Baby boss crescono – La Lente in pillole

“I baby boss crescono, ma le istituzioni e i servizi sociali dove sono?”. A chiederselo è un testimone di giustizia che alcuni anni fa ha contribuito all’arresto di importanti camorristi che agivano nella zona sud di Napoli.
“‘Un odio a vita’, con la foto che ritrae i Carabinieri. Inizia così il commento del figlio del boss del clan D’Alessandro oggi detenuto. Quell’odio che certamente nutre il padre nei confronti dello Stato, degli uomini in divisa, della legge è trasferito ai figli. Bisogna quindi capire l’odio di questo predestinato che a quindici anni sfoggia il suo potere: auto, moto, lusso, amicizie ‘pericolose’ con figli di altri boss.” prosegue il testimone di giustizia che fa luce sulle nuove generazioni dei clan.
“Il piccolo rampollo cresce alimentato dall’odio, e c’è chi dalla famiglia lo incita e lo fa sentire uomo adulto asserendo che suo padre è fiero di lui.
Cosa ne sarà di lui? Il suo destino è già scritto in quelle frasi pubblicate su Facebook. Perché in questo ragazzino non c’è un mondo normale. Perché i servizi sociali non intervengono? Forse paura? O altro! E quindi accade che due fratelli lanciano messaggi di violenza e odio sui social e che ricevono centinaia di ‘Mi piace’.”
“Roba da ragazzini oppure messaggi…? – si chiede il testimone di giustizia – No, popolo questa è roba seria, questa è la cultura della camorra, del male che cresce in ogni povero ragazzo o ragazza che vivono in ambienti criminali. Respirano aria di camorra.
Il mio appello alle istituzioni preposte: intervenire prima che sia troppo tardi”.

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8 Pensieri su &Idquo;Baby boss crescono – La Lente in pillole

  1. Purtroppo ci sono argomenti che sembrano non interessare più nessuno, istituzioni incluse. Basti pensare che si era indetta l’apertura straordinaria estiva per alcune scuole ubicate “in zone a rischio” e le richieste sono state ben al di sotto delle aspettative. Poi se vai in posti “difficili” è raro trovare luoghi di aggregazione che non siano quelli gestiti dalle associazioni dove c’è molta cura e molto sforzo da parte dei volontari. L’amministrazione e lo stato spesso languono…scaricandosi vicendevolmente ruoli/colpe che spetterebbero ad entrambi.
    Purtroppo sono anni che in questo Paese si è abbandonata la Cultura e senza di quella non andiamo da nessuna parte. Se non si reintroducono nelle scuole (a tutti i livelli) l’Educazione Civica, i laboratori formativi, una corretta e selezionata presenza di personale, convegni sui temi sensibili e sistemi di partecipazione attiva anche con i genitori ed i cittatidini, sarà difficile far riemergere il rispetto dei ruoli e delle regole. Solo riavviando questo processo e con costanza e determinazione, potremmo assistere, da qui a due/tre generazioni, ad un ritorno alla Società e Civiltà. C’è bisogno di etica e di cultura. Tutto il resto è importante , ma è da contorno.

    • Sottoscrivo in pieno le tue riflessioni. Ci sono quartieri cittadini e piccole comunità di paese che mancano non solo di spazi ma anche di opportunità e alternative per i bambini e ragazzi. E in questo la scuola dovrebbe dare un supporto. Ci sono bambini e ragazzi che sono totalmente calati nella mentalità criminale. E ci sono tanti altri che vorrebbero diverse condizioni di vita. Non si può ne’ si deve negare ad entrambi una seconda possibilità.

  2. Hai messo il.dito su una piaga sociale molto sviluppata. Ho operato per anni in scuole di frontiera dove ogni insegnamento inteso alla acquisizione di una coscienza morale nel rispetto delle regole e della legalità è reso vano dagli insegnamenti della famiglia che si tramandano da generazioni e vengono rispettati da tutti i membri. Purtroppo, come la mia esperienza mi ha dato modo di appurare, gli sforzi delle istituzioni sono resi vani dal “maestro” di vita che si identifica a con o genitori e con il contesto familiare del “piccolo boss” che crescerà solo nel rispetto delle sue regole: la violenza e l’illegalità. Complimenti per l’ottimo articolo

    • Purtroppo spesso il ruolo della scuola sembra/è vano. Ma per alcuni che sono coinvolti da quella mentalità perversa e ‘del male’, tanti possono essere salvati. Diceva Sciascia: la mafia verrà sconfitta da un esercito di maestre elementari. Grazie del contributo e dell’apprezzamento.

      • Giusta osservazione, perfettante in linea con i compiti della scuola e con l’impegno costante e sempre apprezzato di numerosi insegnanti oltre che con le sagge massime di Sciascia. Gli sforzi non sono mai vani anche se i risultati sono spesso deludenti e limitati a singoli e spariti casi. Noi che crediamo nella legalità e nei valori della scuola continuiamo a combattere con tutte le forze, cercando di favorire, con ogni mezzo legale, una cultura forte e pienamente consapevole dei valori della legalità

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