#NonUnaDiMeno, Libere di dire No

Cartelli, striscioni ben arrotolati e qualche scatto, per fissare in un’immagine l’entusiasmo di essere insieme. E’ iniziato così per decine di donne, lo scorso 26 novembre al capolinea Rebibbia della Metro B di Roma, il pomeriggio di mobilitazione contro la violenza di genere e il femminicidio ‘Non Una Di Meno’, giunto in Italia come onda lunga del motto ‘Ni Una Menos’ dello scorso giugno proveniente dall’Argentina. Traducendo la protesta con i colori e le parole delle italiane.
Le parodie di ‘Comprami’ e di ‘Riso Amaro’, il canto delle mondine, hanno rotto il consueto silenzio dei vagoni di un sonnolento sabato pomeriggio. Un anticipo di ironia e sferzante verità che ha voluto scuotere lo Stivale dal suo cuore pulsante, Roma. Quei canti quelle voci femminili, per lo più, si sono unite poco dopo alle altre, che di lì a poco sarebbero diventate duecentomila. Un’invasione pacifica di donne, di ogni età.

Bambine, madri, nonne. Studentesse, lavoratrici, casalinghe a tempo pieno e nel tempo libero. Volti colorati e volti velati dal hijab. Tutte insieme, una accanto all’altra, hanno ricomposto e rianimato il corpo delle donne.

Un corpo, e un’anima, fatto di mille sfumature e di un’energia vitale spesso schiacciata dal ‘devi fare …’, dal ‘devi essere …’, dal ‘non ti vergogni?’, dal ‘zitta, parlo io!’, dal ‘ma dai, è solo uno schiaffo’. Una manifestazione che ha dimostrato, a donne e uomini, che insieme le donne smettono di essere competitive e diventano forti, una per l’altra. Una sfida raccolta anche da alcuni uomini, pochi in verità, e da vari gruppi e associazioni impegnati per fare cadere la maschera di privilegio da quelli che sono i diritti intoccabili di ogni essere umano.

Decine i passeggini, a volte con i papà impegnati a spingerli lungo il percorso della manifestazione. E tante le bambine, in braccio o sulle spalle, che con le testoline e i loro occhi tenaci si sono affacciate sulla folla. “Anche oggi è stato violento”, recita un volantino che sventola una bambina sorridente.


Essere un unico corpo, in difesa dei tanti corpi violati ogni giorno, è possibile. E la manifestazione di sabato scorso è lo spin-off di questo nuovo futuro, in cui le donne per prime devono imparare ad amarsi di più e a riconoscersi come ossatura della società. Parte da qui la vera lotta alla violenza sulle donne, di cui il 25 novembre è solo la punta dell’icerberg.

Nel 1963 Lesley Gore, cantante statunitense e autrice anche della colonna sonora del film ‘Saranno Famosi – Fame’, presentò il primo brano femminista ante-litteram ‘You Don’t Own Me’. Ecco alcuni passaggi:

“Io non sono una tua proprietà
io non sono uno dei tuoi molti giocattoli
Io non sono una tua proprietà
non dirmi che non posso vedere altri ragazzi

Non dirmi quello che devo fare
non dirmi quello che devo dire
per favore quando esco con te
non mettermi in mostra

(…) io sono libera e amo essere libera
vivere la mia vita a modo mio.”

Libere di scegliere. E la mancanza di questa libertà diventi un campanello d’allarme. A cominciare da noi stesse.

Qui il reportage della manifestazione.

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15 Pensieri su &Idquo;#NonUnaDiMeno, Libere di dire No

  1. Approvo l’iniziativa e apprezzo il contributo, nella speranza che ci sia una maggiore sensibilizzazione della questione femminile in Italia e nel mondo. Ritengo sia di interesse anche per gli uomini veri, in quanto in un mondo di pace, si e ribaltata la maggioranza, con gli uomini in numero maggiore delle donne. Credo sia fondamentale una maggiore severità nei reati contro di loro, e una maggiore diffusione della modernità, con le basilari libertà per le donne di scelta del tempo e del partner, per matrimonio (convivenza) e gravidanza, senza condizionamenti familiari o altro. Questo comporta una maggiore responsabilità per esse in quanto devono operare una selezione sessuale, rifiutando uomini violenti, e purtroppo, a volte, commettono errori pagati a carissimo prezzo.

    • Diffondere la cultura del rispetto verso le donne è possibile con il contributo sia delle donne che degli uomini. Solo così come tu stesso hai evidenziato ci saranno donne che faranno scelte libere, quindi responsabili e consapevoli. E il beneficio andrà a tutti/e. Grazie del tuo contributo, Daniele.

  2. in alcuni settori la sensibilizzazione inizia a farsi sentire, ciononostante la violenza sulle donne si perpetua quotidianamente in ogni parte dle mondo. Nel nostro Paese, inutile negarlo, ci sono tante iniziative, anche politiche (vedi la parità numerica ad esempio) ma mai nessuna veramente profonda e culturale. Dall’educazione scolastica dovrebbe ripartire il tutto e soprattutto dalla certezza e immediatezza delle pene per tutti i violenti; purtroppo ne leggiamo spesso che molte delle vittime avevano già invano sporto denuncia. Mi auguro che tutto ciò accada e repentinamente perché un Paese che vuole definirsi civile non consentirebbe tali crimini.

    • Sottoscrivo il tuo augurio. E ribadisco anch’io che accanto ad un’azione sociale più determinata serve anche un sistema giudiziario che non ammetta riduzioni di pena a carico di chi si commette certi reati. La rapidità dei processi non deve compromettere una giusta pena. Anche questa è cultura a difesa delle donne. Grazie delle tue riflessioni.

  3. Cosa è la donna ?. Questa è stata la domanda a cui hanno tentato
    di rispondere nei secoli poeti , scrittori, filosofi e giuristi . Ma senza dare mai una risposta ciompleta ed esaustiva . Quindi non
    voglio cadere nell’ errore di dare una definizione incompleta e come tale sbagliata . Ogni essere umano , in quanto tale , è Donna ; infatti , alla nascita si formano prima gli organi femminili,
    e poi , se è il caso, quelli maschili . Questo non deve essere considerato per la donna come un limite . E’ per questo motivo che l’ uomo e la donna si completano a vicenda ; ovvero, diventano un solo Essere Umano ! . Basta avere chiaro questo
    concetto per capire il resto
    I diritti della persona NON HANNO GENERE ; e come tali sono
    irrinunciabili, incedibili, inalienabili; questo è sancito dalla nostra
    Carta Costituzionale , che hanno scritto molto saggiamente i nostri padri . Cioè , questo vale per l’ Uomo e per la Donna !!!.
    Avere consapevolezza di tutto questo è il migliore sistema per capire tutto il resto . Chi si crede superiore all’ altro è solo uno
    ignorante oltre che presuntuoso . Questo è quanto stabilito dal
    Diritto Naturale , che è fondamento di quello Giuridico e Religioso.
    Per questi motivi trovo disdicevole i ” Concorsi di Bellezza ” , che
    trasformano l’essere Umano DONNA , in un oggetto del desiderio.
    Con le inevitabili conseguenze sul piano pratico .
    Quindi amiamo noi stessi in modo completo non facendo torto
    alla nostra metà maschile o femminile che sia .

    • La verità è proprio quella che tu dici, Cesare. Che non solo uomini e donne sono uguali di fronte alla legge, ma soprattutto che ognuno ha una percentuale maschile e femminile, uomini e donne. E di questo ce ne dimentichiamo nell’educare i bambini e le bambine e nel guardarci e rispettarci tra donne e uomini. Basterebbe questo a capire e tutelare la complessità femminile. Grazie del tuo contributo.

  4. Credo anche io che i diritti della persona non hanno genere, ma siamo ancora al punto in cui dobbiamo dire: non dovrebbero avere genere. Da donna e madre credo fermamente che sia basilare l’educazione dei bambini e delle bambine, le grandi “battaglie” – termine che non amo particolarmente perché sinonimo di qualcosa che richiede un atto di forza – si portano avanti con gesti, parole ed esempi quotidiani.

    • Grazie intanto del tuo contributo. Sono convinta anch’io che tutto parte, per le future generazioni, dall’educazione che si dà a bambini e bambine anche attraverso l’esempio. E a questo proposito, il ruolo maschile del padre è fondamentale tanto per i maschietti che per le femminucce. Credo anche che separare nettamente, nei giochi, il maschile e il femminile crei ad esempio solo inutili e nocivi stereotipi già da piccoli. I bambini sono una pagina bianca, l’importante è che i grandi ci scrivano solo parole belle e pulite.

  5. L’iniziativa è lodevole ma non deve rimanere confinata in una data come per tante altre iniziative. Deve essere quotidiana e quotidiano deve essere il rifiuto alla violenza.
    La vioelnza da qualsiasi parte arrivi non è mai una soluzione al problema ma semmai rendere più complicata la soluzione.

    • Condivido la tua riflessione, infatti credo che in ogni ambiente andrebbe diffuso con atti concreti (condannando certi atteggiamenti e contrastando forme di violenza, a qualsiasi livello) il rispetto verso le donne. A volte anche l’isolamento, ad esempio, è una forma di violenza. Una violenza che tutti possono contrastare. Grazie delle tue riflessioni.

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