Vita ad ostacoli di un testimone di giustizia

“Devo iniziare una battaglia con la burocrazia. Questo accade ai testimoni di giustizia, uomini e donne invisibili e senza più diritti”. A dirlo è Gennaro Ciliberto, testimone di giustizia che con le sue dichiarazioni coraggiose ha contribuito all’avvio di diverse inchieste contro la camorra che lucra sugli appalti. Gennaro, che come gli altri testimoni di giustizia ogni giorno fa i conti con il senso di abbandono e la mancanza di tutele da parte dello Stato, si è visto bloccare la vendita della sua macchina da Equitalia, per un ostacolo burocratico.“Nel vendere l’auto, lo scorso 8 giugno stavo facendo il passaggio di proprietà, peraltro già comunicato al servizio centrale di protezione – dice Gennaro Ciliberto, che da alcuni anni è nel sistema di protezione per testimoni di giustizia – L’operatore dell’Aci mi ha però comunicato che c’era un fermo amministrativo di Equitalia di 6mila euro. Ho così contattato Equitalia e mi è stato detto che nel mese di aprile 2016 era stata inviata e ricevuta una giusta comunicazione alla mia residenza, il polo fittizio della caserma dei Carabinieri”. Ma, afferma Cilberto, “non solo non ho mai ricevuto alcuna comunicazione, ma essendo disabile superiore al 75% non avrebbero dovuto bloccare il veicolo”.

L’auto del testimone di giustizia è adesso ferma, per blocco amministrativo. E si è fermata un po’ di più anche la vita di Gennaro, già divisa tra la ricerca di una vita normale di chi fa i conti con i limiti del sistema di protezione, il suo continuo impegno testimoniando in favore della legalità e l’esigenza di recarsi in ospedale per le cure almeno 5 volte al mese. La possibilità di avere un proprio lavoro e uno stipendio, a differenza di altri testimoni, gli ha intanto permesso di acquistare una macchina in attesa che si sblocchi la vendita dell’altra auto. “Ho dovuto comprare un’altra macchina, perché fortunatamente abbiamo la capienza economica di farlo – spiega Gennaro – Se avessi avuto contezza del debito in tempi utili avrei potuto rispondere e risolvere il problema, ma così non è stato. Non esiste una legge che svincola i testimoni di giustizia dal decorrere dei tempi, e quindi Equitalia è a posto. E’ lo Stato che dovrebbe alzare il telefono e spiegare la situazione in Equitalia chiedendo una decorrenza dei termini”.

Ma la realtà è diversa. Gennaro Ciliberto, al momento, ha ottenuto tramite il suo avvocato lo sgravio di imposte non dovute e richieste per errore dall’istituto di riscossione. La somma dovuta si è così ridotta a 2mila euro, che Ciliberto ha ottenuto di dilazionare in 15 rate.
Un percorso ad ostacoli dove lo Stato per questi uomini e donne, che vivono una seconda vita per avere detto no alla criminalità, resta ancora il più arduo con cui confrontarsi.
Equitalia ha ascoltato questo testimone di giustizia, lo Stato ancora no.

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6 Pensieri su &Idquo;Vita ad ostacoli di un testimone di giustizia

    • Il protagonista della vicenda è un testimone di giustizia. Così giusto per ribadire la differenza tra collaboratori di giustizia (i c.d. pentiti) e testimoni di giustizia. La riflessione la sottoscrivo: il rischio è lanciare il messaggio che chi agisce con onestà affiancando la giustizia ( vittime di racket, vittime di mafie ecc.) viene lasciato solo.

      • Avevo immaginato fosse un refuso e ho precisato per non creare in chi legge confusione. Purtroppo capita spesso, anche perché la legge del 1992 è sia per i testimoni di giustizia che per i ‘pentiti’. Grazie del tuo contributo intanto.

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