Dov’è Francesco Di Palo? – La Lente in pillole

Aveva minacciato nel 2015 di darsi fuoco perché dopo le sue denunce la vita era diventata impossibile, per lui e la sua famiglia. Francesco Di Palo, testimone di giustizia che aveva denunciato estorsioni e collusioni tra mafia e politica ad opera del clan di Altamura, è scomparso da ormai dieci giorni. I familiari ne hanno denunciato la scomparsa lo scorso primo aprile, ma da quel giorno sembra essersi dissolto nel nulla. Nessun messaggio, nessun segnale incoraggiante da parte di chi sta indagando e cercando di trovarlo.
“Siamo molto preoccupati. – ha dichiarato il deputato PD Davide Mattiello, coordinatore del gruppo della Commissione parlamentare Antimafia dedicata alle vittime di mafia, ai testimoni di giustizia e ai collaboratori di giustizia – Da quando la famiglia ha denunciato la scomparsa di Francesco siamo tutti mobilitati per ritrovarlo. Io stesso sono quotidianamente in contatto sia con il Ministero dell’Interno sia con il Comando provinciale dei Carabinieri, che assicurano il massimo sforzo.”

Francesco Di Palo, da testimone di giustizia, ha vissuto per anni la non-vita di chi vive nello speciale programma di protezione e da un po’ di tempo ne è uscito. Si sentiva, come altri testimoni di giustizia, “abbandonato dalle istituzioni”, un uomo invisibile dopo le sue denunce. Denunce che sono costate la libertà sua e della sua famiglia, nonostante l’avvio di un processo in cui Di Palo ha denunciato estorsioni e un intreccio di rapporti tra mafia e politica nella sua città. Denunce che a carico dei testimoni di giustizia diventano un’arma a doppio taglio, specie se si viene assegnati al programma di protezione.
La notizia di questa scomparsa ha suscitato reazioni, soprattutto in chi conosce quel senso di “abbandono” denunciato da Di Palo e continua a rischiare ogni giorno la vita pur avendo il massimo della protezione prevista, anche quando il rischio è dovuto alla richiesta di nuove testimonianze nei processi di mafia.
Ho ricevuto e pubblico una lettera di un testimone di giustizia, Gennaro Ciliberto, che vive da anni anche lui sotto protezione, nella speranza che possa arrivare a Francesco Di Palo, ovunque si trovi, e dargli nuovo coraggio. E restituirlo all’affetto dei suoi cari.

“Lettera ad un Testimone di Giustizia, ad un padre, un marito, un uomo per bene.
Caro Francesco, in pochi veramente sanno comprendere la sofferenza di un testimone di giustizia, quel silenzio che avvolge le giornate i mesi gli anni. Tantissime volte hai urlato al mondo le falle di un sistema protezione. Trovare spiegazioni del perchè accada che un sistema nato per difendere si trasformi in tortura. Hai dato vita a proteste per esternare il tuo malessere di uomo per bene. Hai chiesto aiuto a chi dovrebbe rispondere ma sceglie sempre il silenzio. Ora la tua famiglia soffre con te questo tuo allontanamento …. Io ti comprendo, quante volte fermo in una stazione avrei voluto prendere un treno di sola andata; quante volte guardando il cielo ho desiderato di morire. Ma, Francesco, bisogna essere guerrieri e Tu sei un guerriero …. Torna ….torna presto ….partiremo insieme per portare il tuo diritto alla vita sotto i palazzi di Roma …. Ti prometto che saremo in tanti. Sono sicuro che leggerai questo messaggio e che troverai la forza per combattere …. Sei una persona per bene, un uomo colto, sei un esempio di legalità …e di certo non la puoi dar vinta a questa gentaglia. Ti raccomando …….Francesco abbiamo una missione da portare a termine e tu sei parte di questo progetto…… Un abbraccio da chi ti vuol bene …..”.

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19 Pensieri su &Idquo;Dov’è Francesco Di Palo? – La Lente in pillole

  1. L’ha ribloggato su Lettere corsaree ha commentato:
    Non abbiamo sentito parole per questa vicenda. Non abbiamo letto niente sui giornali, non abbiamo visto servizi televisivi, niente. Queste persone coraggiose devono essere protette e sostenute.

    • Eliminerei il forse. Questi testimoni di giustizia vivono una seconda vita che nei fatti non è vita. Loro lo dicono, come chiunque al loro posto farebbe. Ma se “esagerano” e dopo un po’ non stanno alle regole vengono messi in condizioni disumane. E questo è scomodo, specie se per giunta spariscono.
      Grazie delle riflessioni, Davide.

  2. Non riesco a descrivere la tristezza e lo scoramento che provo davanti all’ennesima dimostrazione di violazione dei più elementari bisogni di giustizia. Auguro alla famiglia di ricongiungersi presto con il proprio caro.

    • Purtroppo il silenzio che circonda la vicenda non è un buon segnale. Speriamo che questo presunto allontanamento si concluda bene e rapidamente.
      Grazie del tuo contributo, Daniele. E a rileggerci.

  3. Come sempre lodo il tuo impegno di denuncia sociale, questo paese DEVE essere rifondato da zero sui quei Valori che hanno reso grande il nostro paese, Solidarietà, Altruismo,
    Senso Civico e Coraggio, stessa cosa per la politica che deve essere annullata e reinterpretata secondo il valore dell’Uguaglianza, della Giustizia e della Sincerità.
    Brava Anna!

  4. Che dire…? Rimango senza parole ! Non volendo cadere in una vuota retorica di circostanza ? Umanamente , spero che tutto possa risolversi bene ed al più’ presto; per poi cosa fare ? RIcomiciare come prima?…Mah…, Certo che bisogna avere le idee chiare , quando s’ intraprende la difficile strada del testimone di giustizia, e non farsi illusioni presi dal’ entusiasmo. Iniziale. Oggi non ci sono più’ medaglie per nessuno! Non esiste una società civile ! Anche se
    né avvertiamo L’ insopprimibile necessita’…! Buona fortuna a tutti noi !

    • Tutti, in tanti, ci si augura che questa vicenda si concluda presto e bene. Ma, come anche tu dici, è necessario che la condizione di questo testimone di giustizia e di tutti gli altri migliori perché non è dignitosa e umana la vita di chi è sotto protezione. E questo è il secondo augurio che tanti fanno o si fanno. Grazie del tuo contributo, Cesare.

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