie comunicazioni del personale a mia tutela e le raccomandazioni ad essere presenti per le 9 del mattino in tribunale, accadeva che la mattina del 3 ottobre scorso nessuno si presentava – riferisce Ciliberto – Solo dopo un giro di telefonate, alle 9.55 è giunta un’auto non blindata con un solo carabiniere che ci portava in tribunale. Giunti alle ore 10.20 la sorpresa: gli avvocati erano andati via e il giudice aveva chiamato più volte il testimone di giustizia che è risultato assente.
Finale, udienza rinviata a febbraio 2018.”

Documento di sospensione udienza

Documento di sospensione udienza

“Oltre la beffa anche il danno – continua Ciliberto – Questo viaggio è costato migliaia di euro all’amministrazione e quindi ai cittadini per non giungere a nulla.
Ora mi chiedo se questo sarebbe accaduto ad un politico sotto tutela?
Perché in un rimbalzo di responsabilità a pagare le pene sono sempre io? E perché devo sentire urlare al telefono qualcuno che afferma di non sapere nulla della mia presenza a Roma?”.

E in questa scacchiera, dove la strategia politica scalza fin troppo spesso i programmi a tutela della legalità, è arrivata proprio in queste ultime ore la notizia che Filippo Bubbico si è dimesso dalla carica di Vice Ministro dell’Interno e quindi di Presidente della Commissione Centrale ex art. 10, che si occupa della gestione dei testimoni di giustizia. Anche a lui Gennaro Ciliberto aveva inviato la lettera con le dichiarazioni che vi ho appena riportato.

Un’assenza che pesa molto su questi cittadini che hanno un loro speciale Governo che li guida, la Commissione Centrale appunto. Un’assenza che si farà sentire a lungo, in attesa che il Ministro dell’Interno Marco Minniti dia la nuova delega. “Dal 2011 ho visto nominare 4 volte il presidente della Commissione Centrale. Ora mi casca il mondo addosso – commenta Gennaro Ciliberto – Saranno mesi infernali, fino a maggio”. E come lui, anche altri testimoni di giustizia si sentono “orfani” di una figura di riferimento. Soprattutto in un momento di attesa per l’approvazione della legge 3500 sui testimoni di giustizia, e dopo la mancata occasione di vedersi ritagliare uno spazio nella recente riforma del Codice Antimafia.

Aspettando il successore dell’ormai senatore Bubbico, i riflettori su questa complessa e diversificata realtà dei testimoni di giustizia non dovranno spegnersi. Non lo farà questo blog.

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11 Pensieri su &Idquo;Legalità disorganizzata

  1. Della tua determinazione e del tuo impegno non dubito e credo sia lo stesso per tutti i lettori di questo blog. Rimane il fatto che la giustizia in generale in Italia sia in uno stato a dir poco pietoso, in quanto i processi durano un’infinità anche grazie ai continui rinvii, che fanno comodo a giudici e avvocati con lievitazione delle relative parcelle. I tremila euro sono un’inezia rispetto a tutti i costi sostenuti per un’udienza a questo punto assolutamente inutile ai fini processuali. Grazie per il contributo informativo

    • Grazie delle tue parole e del contributo, Daniele.
      Qui purtroppo non si parla solo di spese e inadempienze della giustizia italiana ma soprattutto di quella parte del settore sicurezza (la commissione centrale si occupa anche di questo) che già versa in condizioni economiche ( soldi pubblici) disastrose e che con questa disorganizzazione, chiamiamola così, produce sprechi e priva alcuni cittadini della sicurezza personale. Ed é grave perché sono atti dovuti.
      A rileggerci.

    • Grazie del tuo apprezzamento. È proprio come dici, si creano le sabbie mobili quando ci si incaponisce. Sta agli altri, ad ognuno di noi, lanciare un salvagente. É anche questo un modo per contrastare un certo sistema.
      A rileggerci allora!

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