L’audience della (anti)mafia

L’audience si nutre di tutto. Delle lacrime e delle risate a buon mercato. Delle urla e di parole ben scandite e ad effetto. Della rabbia e dell’indignazione di chi guarda, spesso con curiosità morbosa, le vite altrui spedite attraverso il tubo catodico. Ma si nutre anche di fango umano, e rovista spesso tra le pieghe inquinate della società.

E su questo audience sembra ritagliata la trasmissione ‘Porta a Porta’ condotta da Bruno Vespa che stasera per la seconda volta, a distanza di quasi sette mesi da quando aprì le porte della seconda serata di Rai 1 ai Casamonica, regalerà uno spazio sulla televisione pubblica alla presentazione del libro di Salvo Riina, sulla vita del padre Totò. Uno spaccato familiare, già messo nero su bianco, che non era il caso di raccontare anche in tv. Da quella Rai, che si regge anche sui soldi versati con il canone dagli italiani, che fino a poche ore prima della messa in onda del programma ci teneva a ribadire il suo impegno contro le mafie (“(…) Ricordare come esempi le storie di tutti coloro che hanno dato la vita per difendere il valore della legalità è e sarà sempre la stella polare del suo impegno: la Rai non è e non sarà mai il luogo in cui le mafie e tutte le sue espressioni potranno trovare cittadinanza”). Lo stesso comunicato in cui si confermava la presenza di Riina junior nel salotto di Vespa.

Un’informazione antimafia che lucra sulle mafie. Dimenticando chi delle mafie è vittima. La reazione a questa notizia, infatti, è stata accolta “con disgusto” da un testimone di giustizia campano, Luigi Coppola, che ha sbottato: “Nulla di più sbagliato si poteva fare, ospitare e pubblicizzare la mafia su Rai 1”. E aggiunge: “Facciamo notare al dottor Bruno Vespa che lo abbiamo più volte sollecitato di poter intervenire nel suo programma ‘Porta a Porta’. Volevamo far conoscere i disagi di chi le mafie le ha combattute, ovvero i testimoni di giustizia. Ma dalla Rai e dal dottor Bruno Vespa mai è pervenuta risposta.” “Ormai sembra che in Italia renda più il mafioso che chi si ostina a fare una lotta seria alle mafie – chiosa Coppola – Tutto ciò legittima le mafie e ammonisce chi le combatte”.

Una decisione aziendale che lascia attoniti per la rinnovata scelta di dare il microfono ad un figlio, stavolta, che parla di suo padre ricordando come per lui sia sempre stato “un eroe”. Cosa può interessare agli italiani che il figlio di un assassino consideri suo padre un eroe? Perché gli italiani onesti dovrebbero ascoltare il racconto della vita di un uomo che ha messo la firma sulle stragi del ’92, e che non ha mai mostrato umanità vivendo in regime di 41bis? E che anche in regime di carcere duro continua a mantenere la prepotenza del boss mafioso?
Apparentemente il disgusto di Luigi Coppola sembra quello di tante migliaia di italiani, che dai social hanno fatto sapere che stasera avrebbero spento la tv. E c’è da augurarsi che ciascuno tenga davvero spenta la voglia di ascoltare l’orrore della vita di un mafioso. Vincerebbe finalmente, non l’audience, ma la vera cultura della legalità. Quelle fatta di scelte e azioni concrete.

L’antimafia parte anche da un piccolo, significativo, gesto.

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21 Pensieri su &Idquo;L’audience della (anti)mafia

  1. Da siciliano trovo aberrante dare voce al figlio di uno dei più sanguinari capi di cosa nostra. E’ normale che un figlio veda nel padre un eroe ma per tutto il resto del mondo Totò Riina è un mostro assetato di potere che ha ucciso onesti servitori dello stato e semplici cittadini che non volevano piegarsi davanti ai suoi soprusi. Ormai la televisione insegue solo l’auditel ad ogni costo.
    Qualunque sarà la scusa che addurrà il buon Vespa, questa è e rimarrà per sempre una vergogna della nostra TV di stato.

    • La scusa già è pronta, Davide. La Rai l’ha annunciata anche nel suo comunicato: il fatto di affiancare l’intervista al figlio di un boss che celebra le gesta del padre ad altri servizi e ospiti che operano per la lotta alla legalità. Peccato che per parlare di onestà e legalità non è necessario alzare i picchi di ascolto, sponsorizzando il libro su Riina.

  2. E’ semplicemnte vergognoso. Invece di relegare questi personaggi nel limbo della memoria si continua a pubblicizzarne le gesta. tanto da fare sembrare eroe chi, invece, si è macchiato di crimini orrendi.
    Bravissima, mi complimento per il coraggio delle tue idee che continui a manifestare in tutte le occasioni consentendoti di schierarti tra quanti combattono ogni giorno le cosche mafisose con coraggio.

  3. Io ho tenuto spenta la tv. Trovo molto grave quanto accaduto, soprattutto perchè quello che sta accadendo nel “salotto” di Vespa è fuori da ogni morale. Non si da spazio alle riflessioni, ma si aprono le porte a tutto ciò che fa clamore. Soprattutto non c’è morale, ne rispetto. È vero che le colpe dei padri non devono ricadere su quelle dei figli, ma incentrare uno spazio su Riina eroe mi sembra veramente troppo.
    Non credo in altre nazioni potesse accadere qualcosa di simile; dopotutto basta guardare quello che accaduto due giorni fa in Islanda. Una folla silenziosa e compita ha riempito la piazza per chiedere le dimissioni del premier… che altrettanto silenziosamente è uscito di scena.
    È evidente che nel nostro Paese manca il rispetto dell’onestà e della verità e non c’è più riflessione sul passato; ma soprattuto manca l’onestà morale e l’etica; due valori che non si possono acquisire.
    Rispetto massimo per le vittime di mafia e per tutti quei magistrati e poliziotti che hanno pagato con la vita la loro battaglia (per tutto il Paese) e che ieri sera è stata calpestata impunemente dalla Rai.

    • Noi e l’Islanda siamo molto più lontani culturalmente che geograficamente. Non è un caso che l’Italia sia uno dei Paesi dove, nonostante il web e le sue apparenti libertà, la censura la fa da padrona. In mille e più forme, spesso non plateali.
      Sono certa che in tanti hanno spento la tv ieri sera. Ma temo non tutti coloro che si erano ripromessi di farlo. E qui sta il punto: manchiamo a volte di coerenza, e rinunciamo a tenere fede ai valori sociali per un pugno di emozioni (spesso becere) a buon mercato. E la Rai in questo contesto non fa più servizio pubblico, con un’informazione chiara e trasparente, senza raggiri. Tocca a noi restare svegli, e consapevoli.
      Grazie del contributo!

  4. Sono indignato per quello che è successo. Mi sento offeso per questo palinsesto della TV “nazionalPubblica ” cui anche io contribuisco pagando il canone. Mi chiedo se era evitabile una vergogna planetaria di questo tipo. La commissione RAI dei nostri politici non avrebbe potuto evitare un tale suicidio?!?….Vorrei poter dire …”Signore perdona loro , perchè non sanno quello che fanno e dicono”… Ma , non sono ingenuo fino a questo punto. E poi se è vero che la prima si perdona , la seconda si bastona, e la terza…….?????!!!! Poveri noi !!!! . Non meravigliamoci , poi, se facciamo figure di M…..con il caso Regeni e l’ Egitto o se preferite
    con il caso dei due MARO’ e l’ India . Gli errori si pagano, e la reputazione di uno Stato a livello internazionale ne è la logica conseguenza . La verità è che ,oltre i sorrisi del Premier Francese e la teutonica Merkel , anche in Europa ormai ci conoscono bene!!!!
    La politica dei “furbetti ” in definitiva non paga!!! SVEGLIAMOCI TUTTI !!! . Riprendendoci il giusto posto che ci spetta per la nostra storia e per onorare i nostri veri eroi e martiri che sono morti per un credo . Non uccidiamoli una seconda volta!!, comportandoci vigliaccamente ed ipocritamente…!!!!!!!!!

    • Grazie del contributo, intanto. Riguardo l’evitabilità dello spot di ieri sera ad un figlio di boss mafioso che non rinnega né il padre né l’orrore compiuto dalla sua razza, era certamente evitabile. E un rigurgito di coscienza per un attimo, un soffio di tempo, c’è anche stato. Ma il comunicato Rai del pomeriggio di ieri ha cancellato tutti i dubbi dei vertici della stessa Rai. A calmare le pressioni esterne e i tiepidi dubbi è bastato sottolineare che subito dopo l’intervista a Riina junior sarebbero stati presenti rappresentanti dell’antimafia e vittime di mafia, come il figlio di Vito Schifani. Questa è lotta alle mafia ingaggiata dalla Rai.

  5. Queste sono le situazioni in cui si dà al cittadino un buon motivo per non pagare il canone. è semplicemente vergognoso che Vespa (che, attenzione, gira con la scorta e macchina blu) si possa permettere di fare par condicio sulla mafia.
    Semplicemente aberrante.
    Brava Anna, sei sempre puntuale, pur mantenendo uno stile impeccabile. Io avrei fatto un post pieno di insulti.

    • Grazie Stefano. Sai cosa trovo anche aberrante? Sentire/leggere il commento di chi considera ancora (!) quello di ieri sera di Vespa uno sforzo giornalistico.
      Allora capisci perché la Rai e Vespa dopo i Casamonica hanno inviato Riina jr. Aspettiamoci quindi un’intervista esclusiva a Provenzano o Brusca. L’audience sarà garantito da certi italiani “confusi” e raggirati.

  6. Vorrei aggiungere una postilla al bel pezzo che hai scritto. Se il libro l’avesse scritto, che ne so, un anonimo scrittore avrebbe avuto tutta la visibilità che i media hanno fornito? Sarà anche scritto bene, potrà dimostrare l’affetto che un figlio porta verso il padre ma accusare lo stato di avergli strappato un padre, forse è un po’ oltre le righe.

    • Ottima riflessione. Penso anch’io che tutto ruota attorno alla figura di Riina padre/Riina jr. Il focus non è stato il libro, ma le “sensazionali” dichiarazioni fatte dire ad un uomo del clan familiare dei Riina. Ho letto quello che ha dichiarato e mi vergogno di essere italiana. E che l’ordine dei giornalisti non si sia minimamente pronunciato, pur avendo un organo /costola che è impegnato in favore dei giornalisti minacciati (solitamente proprio da mafiosi).

  7. Sono basito sembra veramente che lo Stato appoggi le mafie e non il contrario anche attraverso l’emittente pubblica. Io penso che sia il caso di non guardare per un bel pezzo Porta a Porta e di evitare di comprare libri del Dr. Vespa. Compliemnti ancora per l’ennesima testimonianza e l’impegno profuso in questo blog.

    • Grazie del contributo e dell’apprezzamento, Daniele. In effetti il programma di Bruno Vespa non merita già da tempo tutti gli spettatori che ha. Specie ora che ha deciso di passare da megafono dei partiti a ufficio stampa di Cosa Nostra.

  8. mi chiedo come i giovani, i nostri figli percepiscano oggi lo Stato, che tipo di Stato vedono e quali sono i valori che trasmettiamo loro? Che differenza fanno tra valori positivi e valori negativi. Dare tanta risonanza attraverso una delle trasmissioni più rinomate della tv di stato a personaggi che dei valori negativi fanno la loro bandiera, far diventare “famoso” un personaggio ai più poco conosciuto, non si corre il rischio che si offra quel valore ai ragazzi, agli sprovveduti psicologicamente come valore da ricercare da imitare. Riina diventa dunque uguale a Higuain, a Tom CRuise, molto meglio di un carabiniere che rischia la vita per 2 mila euro al mese per difendere l’ordine e la legalità. L’avesse fatto una tv privata qualunque l’avrei denunciato all’autorità giudiziari, ma Vespa.. la tv di Stato! Ma perchè la magistratura non persegue come apologia mafiosa queste iniziative? Comunque brava Anna!

    • Intanto grazie delle riflessioni e dell’apprezzamento. Il rischio più grave è proprio quello di ammantare di una luce patinata il componente di una nota famiglia mafiosa. Confondendo in tanti giovani il valore dell’onestà e della legalità con la prepotenza e la violenza. C’è comunque anche una maggiore consapevolezza in tanti ragazzi, che con entusiasmo fanno loro parole come legalità e coraggio. Io credo in loro, e nella forza dell’esempio.

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