Testimoni di giustizia, diritti e tutele

La vita oltre la denuncia – La Lente in pillole

Tutto tace, come fin troppo spesso succede sulla condizione di vita dei testimoni di giustizia. Da mesi la legge 3500, dedicata a questa ottantina di italiani invisibili, è ferma alla dogana del Senato. Dopo aver ottenuto l’approvazione della Camera, è finita in fondo alla lista di impegni dei senatori, come scialuppa elettorale in caso di naufragio del Governo. C’è chi intanto aspetta, chi sopravvive. E chi, come Francesco Di Palo, è sparito da oltre tre mesi e di cui nessuno parla, su cui nessun onorevole spende un minuto del suo tempo per un’interrogazione parlamentare e nessuna associazione antimafia si attiva per sapere che fine ha fatto un uomo, un imprenditore, un testimone di giustizia che ha denunciato la criminalità organizzata. Per lui non ci sono petizioni online con migliaia di firme, lettere a ministri o al Presidente della Repubblica. Solo silenzio.
Ed è il silenzio che cancella le vite dei testimoni di giustizia, anche di chi la sua voce prova a farla sentire. Di chi non ci sta ad essere una pedina messa in campo durante i processi per poi tornare, fuori da quelle stanze e aule, ad essere un fantasma. Finita la denuncia “loro devono sparire” (citando il sostituto procuratore Maurizio De Lucia), e così avviene.
Ho ricevuto la lettera di un testimone di giustizia che nelle sue riflessioni spiega ancora una volta il senso di abbandono in cui vivono questi uomini e donne. Leggere le loro parole impedirà che le loro voci “spariscano”.

“La vita di chi denuncia le mafie si trasforma. La vita diventa un girone infernale che troppo spesso porta l’esasperazione. All’inizio i tuoi nemici sono quei criminali che cercano di intimidire ogni tua azione, facendoti il vuoto intorno e rendendoti una persona senza difese.
Vieni in breve tempo etichettato come morto come soggetto infame e pericoloso per l’incolumità del tuo popolo, che ti osserva in ogni tuo fare.
D’improvviso decidono che sei un peso un ostacolo alla vita quotidiana di un’interna collettività. E qui che scatta la beffa e l’inganno.
Ti dicono che devi partire, che devi necessariamente entrare in un programma speciale di protezione . Ti diranno tante cose belle di un sistema che sulla carta è perfetto. Ti diranno che avrai una vita normale, protetta ed uguale a quella prima della denuncia. Ti diranno tutto questo per convincerti, perché da ora in poi tu servi… Si.
Sei importante per la magistratura, per le forze di polizia, per quel politico di turno che cavalca la tua disgrazia come in un rodeo.
In breve tempo capirai che tutto ciò che ti avevano detto non vale. Sentirai una sola frase: ‘Se le conviene bene. Altrimenti …’. Ma oramai hai perso tutto e non hai scelta.
Resti fermo per mesi a pensare alla tua vita, a quella scelta di giustizia fatta anche per il popolo ma che resta un macigno sulle tue sole spalle.
Ti porti dietro un rimorso per aver portato con te la tua famiglia che paga colpe non sue. I tuoi figli ti guarderanno con occhi tristi e ti chiederanno il perché ora ti trattano così …
In breve tempo la linea tra nemici e chi dovrebbe tutelarli si assottiglia. I criminali quasi si arrendono consapevoli che qualcun’altro continuerà il loro sporco obiettivo.
In molti sono impazziti, in molti hanno tentato di reagire, in tanti si sono arresi dinanzi ad un mostro che si nasconde dietro un alibi.
Noi testimoni di giustizia viviamo una vita d’inferno e che mai avrà fine.
Resteremo marcati a vita come dei rompicoglioni. Noi testimoni di giustizia siamo come un cibo gustoso ma con la scadenza, ed una volta che non serviremo più……
Il nostro destino è segnato e più si va avanti più si ha la consapevolezza che questa figura nobile debba essere eliminata.
Un Augurio a chi riuscirà a salvarsi. Un appello a chi denuncia. Denunciate ma non diventate mai testimoni di giustizia … E mai e poi mai abbandonare la propria terra.”

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4 Pensieri su &Idquo;La vita oltre la denuncia – La Lente in pillole

  1. veramente triste è il senso di abbandono di questi uomini. Dapprima sfruttati per oscuri giochi di potere e poi abbandonati come vecchi rottami da mandare in discarica. La lettera è eloquente.

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