Gennaro Ciliberto, testimone di giustizia

Vivere e nascere sotto protezione – La Lente in pillole

Vite non sempre sotto scorta, e spesso anche poco protette. Sono quelle di chi vive sotto programma speciale di protezione, dopo aver denunciato le mafie. Come vi racconto spesso sulle pagine di questo blog, per questi uomini e queste donne non si tratta di rinunciare ad una (seppure legittima) vacanza, all’acquisto di un bene di ‘lusso’ o usufruire di un qualunque privilegio. I rischi, questi cittadini e le loro famiglie, li incrociano nella loro quotidianità. Quando si recano nell’aula di un tribunale per rilasciare nuove denunce, spesso chieste e sollecitate in quanto utili a nuove indagini. O quando, molto più comunemente, si recano in ospedale per una visita o per una degenza. Come sta accadendo a Gennaro Ciliberto testimone di giustizia campano che, insieme alla sua compagna incinta della loro figlia, si è recato in una struttura ospedaliera dove aspettare l’arrivo della bambina. E lì la spiacevole scoperta, di essere stati registrati senza le previste cautele. Con i loro veri nomi e cognomi.
“Chiedo di attivare le più idonee misure di tutela e protezione in occasione della nascita di mia figlia presso la struttura ospedaliera. Questa località è stata autorizzata, e nonostante ciò presso la struttura ospedaliera è presente la cartella clinica con i nostri nominativi originali – spiega Gennaro Ciliberto, che da 8 anni vive sotto protezione – Ho sempre avuto un comportamento corretto e in linea con le regole del programma di protezione, quindi chiedo che le misure di protezione siano attivate come prevede la legge.”

Una richiesta che Ciliberto fa anche alla luce di recenti avvenimenti, in cui già una volta è stato riconosciuto da persone vicine al clan di camorra D’Alessandro che ha denunciato.

Diritti, basilari, negati. Una difesa della vita, quella dei testimoni di giustizia e delle loro famiglie (mogli/mariti e figli/e, anche bambini), che troppo spesso ricade solo sulle spalle di queste persone. Una condizione che pesa sulla vita e la serenità di questi cittadini che lo Stato, a parole, si è preso in carico e dice di voler difendere. Promesse, spot politici, o peggio mancate risposte, che alimentano i dubbi su chi sia più pericoloso: le istituzioni o le mafie?
Gennaro Ciliberto, intanto, si è rivolto anche al Vice Ministro degli Interni Filippo Bubbico con una lettera che potete leggere qui sotto.

“Pregiatissimo Vice Ministro Bubbico,
Le scrivo perché questa lettera deve essere motivo di vergogna.

Come si può una gioia di una nascita di una figlia trasformare in un ennesimo incubo. Come può un sistema che si autodefinisce il miglior sistema di protezione in Europa commettere tali inadempienze.

Qui noi siamo di carne ed ossa e non siamo pupazzi o numeri.
Stiamo affrontando questo ennesimo braccio di ferro con il servizio centrale di protezione.
Io da uomo e padre ho una responsabilità ed è quella di tutelare i miei cari e non permetterò a nessuno di mettere a rischio l’incolumità personale.

Io alla data attuale sono un testimone di giustizia a speciali misure di protezione ed non devo elemosinare nulla.
La legge deve essere rispettata e Lei, in qualità di presidente della commissione ex art.10, ha il dovere e l’onere di capire perché accade questo allo scrivente.

Credo di aver esposto quest’ennesimo accaduto in maniera esaustiva.”

Aspettiamo anche noi, con Gennaro Ciliberto, una risposta concreta di tutela dal Vice Ministro Bubbico. E, come una lieta notizia, vi terrò informati del suo intervento. Augurandoci che arrivi un segnale forte e incoraggiante, che chi denuncia non è un eroe mascherato che deve vivere una seconda vita priva di qualsiasi libertà. Ma un civile cittadino che ha diritto ad una vita serena per sé e la sua famiglia, attuale e in arrivo.

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6 Pensieri su &Idquo;Vivere e nascere sotto protezione – La Lente in pillole

  1. Sull’argomento continuiamo a indignarci grazie alla costante e aggiornata informazione che ci dai. Anche i commenti sono ripetitivi data l’indifferenza e l’inerzia che puntualmente viene denunciata in questo blog. Al di là delle inchieste e proprio su queste questioni che lo stato deve dimostrare che non ci sono collegamenti e trattative con le organizzazioni criminali. E’ amaro constatare per l’ennesima volta che le istituzioni non stanno dalla parte dei cittadini onesti.

    • Purtroppo le denunce si ripetono, ma come dici anche le violazioni. Pur correndo il rischio di sembrare ripetitiva, io continuo a ribadire certe condizioni facendo come la famosa piccola goccia che aspetta di bucare la pietra dell’indifferenza. Informando su certe vicende quel che viene fuori è che la realtà supera la fantasia. E l’unica certezza che viene confermata è che le istituzioni non sanno stare dalla parte dei cittadini integri.
      Grazie delle riflessioni, Daniele. A rileggerci.

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