Strade, il crollo della sicurezza – La Lente in pillole

“L’Italia si fa strada”, recita il motto di Anas. E, ultimamente, inciampa e crolla.
L’ultimo ponte era crollato a ottobre, precipitando sulla SS36 tra Milano e l’alta Brianza. A perdere la vita fu un uomo di 68 anni, rimasto schiacciato con la sua auto. Ancora prima a crollare furono tratti stradali e autostradali della Sicilia. A capodanno 2015 si spezzò, franando, parte del viadotto Scorciavacche sulla strada statale Palermo-Agrigento. Nell’aprile 2015 cedette uno dei piloni di un viadotto sulla A19 Palermo-Catania. Nessuna vittima fortunatamente restò coinvolta, in questi due eventi. Quattro persone rimasero ferite, invece, nel luglio 2014 a causa del crollo di un tratto del viadotto Petrulla sulla SS626 tra Ravanusa e Licata nell’agrigentino.

Dalla Brianza alla Sicilia, passando per il centro Italia con il ponte precipitato ieri sulla A14 tra Loreto e Ancona sud che ha causato due morti e tre feriti, la rete autostradale italiana cade a pezzi. Cavalcavia che crollano, che si spezzano come friabili grissini. Strade insicure ma aperte al grande traffico, costruite spesso con materiali e sistemi scadenti. “Ennesima tragedia preannunciata”, commenta a caldo Gennaro Ciliberto, divenuto testimone di giustizia per aver denunciato irregolarità e infiltrazioni camorristiche nei lavori di realizzazione di una passerella ciclopedonale a Cinisello Balsamo, a Milano. “Sono anni che denuncio lo stato di mancata osservazione delle regole di collaudo e la scarsa esecuzione dei lavori – prosegue Ciliberto, con un’esperienza di responsabile alla sicurezza nel cantiere milanese di Cinisello – Per anni la politica mi ha offeso e delegittimato volontariamente, perché ho denunciato troppi giochi di potere, quel potere che affidava ed affida a ditte colluse e con personale non specializzato lavori in ambito autostradale con la complicità di alcuni apparati dello Stato. Per decenni hanno eseguito opere in modo criminale e senza alcuna verifica da parte delle stazioni appaltanti”.

Mancanza di controlli, a cui si aggiungono indagini che procedono a rallentatore su questi crolli. Indagini che devono fare chiarezza sul perché viadotti e cavalcavia si spezzano, a volte a poca distanza dalla loro inaugurazione e verifica.
“Ora basta. E’ solo colpa dei vertici Autostrada ed Anas, e la politica è complice se non interviene alla verifica dei cavalcavia che ho denunciato”, commenta Gennaro Ciliberto.
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Del Rio ha annunciato in queste ore la creazione di una commissione ispettiva di esperti che valutino quanto è accaduto, e c’è da augurarsi che ascolti tutte le denunce che arrivano al suo ministero e alla commissione.

 

AGGIORNAMENTO 11 marzo 2017 —

Stamattina un vasto incendio ha interessato un capannone industriale a Castellammare dove si lavorava l’alluminio. Dubbi e nuova denuncia del testimone di giustizia Gennaro Ciliberto.

“Fatalità oppure altro, questa è la sede della Ptam Costruzioni srl della famiglia Vuolo già sotto processo per le anomalie costruttive in ambito autostrada e con appalti diretti Pavimental gruppo Autostrada.
La ditta già sotto processo per fallimento era ubicata nella vecchia sede Carpenfer Roma, ditta a processo per i crolli delle strutture autostradali.

La ptam è realizzatrice anche del cavalcavia autostradale A1 Ferentino  poi sequestrato perché a rischio crollo.

Ora l’ incendio, che arriva a 48 ore da un altro crollo di un cavalcavia.

Ho delusione e sconcerto per la lungaggine delle indagine che da anni vanno avanti dopo le mie denuncie dettagliate. Spero che ora non sia andato tutto in fumo.

Ciliberto Gennaro”

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20 Pensieri su &Idquo;Strade, il crollo della sicurezza – La Lente in pillole

  1. Possiamo comporre qualsiase commissione e darle l’incarico di trovare i responsabili di queste sciagure, penso però che tutto finirà a taralucci e vino cpme sempre è accaduto.
    L’Italiano non ha imparato ancora ad assumersi le proprie responsabilità, quindi cosa possiamo aspettarci di nuovo dalle indagini in corso?
    Quando sento parlare di queste disgrazie mi vengono in mente i nostri cari antenati Romani che senza compuer, formule matematiche e ingegneristiche, costruivano strade, ponti e acquedotti che ancor oggi sono vivi e funzionanti, tanto di cappello ai Romani di duemila anni fa.
    Ciao Anna. 🙂

    • Il tuo riferimento calza a pennello, Nico, con gli antichi romani. E quegli acquedotti, ponti e strade a distanza di millenni sono la prova che la sicurezza non è impossibile. Forse inizia a diventare sempre più sbiadita la volontà di praticarla. Grazie del tuo contributo, un caro saluto.

  2. Purtroppo siamo alle solite e chi come Ciliberto ha cercato di fare qualcosa è stato emarginato. Crollato un ponte se ne fa un altro e via così! La mia amarezza a volte prende il sopravvento ma è difficile intravedere segni di cambimento e di miglioramento nel nostro paese, dal nord al sud, passando per il centro.

    • Proprio così, Daniele, soliti atteggiamenti. Il ministro che si espone costituendo l’ennesima commissione d’inchiesta c’è da augurarsi, come scritto, che ascolti chi sa e vuole denunciare. Anche perché in gioco c’è la sicurezza.
      Grazie delle riflessioni, Daniele.

  3. Siamo alle solite !!. Sembra di assistere ad una FARSA di cui noi
    cittadini siamo solo Comparse che non hanno diritto a parlare e
    se lo fanno non vengono presi in considerazione; se non scherniti
    o peggio , come il Sig. Ciliberto .
    Non credo che esista al mondo altro Stato dove la corruzione ha
    raggiunto simili vette. !!!! VERGOGNATEVI !!!!!!
    Dice il Sig. Ciliberto : ” Ora basta. E’ solo colpa dei VERTICI Autostrade ed Anas, e la POLITICA è complice se non interviene
    alla verifica dei cavalcavia che ho denuciato “. Quindi sappiamo
    chi sono i mandanti ed i fiancheggiatori ; che altro vogliamo per correre ai ripari ??!?…
    Prosegue il sig. Ciliberto : ” Sono anni che denuncio lo stato di mancata osservazione delle regole di collaudo e la scarsa esecuzione dei lavori . …Per anni la POLITICA mi ha offeso e delegittimato perchè ho denuciato troppi giochi di Potere quel potere che CONTINUA ad affidare a Ditte COLLUSE e con Personale NON SPECIALIZZATO lavori in ambito Autostadale con
    la COMPLICITA’ di ALCUNI APPARATI DELLO STATO ” ..!!! .
    E’ coerente con questo squallido ” quadretto ” dire con il Sig. Colombo ( tuo attento lettore) : ” E’ diifficile intravedere segni di cambiamento e di miglioramento nel nostro paese, da Nord a Sud,
    passando per il Centro ” .
    Eppure è da quel Centro Italia che , come afferma il Sig. Nico (tuo acuto lettore) che gli antichi ROMANI ben’ duemila anni fà,
    costruivano Strade , Ponti ed Acquedotti con i mezzi di allora ,
    costituendo fonte di ammirazione , OGGI , per il mondo CIVILE .! !
    C O M P L I M E N T I ! ! ! : Continua SEMPRE così ! ! ! .

    • Grazie dell’apprezzamento intanto, Cesare. Riporti le dichiarazioni del signor Ciliberto che più volte ha chiesto un incontro al ministro Del Rio, a cui non ha fatto seguito una risposta. Ecco, anche questo è significativo a mio avviso.

    • Condivido il tuo pensiero. Credo sia dovuto ad una prolungata mancanza di sanzioni per chi sbaglia. C’è un’intera fascia del sistema che funziona male, quella dei controlli.
      Grazie della riflessione.

      • Grazie a te. A me sembra che in realtà le sanzioni ci siano, manca l’applicazione, il tempo passa e cavilli vari vanificano il lavoro di chi ha poi indagato. Capitolo a parte sono gli incompetenti puri che prima o poi sbagliano sulla pelle degli altri

  4. sarà fatalità ma col sistema degli appalti, dei subappalti, sei subsubappalti, dei sub… la verità diventa una chimera e nulla cambia. Controlli inesistenti, controllori nominati dai controllati, insomma il sistema fa acqua e vistosamente.

  5. E’ strano che il regio decreto sugli appalti fosse più garantista sia sulla qualità dei lavori che sul loro importo. Ci si aspetterebbe che dopo tanto tempo, esperienza e tecnologia ci fossero procedure che riportino ad uno la responsabilità e che i verificatori siano adeguati, invece prevale la forma sulla sostanza e si vede sia sul lato legalità che sulla qualità dei lavori. Lasciamo perdere il costo che è una variabile indipendente.

    • Purtroppo la consueta cronaca fa capire che c’è meno trasparenza oggi rispetto al regio decreto. Poco può la tecnologia se gli interessi in gioco sono prevalenti, purtroppo. C’è una regressione rispetto a prima, nel senso di responsabilità di alcune categorie e nel vivere il valore della legalità. E i costi, beh quelli sono anche conseguenza di tutte queste premesse. Grazie del contributo, a rileggerci.

      • I condizionali sono strazianti nel passaggio dei tempi verbali e chiedo scusa per la forma. Mi aspettavo di più da Cantone, anche in termini di proposte per una legge che mettesse assieme legalità e qualità ma mi rendo conto che i poteri che vengono delegati non possono toccare la sostanza degli interessi per cui è stata creata una struttura zoppa.

      • Il pensiero espresso era chiarissimo, nessun problema. Cantone è il volto di un ente importante come l’Anac il cui potere si ferma travalicando certi interessi, come diceva anche lei. Cantone è un volto, è anche un esponente istituzionale che si e sempre impegnato ma come altri non dipendono da lui le sorti del Paese.

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