Denunce censurate – La Lente in pillole

Diritto alla libertà: impedito. Diritto a ricominciare, o continuare, a vivere da cittadino con dei diritti: non concesso. Diritto di essere tutelato come persona onesta: negato. Dalle pagine di questo blog vi è stata raccontata spesso la vita ad ostacoli dei testimoni di giustizia, una vita che diventa difficile dopo le loro testimonianze, denunce che hanno permesso l’arresto di pezzi interi di clan e stroncato affari milionari illegali. Denunce preziose, ma talmente libere da mettere paura persino agli organi istituzionali e alle Commissioni d’inchiesta.

Può capitare, allora, che per avere un incontro in Commissione anticamorra trascorrano 8 mesi. Inutilmente. E così una preziosa testimonianza su infiltrazioni camorristiche negli appalti della Salerno-Reggio Calabria, la A3 gestita dalla Sam Spa Società autostrade meridionali, e della tangenziale di Napoli vengano zittite da accertamenti non ben precisati e burocrazia. “In relazione alla sua richiesta di incontro con la Commissione Anticamorra e Beni Confiscati, la informiamo di aver inoltrato la stessa alle competenti Autorità al fine di ricevere l’indicazione circa le corrette procedure da adottare anche per una eventuale audizione presso questa commissione” recita il documento della Commissione anticamorra della Regione Campania, datato 16 marzo 2016. Poco più di dieci giorno dopo la nomina a Presidente della Commissione anticamorra di Carmine Mocerino.

Documento Commissione Anticamorra e Beni Confiscati

Documento Commissione Anticamorra e Beni Confiscati

 

E proprio a lui il testimone di giustizia ha inviato lo scorso 15 novembre una lettera, che qui in parte vi riporto, in cui chiede nuovamente un incontro.
“Pregiatissimo onorevole Mocerino, sono trascorsi otto mesi dalla vostra risposta ma nessuna novità ho ricevuto riguardo ad un incontro con la S.V. o con una eventuale audizione in Commissione Anticamorra Regione Campania.
Ribadisco che sono un testimone di giustizia e quindi soggetto libero e senza alcuna restrizione giudiziaria, se non quella di sicurezza avendo un dispositivo di scorta di terzo livello.
Non ho ben compreso quale autorizzazione o procedura dobbiate attendere da parte delle competenti autorità, credendo che la Commissione anticamorra abbia una propria autonomia nel decidere, come per la sua persona, e resta sempre la volontà nell’incontrare un cittadino sommese che ha reso un servizio allo Stato, denunciando la camorra e la corruzione nelle grandi opere e pagando il prezzo di vivere per sempre lontano dalla sua terra.”

Una lettera che fa seguito ad altre richieste di incontro, di altri testimoni di giustizia campani, perse tra procedure e mancate risposte. Tra silenzio e disinteresse.
Denunce per il momento rimaste senza voce. Forse perché libere e spontanee, quindi non richieste, come avviene di solito per i testimoni di giustizia, e per questo scomode. Scomode sicuramente per la camorra. O forse anche per la società autostrade e per la commissione? Ci auguriamo no, naturalmente.

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15 Pensieri su &Idquo;Denunce censurate – La Lente in pillole

    • Danno realmente fastidio, proprio perchè hanno denunciato e continuano a farlo nonostante tutto. Non resta che aspettare che i fatti smentiscano certi timori. Grazie delle tue riflessioni, Daniele.

  1. Cose assurde che si registrano, purtroppo giornalmente, nella nostra bella Italia. Il coraggio di persone che dimenticano la propria identità per amore di giustizia, non viene tenuto in alcun conto e spesso, come accade, ci si dimentica di quanti rischiano la propria vita.

  2. Leggendo queste righe viene spontanea una domanda: ma chi me lo fa fare?
    Credo che più volte nei pensieri di un testimone di giustizia sia passata questa domanda.
    Uno stato che non tutela e che prende le distanze da chi denuncia o, fa di tutto per far desistere, non può e non dovrebbe essere accettato dai cittadini. Ma, si sa che noi italiani siamo bravi a lamentarci di tutto e capaci di nulla.
    Un grazie a chi continua, nonostante tutto, a credere nella giustizia e nella verità.

  3. Viene lo sconcerto a leggere cose che fondamentalmente già sappiamo, eppure nulla si fà perchè le cose cambino .
    I miei giovanili studi giuridici mi fanno riflettere sullo attuale status
    quo , tutto quello che si è studiato è un inutile fardello , con buona
    pace dei trenta e lode e dei sacrifici fatti per averli .!!! Mi sembra di
    vivere in un incubo da cui non c’è verso di svegliarsi !. Una effimera
    consolazione può essere il fatto che è un mal’ comune , ma che vita è mai questa ???!??.. Invece di parlare di nuove leggi , che servono solo a complicare le cose , bisognerebbe essere un po’ più
    pragmatici , quando la lenza è ingarbugliata e non si riesce a sciogliere i nodi , l’ esperienza insegna che la cosa migliore da fare è dare un taglio netto !. Ma per fare questo bisogna VOLERLO ! , e ciò implica fare delle scelte da cui non si può tornare indietro , questo significa essere coerenti con se stessi .
    Questa FILOSOFIA di vita non è facile e semplice , ma occorre una virtù ormai sconosciuta , cioè la TENACIA !. A questo punto
    bisogna chiedere a OGNUNO di noi : VORRAI VIVERE COSI ??

    • Mi rifaccio alla tua considerazione “invece di parlare di nuove leggi”: ebbene, in favore dei testimoni di giustizia al momento ci sono al vaglio ben due proposte di legge di cui ancora non si sa con certezza quale diventerà legge, considerato che una delle due è fortemente ostacolata. Questo girare attorno al problema, più o meno efficacemente, c’è quindi da augurarsi che dia risultati concreti. Altrimenti il messaggio sarà ancora più lapalissiano, e resterà forte il dubbio che chi denuncia le mafie è scomodo anche e soprattutto per le istituzioni. Grazie delle tue riflessioni, Cesare.

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