Ammanchi senza controllo – La Lente in pillole

Prelievi, movimenti di soldi, passaggi di denaro da un capo di spesa ad un altro. Spariscono così i soldi dalla cassa del Servizio Centrale di Protezione, fondi destinati a sostenere le esigenze dei testimoni di giustizia e dei collaboratori di giustizia che fanno capo a questa speciale sezione del Viminale. Dopo l’ultimo caso di ammanchi venuto alla luce due anni fa, quando sparirono dalle casse del Ministero dell’Interno 25mila euro, i furti non si sono fermati. Gli investigatori della Squadra Mobile e della Divisione Economica del Viminale hanno arrestato lo scorso martedì, come riportato da Corriere.it, due funzionari dell’amministrazione del Viminale e un assistente capo della polizia. I tre, attualmente agli arresti domiciliari per peculato e accesso abusivo a sistema informatico, prelevavano denaro dalle casse del Servizio Centrale di Protezione come fosse un bancomat. Arrivando finora a rubare 600mila euro.

Resta la rabbia di chi per anni ha dovuto sostenere spese che dovevano essere corrisposte dal Servizio Centrale e che si è visto negare questo diritto anche a causa di continui ammanchi da questo speciale fondo. “La vicenda del furto di denaro dal Servizio Centrale di Protezione di Roma getta un’ombra e uno sconforto in noi testimoni di giustizia. – commenta Gennaro Ciliberto, testimone di giustizia dopo aver denunciato otto anni fa corruzione e infiltrazioni camorristiche in appalti pubblici – In questi ultimi anni la parola d’ordine è risparmiare e purtroppo lo si fa anche sulla sicurezza. Apprendere poi che ‘solo’ tre soggetti preposti alla cassa dei soldi destinati a noi testimoni di giustizia e ai collaboratori di giustizia abbiano rubato circa 600mila euro sa di beffa.”
E poi aggiunge: “Come testimone di giustizia a speciale programma di protezione mi costituirò parte lesa nel futuro procedimento penale, poiché ho subìto detrazioni inesistenti e sottrazioni di denaro senza alcuni giustificativi. Inoltre, nonostante abbia più volte chiesto un incontro con il responsabile della 4° sezione Dottor Montanaro e il Direttore della 2° sezione testimoni di giustizia, ad oggi dopo circa 15 mesi solo silenzio.”

“Di tutto ciò che accadeva ho sempre rendicontato il Vice Ministro Bubbico e il suo staff. Inoltre mi pare assurdo che solo tre individui in piena autonomia abbiano sottratto alle casse dello Stato 600mila euro. Mi chiedo: chi doveva vigilare dov’era?”, conclude Gennaro Ciliberto.
Soldi sottratti alla tutela di uomini e donne che, come nel caso dei testimoni di giustizia, spendono la loro vita per la legalità e per contrastare con le loro denuncia corruzione e criminalità organizzata. Basti questo a rafforzare le misure di controllo, tenendo alta l’attenzione di chi controlla.

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14 Pensieri su &Idquo;Ammanchi senza controllo – La Lente in pillole

  1. Da una parte ci sono quanti sono disposti a notevoli rinuncie per il trionfo della giustizia… dall’altra quanti, invece, approfittano della situazione a favore del proprio tornaconto

  2. Lo sperpero di denaro pubblico e uso il improprio con appropriazioni indebite rappresenta una caratteristica secolare che ha origine sin dagli inizi del Regno d’Italia. La sua storia è caratterizzata da assenza di controlli e impunità dei responsabili. la dimensione raggiunta che non è stata minimamente intaccata da fenomeni denominati “Mani Pulite”, dovrebbe far riflettere sull’organizzazione statale. Nel particolare è vergognoso lo scandalo di questa gestione, ma a parte la tua denuncia non mi sembra che abbia avuto un grande riscontro nell’informazione “ufficiale”.

    • Grazie del contributo, Daniele. Nulla da aggiungere. Anche alla considerazione finale che quasi nessuno ha dato la notizia, purtroppo. Questo rientra nella gestione di alcune sezioni del ministero dell’interno, che filtrano accuratamente ogni notizia.

  3. Pingback: Legalità disorganizzata | LA LENTE DI UNA CRONISTA

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