Roghi, l’Italia in riserva di ossigeno e bellezza

Un’enorme nuvola giallo-grigiognola ha cambiato per qualche ora, l’altro ieri, il colore azzurro naturale di una fine giornata di roghi sulla Capitale. I roghi spenti, e non più fumanti, continuano ancora a intossicare la natura da Roma alla Campania, dalla Sicilia alla Calabria passando per la Puglia.
Quasi un mese di incendi, che hanno prodotto ettari di campi e aree boscive distrutte, riserve naturali andate in fumo e un danno incalcolabile al patrimonio ambientale di almeno metà dell’Italia. Una catastrofe annunciata ma inascoltata. Solo dopo un paio di settimane di incendi continui infatti si è capito che non si trattava di semplici atti di piromani, ma che dietro la mano degli incendiari ci sono menti diverse e lucide, con finalità non riconducibili ad una labilità mentale, che hanno portato allo scempio della natura. Uno scempio che, già a metà luglio, ha prodotto una devastazione pari a quella registrata la scorsa estate, 2016.

Una devastazione ambientale che negli ultimi 30 anni ha mandato in fumo il 12% del patrimonio forestale. Come nell’ultimo caso della Pineta di Castel Fusano ad Ostia già in passato oggetto di interesse da parte delle menti incendiarie e della criminalità organizzata, l’esperienza dovrebbe insegnare a non trattare più questi atti ripetuti come un’emergenza. Per decenni ci si è abituati alla consuetudine dei ‘roghi estivi’, considerandoli uno spiacevole gesto vandalico e una caratteristica routine estiva. Un ‘tormentone estivo’ criminale a cui si rischia di continuare ad assistere, nonostante i numeri allarmanti, con indifferenza. Abituandosi al nero cenere dei campi bruciati, ai profili di alberi arsi immolati alla cultura del brutto e dell’illegale. Eppure 30 anni di incendi e distruzioni ambientali, che si ripresentano ogni anno, non hanno incoraggiato maggiori politiche di prevenzione.

“La prevenzione, che è mancata, ci farebbe risparmiare tantissimi soldi”, ha commentato ieri Fulvio Mamone Capria presidente della Lipu durante una conferenza nella sala stampa di Montecitorio. E ha aggiunto: “Il catasto delle aree incendiate, che nessun comune ha, che fine ha fatto? Un altro pezzo che manca sono le polizie provinciali che controllavano il territorio, tra cui i rifiuti che venivano incendiati nei roghi. Ad oggi le opere di spegnimento sono a carico di Regioni che andrebbero commissariate.”
Nel mirino la recente legge che ha cancellato e ridisegnato l’ormai ex Corpo Forestale dello Stato. “Con la riforma Madia si è creata la tempesta perfetta – ha detto Loredana De Petris, senatrice di Sinistra Italiana, nel corso della conferenza – Il Corpo Forestale dello Stato aveva 32 elicotteri, 30 di questi per lo spegnimento degli incendi. Ora solo 17 sono ai vigili del fuoco (i rimanenti sono andati ai Carabinieri in cui una parte dei forestali è confluita, ndr) di cui si occupano solo 7 operatori. Poco più di 300 persone sono transitate nei vigili del fuoco, ma non tutti impegnati nello spegnimento dei fuochi.” E ha poi proseguito: “Sono stati approvati solo tre piani anti incendio dal ministero dell’Ambiente. Si continua insomma ad affrontare questa situazione con interventi di emergenza. Serve la prevenzione, ecco perché l’esperienza del Corpo Forestale era importante.” Perplessità e richieste che oggi saranno anche oggetto di un’interrogazione parlamentare a risposta immediata, nel corso della seduta prevista alle ore 15.

Via Di Grottarossa, Roma - 17 luglio 2017

Via Di Grottarossa, Roma – 17 luglio 2017

Oltre alla disponibilità di uomini, quali i vigili del fuoco che hanno fatto un super lavoro accorrendo ad ogni ora e in qualsiasi condizione di luogo e intervento per lo spegnimento degli incendi, uno strumento legislativo ma anche pratico resta la legge sul disastro ambientale, la 68/2015. Perché la consapevolezza non può essere l’abbaglio di un momento, ma può e deve diventare una sana abitudine. E perché i ‘roghi estivi’ non devono essere considerati più un gioco da vandali e piromani, ma una piaga criminale da sanare. Per salvare il patrimonio naturale, la natura che è il nostro principale, quotidiano, modello di bellezza.

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15 Pensieri su &Idquo;Roghi, l’Italia in riserva di ossigeno e bellezza

  1. Ancora una volta la natura subisce un grave attacco ad opera di piromani che rimarranno, come al solito, sconosciuti o se individuati?, purtroppo, rimarranno impuniti ad onta delle normative e vigneti. Certo la pena di.morte sarebbe eccessiva…. La la castrazione potrebbe essere pena ideale. Complemti per l’ottimo articolo che condivido pienamente

      • Ci vuole più severità, certo non si può arrivare alla Turturro ma una giusta e prolungata detenzione e sarebbe un buon deterrente. In ogni caso insisto per la castrazione

      • Comprendo la tua rabbia. E a proposito di pene severe non credo sia un caso la vicenda di una sentenza di condanna per un piromane che nel 2015 incendio’ e distrusse oltre mille ettari di terra, condannato a cinque anni e quattro mesi di reclusione. Una pena esemplare e che arriva in un momento in cui c’è bisogno di segnali forti.

  2. Purtroppo come al solito e come ci siamo detti già diverse volte qui (anche trattando altri argomenti di eguale gravità) quello che manca è la certezza della pena. Senza una risposta ferrea ed adeguata non ci sarà tregua

  3. Purtroppo non ci si rende conto che la criminalità organizzata distrugge il futuro della nazione, con lo scempio dell’ambiente e condannando al sottosviluppo l’economia. C’è ignoranza, egoismo e inettitudine della nostra classe dirigente che continua ad avere legami con queste persone. Al solito complimenti per le puntuali denunce, e amarezza per non vedere mai miglioramenti o segni di cambio di rotta.

    • Essere consapevoli che certi danni riguardano tutti, compresi i criminali che le mettono in atto, sarebbe un importante traguardo nel campo della cultura della legalità e del senso civico. Spero che non si debba aspettare ancora troppo per vedere certi traguardi.
      Grazie delle riflessioni, Daniele. E a rileggerci.

  4. E’ un fenomeno, quello di cui parli con grande competenza, assurdo, delirante, che nasce da menti malate. A rigor di logica, ha più senso rapinare una banca, almeno in questo ci sarebbe una ragione, sebbene criminale.
    Buona giornata 🙂

    • Purtroppo anche nei roghi c’è chi cerca vantaggi economici, come il cambio di destinazione del terreno. Quel che come dici è delirante è che le conseguenze di questi danni all’ambiente ricadono anche su chi le provoca. La terra senza la rete delle piante e delle radici diventa fragile. Ma la prepotenza di solito è anche sciocca.
      Buona giornata e a rileggerci ☺

  5. l’emergenza incendi è un po’ come l’emergenza inverno delegata ai comuni, tagliando loro le risorse.
    Lo spegnimento degli incendi? Tra un po’ lo faranno corpi privati così sono tutti contenti. Comunque gli incendi sono in grande maggioranza dolosi, tanto poi nessuno controlla nulla se su quelle area si costruisce, si fanno operazioni vietate dalle leggi.

    • Vero. Però l’emergenza inverno è qualcosa di naturale, per sua stessa natura. Qui i costi si potrebbero ammortizzare intanto con piani di prevenzione. Per lo spegnimento, mi auguro che nessuno tagli mai corpi dello Stato come i vigili del fuoco. Il loro contributo è insostituibile. E proprio perché gli incendi sono al 99% dolosi non è immaginabile l’intervento di privati per lo spegnimento.
      E grazie del tuo contributo.

      • è verissimo che l’inverno è un evento naturale ma lo si scopre solo quando si verifica e cominciano i guai.
        Gli incendi sono dolosi, siamo tutti d’accordo, ma la prevenzione o meglio la cura del patrimonio boschivo dovrebbe essere una priorità ma taglia, taglia non si fa nulla.

      • Sono d’accordo. Il senso è che manca l’interesse e l’intenzione di intervenire per impedire questo scempio. E sulla scelta di non finanziare in modo adeguato influisce anche la cultura di cui parlavo, dei
        roghi come consuetudine estiva. Lo dimostrano i pochi servizi e notizie nazionali date fin da subito. Gli unici ad accorgersi dello scempio, oltre a chi assisteva agli incendi, erano i vigili del fuoco. Gli altri pensano sempre che non sia una loro priorità.

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